Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Ricerca italiana tra le più citate. Ma fanno notizia solo le classifiche negative", di Francesco Sylos Labini

Questa è una notizia, apparsa sulla rivista Nature, che non è passata sui giornali italiani. La riporto per intero: Gli Stati Uniti stanno scivolando verso il basso nella classifica della qualità della ricerca, misurata attraverso l’impatto citazionale relativo dei suoi articoli [scientifici]. Questo è quanto viene mostrato da uno studio commissionato dal governo britannico. In particolare, gli analisti della casa editrice Elsevier mostrano che gli Stati Uniti sono stati superati nella classifica (normalizzata per disciplina) dal Regno Unito nel 2006 e dall’Italia nel 2012, anche se gli Stati Uniti rimangono ben avanti in termini di quota mondiale del top 1% degli articoli più citati. In pratica significa che il surrogato della misura della qualità della ricerca, rappresentato dal numero di volte che un articolo scientifico è stato citato, per l’Italia ha superato l’analogo indicatore per gli Stati Uniti – fermo restando che quest’ultimi sono avanti quando si considera solo l’1% degli articoli più citati. Inoltre dallo stesso studio si trova anche che l’efficienza della ricerca italiana è ottima: ad esempio il numero di citazioni ottenute …

"Le riforme e gli sfascisti", di Claudio Sardo

Per il presidente della Repubblica deve essere stato il discorso di fine anno più difficile. Di sicuro è apparso come il più drammatico. E non solo per le contestazioni di Grillo, di Berlusconi e della Lega, che quotidianamente usano contro il Quirinale l’arma dell’ingiuria e della delegittimazione allo scopo di colpire la legislatura e di farla crollare senza riforme. A dare drammaticità alle parole di Napolitano era soprattutto la miscela tra questa rottura istituzionale e la crescente sofferenza sociale indotta dalla crisi. Una miscela della cui pericolosità il presidente si è mostrato ben consapevole, prima leggendo le lettere dei cittadini sul lavoro che manca, sugli affanni di tante famiglie che non arrivano alla fine del mese, sui giovani derubati del loro futuro, poi arrivando a dire che, senza un cambiamento coraggioso, è la nostra stessa democrazia che rischia la «delegittimazione». La storia ci insegna che da una crisi epocale e di sistema si può uscire ricostruendo il tessuto nazionale oppure precipitando in una catastrofe. Ma siamo fermi davanti al bivio ormai da qualche anno. Giorgio …

"Operazione credibilità", di Marcello Sorgi

Se avesse dovuto pronunciare ieri, e non ieri l’altro, il suo messaggio televisivo, Napolitano avrebbe forse aggiunto alle sette storie di italiani oppressi dalla crisi economica, scelte per il suo discorso, l’ottava. Cioè la decisione del governo indiano – attesa ma purtroppo confermata, così da segnare negativamente l’inizio dell’anno -, di annullare il contratto da 560 milioni di euro con Finmeccanica per la fornitura di dodici elicotteri Agusta Westland. Non fosse che per la sfortunata coincidenza temporale, non ci sarebbe alcun punto di contatto tra la grave, ancorché prevista, notizia che arriva da New Delhi e gli sfoghi a cui il Capo dello Stato dal Colle ha voluto dar voce, del piccolo imprenditore che ha chiuso l’azienda, dell’esodato, del quarantenne che ha perso il lavoro e non lo ritroverà, della laureata disoccupata, dell’agricoltore che tira la cinghia, dell’impiegato pubblico che deve scegliere tra far la spesa e pagare le tasse, dell’anziano che ricorda l’epoca della ricostruzione e si domanda perché sia perduto, speriamo non definitivamente, l’entusiasmo e la voglia di fare di quegli anni. Effettivamente …

"Perchè al paese serve una politica energetica", di Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini

La questione energetica rappresenta uno dei punti critici che condiziona sia lo sviluppo economico sia la sicurezza del nostro Paese poiché oltre l’80% dei consumi viene soddisfatto attraverso le importazioni. La dipendenza dall’estero determina deflussi di capitali per circa 60 miliardi di euro all’anno penalizzando la bilancia commerciale e compromettendo le possibilità di investimento sul territorio nazionale. Negli anni ’60 il tentativo di Enrico Mattei e Felice Ippolito di rendere l’Italia più indipendente dal punto di vista energetico e quindi più autonoma dal punto di vista politico non ebbe fortuna: Mattei, che stava cercando di sottrarsi all’influenza delle “sette sorelle”, morì in un oscuro incidente aereo, mentre Ippolito, che aveva puntato con decisione sull’energia nucleare, fu messo in carcere con delle accuse del tutto infondate. Nel periodo attuale le fonti rinnovabili costituiscono una grande occasione per ridurre le importazioni e abbattere i prezzi dell’energia. Però, crediamo che la transizione da un sistema basato sui combustibili fossili verso un sistema alimentato in misura maggiore con le fonti rinnovabili non possa essere lasciata solo al gioco degli …

"La voce del disagio", di Massimo Giannini

L’ottavo messaggio di Giorgio Napolitano è lo specchio dell’anomalia italiana. Lo è in senso aritmetico: per la prima volta nella storia un mandato presidenziale si proietta oltre l’arco naturale dei sette anni. Lo è in senso politico: mai come oggi l’Italia scissa tra piazza e Palazzo sopravvive suo malgrado sul crinale instabile del «semipresidenzialismo di fatto». Il discorso di fine anno del Capo dello Stato riflette le ombre di quel «Paese senza » descritto da Ilvo Diamanti. Un Paese senza patrie grandi o piccole e senza riferimenti comuni e condivisi, una società lontana dalla politica e orfana delle istituzioni. Entrambi alla deriva, costretti ad aggrapparsi all’unico appiglio che ancora resiste. Nonostante i deliri sull’impeachment (relegati finora al circuito della propaganda) e gli inviti al boicottaggio (smentiti dai dati sugli ascolti). Chi si aspettava moniti dolorosi o annunci clamorosi sarà rimasto deluso. Il presidente della Repubblica, pur riaffermando l’urgenza delle riforme economiche e costituzionali, ha giustamente rinunciato ai rituali ma purtroppo sempre più sterili «appelli» a un establishment cieco e sordo. E pur riconfermando la natura …

"Tania che ha difeso il Dna", di Pietro Greco

Ora lavora alla Casa Bianca, come assistente della direzione per le scienze forensi nell’ambito dell’Ufficio che si occupa di politica della scienza e della tecnologia. È una biologa, con un master in energia e risorse. Ma la rivista «Nature» l’ha eletta a personaggio scientifico tra i 10 più rappresentativi dell’anno per le sue capacità giuridiche. Si chiama Tania Simoncelli ed è lei che ha messo insieme le giuste argomentazioni che lo scorso mese di giugno hanno convinto la Corte Suprema degli Stati Uniti a giudicare non brevettabili i geni semplicemente individuati e isolati dal Dna di un organismo vivente. Una sentenza storica, che pone fine a 30 anni di prassi contraria in voga negli Stati Uniti. Per affermare questo principio, nel corso degli ultimi tre decenni, sono scesi in campo molti sostenitori del principio secondo cui «non si brevetta la vita». La Corte Suprema non ha detto questo. Non ha distinto tra vita e non vita. Ma tra invenzione e scoperta. Ha riconosciuto, però, che è possibile brevettare le invenzioni, in cui c’è un elemento …

Napolitano: “A tutti gli italiani giunga il mio più affettuoso augurio. Guardiamo al nuovo anno con serenità e con coraggio”

“A tutti gli italiani – e rivolgendo un particolare pensiero a quanti vivono con ansia queste ore per le recenti scosse di terremoto – giunga il mio affettuoso augurio. L’anno che sta per terminare è stato tra i più pesanti e inquieti che l’Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica. Tra i più pesanti sul piano sociale, tra i più inquieti sul piano politico e istituzionale. L’anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore, per il paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi. Una crisi dalla quale in Europa si comincia a uscire e più decisamente si potrà uscire se si porterà fino in fondo un’azione comune per il rilancio della crescita economica e dell’occupazione. Questa sera non tornerò su analisi e considerazioni generali che ho prospettato più volte. Non passerò dunque in rassegna i tanti problemi da affrontare. Cercherò, invece, di mettere innanzitutto in evidenza le preoccupazioni e i sentimenti che ho colto in alcune delle molte lettere indirizzatemi ancora di recente da persone …