Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Quel patto da rifondare”, di Michele Ciliberto

Cosa significa che tre uomini, come in una scena western, inseguano un ladro, prima lo picchino e poi lo ammazzino? E che vuol dire il movimento dei forconi, e i mezzi di cui si serve e che cominciano a spaventare i suoi stessi promotori? Si tratta, in entrambi i casi, di qualcosa che, in modi diversi, tocca il fondamento dello Stato di diritto rivelando un’indifferenza e perfino un disprezzo per la legge che può spingere lo scontro politico a un punto aspro, per certi aspetti inedito. Cosa sta accadendo? Certo, queste forze sono spinte a scendere in campo anche per la crisi del blocco politico e sociale che ha fatto capo, per venti anni, a Berlusconi; né c’è alcun dubbio sulla presenza di frange di estrema destra che acutizzano lo scontro e vogliono servirsene per giocare una partita contro lo Stato democraticoDel resto, di questo è profondamente rivelatore l’atteggiamento due giorni fa di Berlusconi, che voleva addirittura ricevere i forconi in pompa magna e ieri di Brunetta, il quale si esprime in termini che non …

“I fascisti che vogliono impugnare i forconi”, di Gad Lerner

Colpisce la nuova estetica fascista sfoggiata dalla destra italiana, tornata protagonista visibile nelle piazze del malcontento. Casa Pound, che dell’eterno fascismo nostrano è la versione più contemporanea, à la page, ha rivestito come manichini anonimi e minacciosi i suoi militanti romani: giacche a vento scure col cappuccio sollevato, il volto coperto da una maschera tricolore, al collo una fune col nodo scorsoio; così si sono fatti immortalare in marcia fino alla sede della Commissione europea, per sottrarne la bandiera azzurra dell’Unione. Potessimo scherzarci, somigliavano maledettamente all’esercito di modelli in piumino schierati ieri da Moncler davanti alla Borsa di Milano per festeggiare la trionfale quotazione. Solo che i fascisti romani sul sito di Casapound diffondono messaggi come questo di Andrea Marin: «Bruciamo gli stracci blu esposti negli uffici pubblici in Italia e sostituiamoli col tricolore». Trasmettono la voce di Mussolini mixata a un rock metallico che inneggia alla «guerra civile», al sole di Spagna che «brilla sulle nostre camicie nere». E solo un paio di settimane fa hanno ricevuto con tutti gli onori una delegazione dei …

“Addio a Giuliana Dal Pozzo, direttrice di Noi Donne e fondatrice di Telefono Rosa”, di Roberta Agostini

A 91 anni se n’è andata una delle grandi protagoniste di una stagione straordinaria nel segno delle battaglie per l’emancipazione delle donne. “Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di Giuliana Dal Pozzo, una donna che ha speso la sua vita per le battaglie a favore dei diritti delle donne. Il suo impegno contro la violenza di genere ha aperto la strada a tutte noi ed ha contribuito al lavoro per realizzare strumenti concreti e norme efficaci contro il femminicidio. La battaglia per la piena affermazione della parità delle donne è stata per lei una scelta di vita, come giornalista, direttrice di Noi donne e come fondatrice di Telefono Rosa. Non la dimenticheremo, ma cercheremo di far vivere le sue scelte e le battaglie che tanto hanno contribuito ad aprire spazi di libertà nel nostro Paese” così Roberta Agostini, Portavoce della Conferenza Donne Democratiche. Giuliana Massari Dal Pozzo è morta a Roma all’età di 91 anni. Nel 2007 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la nomina Grande Ufficiale al merito della Repubblica per la sua …

“La tv fa il pieno di sfiducia fuga degli italiani da talk e tg anche la satira non diverte più”, di Ilvo Diamanti

Gli italiani continuano a informarsi, in larga maggioranza, seguendo la tivù. Anche se ne hanno sempre meno fiducia e usano, in misura crescente, la Rete. Perché la considerano il canale più libero e indipendente. E permette loro di informarsi navigando tra diversi media. È il ritratto che si scorge scorrendo i risultati della VII Indagine di Demos-Coop su “Gli italiani e l’informazione”. Otto persone su dieci, infatti, affermano di informarsi quotidianamente in televisione, il 47% suInternet. SEI anni fa, coloro che utilizzavano Internet erano poco più della metà (25%), mentre il seguito della tv era più elevato di 7 punti. Si tratta di una tendenza chiara, precisata dalla tenuta della radio (circa il 40%) e dalla riduzione significativa dei giornali. Oggi, sostanzialmente sullo stesso livello di un anno fa (25%), ma in calo di 5 punti rispetto al 2007. La popolazione italiana, dunque, si serve sempre più e sempre più spesso della Rete, come fonte di informazione diretta, ma anche per accedere ad altri media, in particolare i giornali. Due navigatori di Internet su tre …

“Le tesi populiste non reggono l’euro è la moneta del futuro ma tocca a noi ridare la speranza”, di Bruna Basini

Presidente Draghi, l’Europa sta finalmente ricominciando a crescere? Mario Draghi: «La crescita è tornata, ma di sicuro non è galoppante. È modesta, fragile, disuguale. La Germania va bene. Francia, Italia e Spagna vanno meglio. I Paesi Bassi meno bene e Grecia e Portogallo restano sotto pressione. La disoccupazione si mantiene troppo elevata, ma sembra stabilizzarsi intorno a una media del 12 per cento. L’anno prossimo prevediamo un ritmo di crescita per la zona euro dell’1,1 per cento e nel 2015 dell’1,5 per cento». Da che cosa è trainata la ripresa? «Se si esaminano le cifre, notiamo che le esportazioni sono riprese e, elemento nuovo, i consumi sono ripartiti. Molti fattori hanno contribuito a ciò: la nostra politica monetaria, inizia a dare i suoi frutti». La Germania, la vera locomotiva della crescita europea, non dovrebbe condividere i frutti della sua crescita con i paesi vicini, per favorire una ripresa generale? «La Germania va meglio dei suoi vicini perché si è dotata dei mezzi più competitivi grazie a riforme strutturali coraggiose. Dall’inizio degli anni Duemila il paese …

«Quindici miliardi per la ricerca, l’Italia non resti indietro», di Carla Attianese

Patrizia Toia, vicepresidente a Bruxelles del Gruppo S&D e vicepresidente della commissione Industria dell’Europarlamento. Quindici miliardi di euro in arrivo dalla Ue per il biennio 2014-2015 per la ricerca e l’innovazione attraverso Horizon 2020, il programma che stanzia fino al 2020 oltre 70 miliardi di euro per le Università, la ricerca, le industrie e le Pmi. Ne parliamo con Patrizia Toia, vicepresidente a Bruxelles del Gruppo S&D e vicepresidente della commissione Industria dell’Europarlamento. Un anticipo più sostanzioso di quanto avvenuto in passato. «Sì. La scelta era di solito quella di anticipare poco nei primi anni del settennato, per poi aumentare. Come Parlamento e come Gruppo S&D ci siamo invece battuti affinché questa volta l’approccio fosse inverso». Come sarannodistribuiti i fondi? «Si sono già aperti molti dei primi 64 bandi, concentrati nel settore scientifico e della ricerca, dell’industria soprattutto energia e Pmi e dell’ambito sociale agricoltura, trasporti, ambiente. È la prima volta che la Commissione Ue indica le priorità di finanziamento con un orizzonte temporale di due anni, fornendo a ricercatori e imprese una certezza sulla …

“Unioni civili, niente matrimonio civil partnership sul modello inglese”, di Liana Milella

Non ha ancora una sigla, tipo i ben noti Dico e Pacs, che certo non hanno portato fortuna, in Italia, alla possibilità di riconoscere – giuridicamente ed economicamente – le coppie di fatto etero ed omosessuali. Diciamolo subito, non si prevede la possibilità di adottare i figli, e questo di certo non piacerà alle coppie gay. Né, tantomeno, c’è un capitolo dedicato ai figli. Una scelta voluta, fatta per andare per gradi. Quando Renzi ne parla a Milano, a Roma il testo è già pronto. Per lui ci mettono la faccia, per ora, tre senatori, Andrea Marcucci, Laura Cantini, Isabella De Monte. Un disegno di legge di un solo articolo – che Repubblica ha letto ed anticipa – e che già oggi verrà inviato agli altri senatori del Pd, di Sel e di Scelta civica, per verificare subito le prime possibili adesioni tra chi, alle elezioni di febbraio, ha sottoscritto un fronte unico. Poi sarà la volta degli alleati di governo. Una partita molto delicata questa, anche se la prima reazione del vice premier Angelino …