«Finché c’è l’austerity si potrà fare molto poco», di Bianca DI Giovanni
«I sindacati? La loro è una protesta inevitabilmente generica. Se davvero ci fossero proposte credibili per cambiare la legge di Stabilità sarebbero state prospettate e anche attuate». Vincenzo Visco commenta così le iniziative di lotta contro la legge di Stabilità annunciate dai Confederali. Non che non abbiano le loro ragioni: sul tempo e i soldi sprecati per l’Imu, oppure sulla denuncia dei tagli («ingiusti e irragionevoli») alle pensioni. Tutto condivisibile. Ma il punto è un altro. La vera questione è che oggi non esiste un vero spazio di manovra per politiche economiche nazionali efficaci. «Se non usciamo dalla trappola in cui l’Europa si è infilata negli ultimi anni, non ci sarà ripresa e non ci sarà lavoro». Questa è la realtà con cui gli italiani sono chiamati a confrontarsi. Il quadro di riferimento, cioè i vincoli imposti dall’austerità, lascia poche leve per poter agire. Vuole dire che l’Italia è a sovranità limitata? «No. Voglio dire che mantenere i vincoli del Patto di stabilità, in condizioni di continua incertezza, non consente di fare molto di più …
