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"Ancora scarsa legalità e rischi di demagogia Ma il Paese può risalire se crederà nello Stato Italia", di Christoppher Duggan

Guardando l’Italia dall’estero in veste di storico, resto sempre colpito da un curioso senso di déjà vu. Sotto il profilo sociale ed economico, nessun altro Paese europeo ha conosciuto altrettante e radicali trasformazioni nel corso degli ultimi 150 anni, eppure in politica si avverte una straordinaria continuità. Il divario scavato tra la gente e le istituzioni, la svogliata collaborazione tra i partiti politici, la scarsa considerazione di cui gode la legalità, il problema dell’evasione fiscale, la mancanza di confini chiari tra interessi pubblici e privati, la spaccatura nord-sud, i pericoli del populismo e l’urgenza di una riforma elettorale per rafforzare l’autorità dello Stato, sono tutti argomenti ricorrenti nel discorso politico italiano dai tempi dell’unificazione. Prendiamo, ad esempio, un decennio qualunque del passato, quello del 1880. La credibilità del Parlamento era costantemente erosa dal trasformismo, da coalizioni instabili e da scandali per corruzione. Si discuteva incessantemente di quale sistema elettorale e leadership politica avrebbero potuto assicurare forza e credibilità alle istituzioni. Le precarie condizioni delle finanze pubbliche rendevano necessarie misure fiscali sempre più disperate. In gran …

"Jacopo assunto dal padre del ragazzo a cui salvò la vita", di Maddalena Berbenni

Marino Lanfranchi è piegato sul motore di una Panda rossa. È il penultimo giorno dell’anno, ma non si fanno ponti in Val Seriana, là dove si concentrano i piccoli e grandi imprenditori della provincia di Bergamo. Ha 55 anni, ne aveva tredici quando ha cominciato a riparare auto, venti quando si è messo in proprio. Ha aperto l’officina sotto la villetta di famiglia, a Gandino, l’anno in cui è nato Giordano, il figlio 24enne che ha rischiato di perdere in un terribile incidente stradale. Era la notte del 7 settembre scorso. Dalla Mercedes in fiamme, che per un sabato sera gli aveva concesso di guidare, lo hanno salvato due ragazzi della zona, passati per caso in quel momento. Jacopo Caccia, 18 anni, era stato il primo a lanciarsi verso l’auto, seguito poco dopo da Nicola Bertasa, 20 anni. Marino Lanfranchi si alza dalla Panda, il cortile straripa d’auto, i suoi guanti sono neri e dal lato opposto dell’officina sbuca Jacopo, il giovane che ha tirato fuori dall’auto in fiamme suo figlio e che adesso è …

"2014, i cinesi asfaltano il Cervino e Grillo ai copechi fa l’inchino", di Michele Serra

Da gennaio, con il povero che twitta in coda alla Caritas, fino a dicembre, con la ripresa industriale, ma quella della produzione di corde per suicidi. Tra cinesi che comprano il Cervino e manager con agende vuote come le aziende che hanno svuotato, ecco la satira in versi per raccontare l’anno che verrà. I mendicanti vendono rose rosse. Frettolosi viandanti li schivano. Se fosse una scena già scritta sarebbe Brecht, Testori. C’è un senso di sconfitta negli uomini e nei fiori. Non so come si annoveri (forse tra i nuovi poveri?) quello che twitta ‘Ciao, sono in coda alla Caritas’. Nella stagione arida (come spiega la Fao) quando gira la ruota rischi la pancia vuota. Fuori nevica. Sciatori di Pechino salgono in teleferica sul dorso del Cervino. Dicendo cin ciun cen acquistano in contanti tutti e quattro i versanti. Non sono molto zen. Guardano indecifrabili quel diedro bellissimo ma raggiungibilissimo da strade carrozzabili. Tutto sarà asfaltato. Cominciano domani. Nemmeno i valdostani ci avevano pensato. La crisi offende anche i ceti protetti. Manager con le agende …

“Tempo di scosse e di riscosse”, di Massimo Gramellini

Due americani su tre considerano il 2013 uno degli anni peggiori della loro vita. So cosa state pensando: ma il terzo americano dove ha vissuto? In Italia i fan del 2013 si contano sulle dita della mano di capitan Uncino. Tutti si sentono più poveri, anche gli evasori. Più poveri e più scoraggiati. L’indignazione, a suo modo ancora una forma di speranza, ha ceduto il posto alla rabbia. Il disprezzo per i politici si è allargato all’intero establishment: banchieri, tecnocrati, giornalisti, persino scienziati. Chiunque occupi uno strapuntino riconosciuto di potere e si agiti nel rumore dei talk show. Ripercorrendolo a mente fredda, l’anno morente è stato prodigo di cambiamenti che un tempo si sarebbero definiti epocali. Sul Vaticano degli scandali regna un Papa già circonfuso in vita di un alone di santità. Il Caimano si è chiuso in casa a giocare con un barboncino. Il presidente del Consiglio ha meno di cinquant’anni, se non altro all’anagrafe. Il nuovo segretario del centrosinistra, comunque lo si giudichi, non offre alle telecamere uno sguardo da cane bastonato, ma …

“Studenti, nel 2012 hanno lasciato in 758mila”, di A.G. da La Tecnica della Scuola

Il preoccupante dato riguarda la fascia di età 18-24 anni e corrisponde al 17,6%. C’è da preoccuparsi :nell’ Europa a 15 il tasso di abbandono, nello stesso range anagrafico, non arriva al 14%. Rispetto all’Italia fanno peggio solo Spagna (24,8%) e Portogallo (20,8%). Ma non finisce qui: si riduce dal 79,9% a 76,2%, pure la percentuale di diplomati 19enni. Sempre lo scorso anno sono stati il 37,8% gli under 24 che hanno conseguito al massimo la licenza media. E al sud 1 su 2 è inattivo. Ancora brutti segnali sul fronte della formazione giovanile. Stavolta giungono dal ‘Rapporto sulla coesione sociale 2013 di Istat, Inps e ministero del Lavoro’, da cui si rileva che nel 2012 hanno abbandonato gli studi 758 mila giovani tra i 18 e i 24 anni. Si tratta del 17,6% della popolazione di quella fascia di età. Ma la percentuale sale fino al 41,3% se si considerano solo gli stranieri. Si tratta di dati davvero preoccupanti. Ancora più se messi a confronto con l’Europa a 15: in questo caso il tasso …

“Una donna sola al potere non fa primavera”, di Sara Ventroni

Quando una donna fa politica, cambia la donna. Quando tante donne fanno politica, cambia la politica». Così parlò Michelle Bachelet, molto prima della sua rielezione a presidente del Cile. Ecco, l’almanacco di quest’anno è stretto tra la morte di Margaret Thatcher, l’autarchica Lady di ferro, e il successo – anche se nella voragine dell’astensionismo – di una donna tra le donne. In questo spazio bianco cadono le contraddizioni del presente, le sfide del domani e tutti i luoghi comuni, compresa l’idea che un incarico di responsabilità affidato a una donna sia il vessillo sotto il quale le altre ascendono di diritto. In quanto donne. Se ancora nel terzo millennio un donna in posizione apicale è intesa come una metafora salvifica di genere, possiamo stare certi che la salute di tutte le altre non è per niente buona. Christine Lagarde è al Fondo Monetario Internazionale. Janet Yellen è la prima donna alla guida della Federal Reserve. Angela Merkel stravince in Germania e resta la Signora dell’Europa. E allora? Al netto di un giudizio sul loro operato, …

“La stagione delle contraddizioni”, di Gianni Riotta

L’anno che si aprirà stanotte, il 2014, sarà l’Anno della Contraddizione. Lo sviluppo dell’Asia è da celebrare con i brindisi, negli ultimi dieci anni – secondo la Fao – i poveri sono scesi del 30% grazie al boom di India e Cina, passando dai 739 milioni di disperati di dieci anni fa ai 563 di oggi. Anche in Africa il benessere si diffonde e i poveri, che vivono come meno di 90 centesimi al giorno, scendono dalla maggioranza, dal 58% al 48%. Stavolta però niente brindisi, perché – ecco il mondo contraddittorio in cui viviamo – l’aumento della popolazione fa sì che, diminuendo in termini percentuali, gli affamati crescano in termini assoluti, da 175 milioni a 239 milioni. Ci lamentiamo moltissimo – e certo non senza ragioni – della classe politica, la consideriamo troppo ricca, lontana dalla gente comune. Ma se cercate il Paese che davvero ha una «Casta» d’oro, prima di arrivare a Roma o a Washington o alle altre capitali del mondo sviluppato, andate a Pechino, ultima trincea del comunismo. I 50 parlamentari …