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"Scatti, per finanziarli il Miur tenta la carta a sorpresa", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Evitando di prelevare tutto dal Mof, il Ministero recupererebbe un bel po’ di consensi: per studiare le possibilità sono al lavoro diversi tecnici di entrambi i ministeri. A confermarlo è lo stesso ministro Carrozza. Intanto, al Miur si sta cercando di “neutralizzare” la norma dello scorso agosto che ha consentito al Mef di chiedere la restituzione degli scatti già pagati.
Per sovvenzionare gli scatti automatici, il Miur starebbe tentando soluzioni alternative. In modo da non privare gli istituti una parte del Mof. A dirlo all’Unità, stavolta senza giri di parole, è il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, all’indomani dell’ottenuto successo nella vicenda che ha visto il Mef procedere in modo davvero troppo autonomo.
”Stiamo facendo delle verifiche con i tecnici per trovare risorse che non comportino l’uso dei fondi per il miglioramento dell’offerta formativa”, ha detto Carrozza. Per poi aggiungere: ”La scuola è all’osso e non è facile trovare le risorse”.
Non è facile, ma nemmeno impossibile. Per questo motivo, un gruppo di dipendenti e dirigenti dei ministeri dell’Istruzione e dell’Economia sono da mercoledì 8 gennaio al lavoro per trovare la soluzione tecnica che consentirà di uscire concretamente dall’impasse. Il problema è che non è di certo possibile modificare il Dpr 122, che ha bloccato per tre anni sia il rinnovo dei contratti sia gli scatti d’anzianità. Mentre a viale Trastevere si sta seriamente pensando di attuare un provvedimento di legge per “neutralizzare” la norma dello scorso agosto che di fatto ha consentito al Mef di chiedere la restituzione degli scatti già pagati. In parallelo la via da percorrere sarebbe quella già seguita in passato. Con una trattativa tra governo e sindacati si stabilì, infatti, alla luce del blocco, che una quota delle risorse che si ottenevano con il contenimento degli organici potesse essere utilizzata per la valorizzazione del personale e per la scuola si optò per il ripristino degli aumenti legati agli scatti di anzianità.
Della “copertura” relativa al 2012 mancherebbero circa 100 milioni di euro. Che potrebbe essere attinte dal 30% di risparmi derivanti dai tagli dell’era Gelmini (per il 2012 ci sono 120 milioni). Per il 2013 (gli oneri per le anzianità stipendiali si aggirano sui 370 milioni) si “pescherebbe” invece dal Mof, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa: “l’atto di indirizzo che prevede questa ipotesi – ricorda l’Ansa – è già stato inviato al ministero della pubblica amministrazione ed è la base per aprire una trattativa con i sindacati all’Aran”.
Una prima tranche del Mof (521 milioni di euro) é già stata dirottata alle scuole; restano disponibili – spiegano i sindacati – 463 milioni. Anche il sottosegretario all’Istruzione, Gian Luca Galletti, ha fatto intendere che i giochi non sono ancora fatti.
Nel frattempo, i sindacati mettono le mani avanti. “Si cancelli la norma che nell’ottobre dell’anno scorso ha aggiunto un altro anno, il 2013, a quelli ‘sterilizzati’ dal governo Berlusconi nel 2010, determinando il pasticcio poi evitato in extremis dal Governo” chiede il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima. E la Flc si dice nettamente contraria al taglio del Mof per ripristinare gli scatti del 2012 e 2013 nella scuola. “E’ necessario – afferma il segretario generale, Mimmo Pantaleo – che il Governo reperisca risorse aggiuntive per ripristinare gli scatti. L’ipotesi di riduzione del Mof per pagare gli scatti del 2012 è consistente e impraticabile. Infatti il fondo si ridurrebbe a meno di 600 milioni di euro anche a seguito del taglio già effettuato per pagare gli scatti 2011. Si colpiranno ulteriormente e pesantemente studenti, personale e famiglie”. “Scippano il fondo d’istituto” é l’allarme lanciato dall’Unicoba. Mentre la Gilda ha nel mirino il ministro Saccomanni, reo di un altro intervento a danno della scuola: “prima della pausa natalizia, il Miur ha concluso tutte le operazioni necessarie per i pagamenti ai supplenti precari e ha comunicato alle scuole la disponibilità dei fondi, così da poter liquidare subito gli stipendi. Ma tutto si è bloccato perché il sistema informatico del Mef per i pagamenti delle scuole, risulta inaccessibile. Sorge il dubbio che questo blocco sia legato alla questione degli scatti e dei famigerati 150 euro che potrebbe aver assorbito tutte le attenzioni di via XX Settembre”.

La Tecnica della Scuola 10.01.14

1 Commento

  1. anna55 dice

    BASTA SPARARE SULLA CROCE ROSSA!!!
    come si vede, per sbloccare gli scatti di noi insegnanti, che già abbiamo stipendi bassissimi, e non ci vengono offerti altri modi per progredire in carriera, bastano cifre direi ridicole all’interno del bilancio di uno Stato…
    come trovarle? avrei alcuni suggerimenti: non comprare aerei da guerra, far pagare una patrimoniale a chi è VERAMENTE ricco (e forse lo è proprio perchè non paga le tasse), utilizzare i beni sequestrati alla mafia, fare serie indagini di settore per evidenziare le categorie di professionisti e commercianti più elusive, tagliare i costi della politica centrale e locale,…. ma per carità, NON SI TAGLI PIù SULLA CULTURA, anzi SI INVESTA SEMPRE DI PIù !
    se i nostri politici non hanno fantasia, basta copiare ciò che fanno all’estero, p.es. in Francia…ricordiamoci che i nostri allievi di oggi saranno la classe dirigente di domani.
    quindi, basta accanirsi solo e sempre sui dipendenti statali; capisco che il prelievo dai nostri stipendi sia molto facile, ma ciò non è socialmente corretto … perchè , se lo Stato da solo non ce la fa, non far versare una quota fissa dei lautissimi compensi di artisti, calciatori, stilisti, grandi imprenditori, ad un “fondo cultura” che aiuti anche la scuola pubblica italiana?
    anna55

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