Tutti gli articoli relativi a: attualità

"E i democratici convergono sulla proposta del leader", di Vladimiro Fruletti

Questa volta si sta guardando più alla luna che non al dito». Matteo Renzi con i suoi collaboratori si mostra soddisfatto delle reazioni suscitata dal suo Jobs Act. Soprattutto da quelle che stanno arrivandogli da dentro il Pd. Del resto lo stesso Renzi ha costruito, assieme a Marianna Madia e Filippo Taddei, un documento che non mette in primo piano il «dito» della possibile discordia. L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non viene mai citato. E tutta la questione sulle nuove regole contrattuali è messa in coda preceduta da indicazioni su come creare posti di lavoro. Insomma si notano più capitoli per un piano di politica industriale che non indirizzi giuslavoristici. Così in vista della direzione del 16 gennaio in cui la bozza, apparsa mercoledì sera nella sua e-news sotto forma di titoli e intenzioni anche un po’ generiche, diventerà un vero e proprio piano, il segretario democratico può rilanciare via twitter la richiesta di suggerimenti e anche critiche alla sua email (matteo@matteorenzi.it). Proprio perché, eccezion fatta per le parti più estreme della sinistra (da …

"Scatti, per finanziarli il Miur tenta la carta a sorpresa", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Evitando di prelevare tutto dal Mof, il Ministero recupererebbe un bel po’ di consensi: per studiare le possibilità sono al lavoro diversi tecnici di entrambi i ministeri. A confermarlo è lo stesso ministro Carrozza. Intanto, al Miur si sta cercando di “neutralizzare” la norma dello scorso agosto che ha consentito al Mef di chiedere la restituzione degli scatti già pagati. Per sovvenzionare gli scatti automatici, il Miur starebbe tentando soluzioni alternative. In modo da non privare gli istituti una parte del Mof. A dirlo all’Unità, stavolta senza giri di parole, è il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, all’indomani dell’ottenuto successo nella vicenda che ha visto il Mef procedere in modo davvero troppo autonomo. ”Stiamo facendo delle verifiche con i tecnici per trovare risorse che non comportino l’uso dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa”, ha detto Carrozza. Per poi aggiungere: ”La scuola è all’osso e non è facile trovare le risorse”. Non è facile, ma nemmeno impossibile. Per questo motivo, un gruppo di dipendenti e dirigenti dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia sono da mercoledì 8 …

"Ma quanto sono falsi gli anni di piombo in tv", di Antonio Di Pollina

Forse è il momento di una moratoria per le fiction di ricostruzione storica. Intendiamo quelle che tralasciano qualsiasi spunto narrativo fondante e fanno invece da surrogato a un libro di storia recente. Il caso limite del Commissario degli Anni spezzati di RaiUno è una specie di punto di non ritorno, uno slalom lungo quattro ore a evitare la tale questione e a inserirne un’altra, a saltare un punto di vista e a squadernare atti giudiziari: se anche, grazie magari al buon Solfrizzi, si vuole raccontare una parabola umana e tormentata e tragica, conviene lavorare di richiami e rimandi. È del tutto chiaro che il marchio a fuoco della fiction italiana per il grande pubblico (presunto e non raggiunto, sempre più spesso) condiziona tutto e tutti. Come per le vite di personaggi famosi strette in miniserie da due puntate: si obbedisce a codici precisi, per cui alla fine in quella di Padre Pio ti sembra di ritrovare lo stesso passo di certi momenti della fiction su Walter Chiari. Si somigliano tutte perché c’è un dettato comune …

"Come creare posti di lavoro", di Tito Boeri

Come ci ha spiegato Dale Mortensen, Nobel per l’economia scomparso ieri dopo una malattia che ce lo ha portato via in pochi mesi, i posti di lavoro, i jobs, vengono creati dalle imprese ma non vengono riempiti immediatamente. Ci vuole del tempo per l’incontro fra domanda e offerta e più segmentato è il mercato, più lungo il tempo che passerà prima che il posto di lavoro vacante si traduca in impiego effettivo, dando un lavoro a chi lo cerca. Questo aumenta la disoccupazione e ne allunga la durata. L’incontro fra lavoratore e impresa può migliorare nei benefici che arreca ad entrambi, ma può anche peggiorare nel corso del tempo, spingendo l’uno o l’altra a porre fine al rapporto di lavoro. Quando questa separazione avviene, ci sono costi sociali che vanno al di là di quelli sostenuti dal datore di lavoro e dal lavoratore. Bisogna pagare un sussidio di disoccupazione a chi è stato licenziato e questa persona si troverà a competere con altri disoccupati nella ricerca di un impiego. Meglio perciò non porre limiti a …

«Sugli omosessuali basta rinvii A loro i diritti di tutte le coppie», di Alessandra Arachi

«L’intervento di Renzi sulle unioni civili anche omosessuali deve essere ascoltato. Questo non è un problema che deve aspettare, non più». Maria Cecilia Guerra, viceministro per il Lavoro, ha tra le mani la delicata delega per le Pari opportunità. Non ha intenzione di lasciarla sulla carta. Cosa intende fare per dar seguito alle parole del segretario Matteo Renzi sulle unioni civili omosessuali, un decreto del governo? «No, il governo è maggioranza. E questo non è un tema che deve essere affrontato da una maggioranza o da una parte politica. Non deve essere un tema da campagna elettorale. Deve essere un dibattito trasversale, sereno. Il Paese è maturo per questo. Ci sono leggi già in Parlamento sulle unioni civili, bisogna dare seguito a quelle». Quali? Ce ne sono tante… «Lo deciderà il Parlamento». Ma lei quale legge vorrebbe? «Esprimo un parere personale. E dico che non ci sono motivi per trattare in modo diverso una coppia omosessuale rispetto ad una coppia eterosessuale. Siamo sempre davanti a due persone che hanno un rapporto d’amore e sono disponibili …

"Piano di Renzi: otto mesi per un nuovo codice del lavoro", di Maria Zegarelli

Non sarà una rivoluzione dolce quella che ha in mente Matteo Renzi e che i suoi tecnici stanno trasformando in un Job Act con l’ambizione di cambiare il volto dell’economia e del mercato del lavoro in Italia. La premessa: «L’Italia ha tutto per farcela. È un Paese che ha una forza straordinaria ma è stato gestito in questi anni da una classe dirigente mediocre che ha fatto leva sulla paura per non affrontare la realtà (straordinaria la pennellata di De Rita nella relazione Censis di quest’anno)». Nessun intervento soft, annuncia il segretario Pd, ma «un cambiamento radicale», «partendo dall’assunto che il sistema Paese ha le risorse per essere leader in Europa e punto di attrazione nel mondo. E che la globalizzazione non è il nostro problema, ma la più grande opportunità per l’Italia. Un mon- do piatto, sempre più numeroso e sempre più ricco, che ha fame di bello, quindi di Italia. A noi il compito di non sprecare questa possibilità; abbiamo già sprecato la crisi, adesso non possiamo sciupare anche la ripresa». Parte da …

"Franceschini: legge dei sindaci e voto nel 2015", di Monica Guerzoni

«Il 2014 sarà l’anno che cambia il Paese». Non esagera, ministro Dario Franceschini? «A leggere le cronache ci sarebbe da essere pessimisti. Scioglimento delle Camere? Voto anticipato? No, io sono molto ottimista. Anche se questa è una legislatura anomala e fragile perché non c’è stato un vincitore alle elezioni, penso che riusciremo a fare cose mai realizzate quando tutto sembrava stabile». Vi proponete di portare a casa, in un anno, le riforme mancate nell’ultimo ventennio, ma le condizioni non sembrano favorevoli: il governo procede a colpi di incidenti, Renzi incalza… «Se non si fanno le riforme perde di credibilità tutto il sistema e per questo nel 2014 centreremo obbiettivi che metteranno in condizione di governare chiunque vincerà nel 2015. Prima delle Europee dobbiamo fare tre cose. Un’agenda di governo con al centro lavoro e crescita, per uscire dalla crisi. Un sistema monocamerale, con una sola Camera elettiva e un Senato che rappresenta le autonomie e le regioni. E una legge elettorale per la Camera, che dia stabilità al governo». Entro maggio? «Sì, le prime due …