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Storie di uomini violenti: «L’ho picchiata, aiutatemi», di Adriana Comaschi

Ma era solo uno schiaffo. Lei sa che la sera torno stanco e continua lo stesso a stressarmi». «Quando mio figlio mi ha detto ‘papà basta fai piano’ ho capito che così non potevo andare avanti». «È vero l’ho aggredita, ma l’ho fatto per difendermi». Bisognerebbe provare a immaginarle, le espressioni dei centinaia che negli ultimi anni hanno bussato alla porta dei (pochi, 14 in tutta Italia) centri di ascolto per uomini che maltrattano le donne. Nessuno di loro si percepiva come un violento. Italiani e stranieri, dai 35 ai 75 anni – «ma ultimamente colpisce la violenza anche tra ragazzi giovani» -, di tutte ma proprio tutte le estrazioni sociali. C’è il militare che butta a terra la moglie davanti alla bimba, e si spaventa del suo spavento, «oddio non pensavo di poter fare una cosa del genere». C’è il professionista esasperato, «non ne posso più dei litigi con la mia compagna», preoccupato di avere perso il controllo. Loro si sono fermati in tempo. Ma c’è anche il lavoratore marocchino, che solo dopo mesi …

“I danni del mito presidenzialista”, di Michele Prospero

Stallo al Senato. E sembra al momento sfumare l’ampio consenso parlamentare necessario per rimuovere la legge elettorale Calderoli. Malgrado le aggettivazioni denigratorie che sin dalla nascita l’accompagnarono, il Porcellum fu imposto dalla destra nel 2005. Fu imposto perché nelle sue forzature (premi in seggi senza alcun limite) e nelle sue finzioni (elezione diretta del premier d’Italia) apparve come un logico completamento di un disegno costituzionale che prevedeva il premierato assoluto. Un capo con il nome indicato sulla scheda, che ingaggia in solitudine la competizione elettorale per ricevere l’investitura popolare al comando. E poi un lungo elenco di deputati a fare da contorno, privi di ogni autonomia e quindi subalterni rispetto al leader che li ha nominati. Questa è l’accoppiata diabolica che il congegno introduceva. Se non si coglie la perversa funzionalità del Porcellum alla logica mitica della presidenzializzazione, con la leadership che prosciuga la rappresentanza politica e svuota le prerogative del Parlamento, non si comprende la difficoltà odierna a rimuovere un dispositivo inquietante. Il Porcellum rimane un solido convitato di pietra perché ancora resistono ambiguamente …

“Patti di convivenza” i notai provano il rilancio”, di Francesco Grignetti

Anche i notai, nel loro piccolo, si irritano. Di fronte a una politica assolutamente incapace di venire a capo di questioni importanti, come il regime delle unioni di fatto, e visto che di una nuova legge su questo fronte non se ne vede traccia, il consiglio nazionale del notariato ha deciso un’iniziativa eclatante: il 30 novembre, sabato, in ogni capoluogo di provincia il locale consiglio distrettuale del notariato terrà le porte aperte ai cittadini per spiegare il senso e i vantaggi dei contratti di convivenza. L’hanno chiamato «Contratti di convivenza Open Day». Vuole essere una giornata di provocazione. Il contratto di convivenza non sostituirà mai un «Pacs» o un «Dico». Più banalmente, il contratto di convivenza è uno strumento poco noto che è già previsto dalle leggi e che può servire a una coppia di fatto per regolamentare alcune materie di reciproco interesse: l’acquisto di beni in comune, la gestione delle spese ordinarie e straordinarie, la disciplina dei doni ricevuti, i rapporti economici e patrimoniali, eventuali diritti maturati dalla coppia di fatto. Con il contratto …

“Il diritto di chi vota”, di Massimo Giannini

Non c’è riforma più tradita di quella che riguarda il sistema elettorale. I partiti ne discutono, inutilmente e strumentalmente, ormai da otto anni. Da quando il centrodestra berlusconiano, già allora dilaniato dalle contese ereditarie e dalle confusioni identitarie, impose al Parlamento e al Paese la famosa «legge porcata». Concepita in una baita delle Dolomiti dai sedicenti «saggi» dell’allora Cdl, fin troppo lucidi a dispetto dei tanti bicchierini di grappa bevuti per l’occasione. Il loro unico obiettivo era sabotare la vittoria elettorale dell’Unione di Prodi e, in subordine, espropriare gli elettori del diritto di scegliere i propri eletti. Missione compiuta. Da allora, un ceto politico sempre più impresentabile ha rinnovato ciclicamente la promessa di correggere quell’«errore », e di farsi perdonare quell’orrore. Oggi dobbiamo prendere atto che questo Parlamento non è in grado, per cinismo e opportunismo, di onorare l’impegno. In Commissione Affari Costituzionali del Senato va in onda l’ennesima, penosa messinscena. Quello che importa è solo il tornaconto dei commedianti, e non l’interesse del pubblico. Ogni gruppo recita a soggetto, anche se di malavoglia, perché …

“La disfida delle ventuno città che sognano di diventare capitale europea della cultura”, di Laura Montanari

Pensano tutte di poter vincere la partita e sono tante: ventuno candidature, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. All’improvviso diventiamo un paese di possibili capitali culturali dell’Europa, per l’anno 2019. I destini si giocano tutti in questi giorni, con gli “esami” al Mibac e l’aria comincia a farsi tesa. Le città hanno tirato a lucido i programmi, qualcuno magari ci ha aggiunto anche un po’ di sogni. Hanno scomodato attori, cantanti, artisti come testimonial e trovato sponsor (che in tempi magri come questi, somiglia già a un miracolo). Nella lista delle pretendenti a diventare capitale europea della cultura ci sono nomi già celebri nel mondo come Venezia, agganciata qui al suo Nord Est, o come Perugia. Oppure quelle che cercano, per ragioni diverse, una rinascita: dall’Aquila che non ha ancora guarito le ferite del terremoto, a Siena che il terremoto l’ha vissuto in banca. In corsa anche Bergamo e Mantova, Matera. O città che non ti aspetti, come Taranto e Erice e via via tutte le altre passando da Perugia, Urbino, Matera, Siracusa eccetera. Insomma c’è …

“3.976: ecco quanti sarebbero i “Quota 96″”, di Pasquale Almirante

Manuela Ghizzoni dà nel suo blog i numeri degli aspiranti alla pensione compresi nella “Quota 96”. Ma tanti sarebbero già in uscita per effetto della legge contestata. Scrive la parlamentare Pd: “il Comitato ristretto ha preso atto dell’esito del monitoraggio: 3976. Questa platea di beneficiari è già stata depurata da coloro i quali hanno raggiunto o raggiungeranno i requisiti Fornero (mentre include ovviamente quelli che decideranno di restare in servizio, e che nella scuola rappresenta una percentuale significativa). Come Comitato ristretto siamo riconvocati domani per approvare un nuovo testo unificato delle due proposte di legge Ghizzoni e Marzana alla luce del monitoraggio. Ho sentito stamattina una collega affermare, alla lettura dei dati, che dovevamo festeggiare. No, non è lo stato d’animo che mi anima in questo momento. Non c’è nulla da festeggiare nell’avallo con due anni di ritardo di quanto sosteniamo dal gennaio 2012. Sale, invece, l’amarezza. E si rafforza la consapevolezza che la distanza tra istanze della società e risposte della politica aumenta costantemente per responsabilità della seconda.” Amara consolazione dunque per tutti, mentre …

“I crolli di Pompei. Storia di uno sfascio”, di Luca Dal Frà

Rumors, rumor di sciabole, manovre retroscniche si addensano su Pompei, celebre nel mondo più che per la sua bellezza, per l’incuria e il dilettantismo nelle italiche politiche culturali, un sito archeologico che vive una ennesima stagione ingloriosa, mentre continuano i crolli. L’ultimo è beffardamente avvenuto proprio su quella via dell’Abbondanza che tutti sanno essere maggiormente a rischio. Un crollo fortunatamente non poderoso, ma poderosamente amplificato dai media, per tirare la volata alla nomina di un direttore a Pompei figura prevista dal decreto Valore cultura -, per rilanciare una situazione in pesante stallo da due anni: a contendersi la poltrona sarebbero Fabrizio Magani e Giuseppe Scognamiglio. Primo e probabilmente unico caso di un funzionario del Ministero degli Esteri distaccato presso una banca, Scognamiglio è stato consulente al Commercio con l’Estero, responsabile delle politiche di sostegno all’internazionalizzazione del sistema economico italiano, è nei consigli direttivi più vari, dall’Abi a Save the children, oltre che promotore della camera di commercio italo-turca e presidente della società editoriale della banca dove è dirigente. E altro ancora, però non s’è mai …