Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Pi greco meglio dei videogame i segreti della matematica diventano un gioco da ragazzi”, di Anais Ginori

Provare a far girare una ruota quadrata, creare forme geometriche con le bolle di sapone, imparare il calcolo delle probabilità davanti a un mucchio di caramelle, scoprire la propria data di compleanno tra i decimali del Pi greco. La matematica è un gioco da ragazzi, o almeno così sembra nella sale del museo Vaisseau di Strasburgo dove da qualche giorno è stata inaugurata “Mathémanip”: oltre quattrocento metri quadrati per imparare numeri e forme senza rinunciare al divertimento. Il concetto della mostra viene dalla vicina Germania, dove migliaia di bambini si sono già appassionati nel tentare di risolvere teoremi e rompicapo sempre proposti in forma ludica. Nella nuova versione francese, il format tedesco “Mathematikum” è stato integrato con altri giochi ed esteso su uno spazio ancora più grande. C’è persino un ristorante dove si può bere “tè al quadrato” e “millefoglie di logica”. Oltre quaranta attività ludiche, un percorso didattico di un paio d’ore che riesce a trasformare una disciplina considerata ostica e difficile e in un piacevole passatempo. Il segreto è imparare attraverso un’esperienza diretta, …

“Cassa in deroga al collasso le Regioni hanno finito i soldi 350mila lavoratori senza aiuti”, di Federico Fubini

Venerdì un gruppo di lavoratori in cassa integrazione si è presentato all’assessorato al Lavoro della Calabria, a Catanzaro, e ha chiesto di vedere un documento: l’attestato che esistevano i fondi per pagare gli ammortizzatori sociali. Quando i funzionari locali hanno preso tempo, i cassaintegrati sono scesi in strada, hanno spostato transenne e cassonetti e hanno bloccato un’arteria di traffico per otto ore. Nel frattempo a Cosenza, altri cassaintegrati sono saliti sul tetto del palazzo dell’Inps e hanno minacciato di buttarsi se non fossero stati pagati. Solo in Calabria, 20 mila lavoratori in cassa o mobilità hanno smesso da nove mesi di ricevere sussidi che in teoria sarebbero già stati autorizzati. Ma quello di venerdì è solo un episodio, al Sud sempre più ricorrente, in un quadro più ampio: dal Mezzogiorno al Nord industriale, la cassa integrazione in deroga è al collasso. Centinaia di migliaia di famiglie sono rimaste senza redditi, benché sia stato loro promesso che hanno legalmente titolo a questa forma “eccezionale” di sussidio. Dal distretto del tessile a Como, al commercio nel Lazio, …

“Niente ipocrisie sul Porcellum”, di Claudio Sardo

Votare di nuovo con il Porcellum sarebbe una catastrofe. Perché il Porcellum è ormai il simbolo dell’impotenza della politica, oltre che una delle cause del collasso del sistema. Ma il rischio che il Parlamento non riesca neppure stavolta a cambiare la legge elettorale sta drammaticamente crescendo. Mentre le speranze riposte sulla prossima sentenza della Corte costituzionale appaiono eccessive, dal momento che i giudici possono intervenire solo parzialmente. La prima commissione del Senato affronterà il tema questa settimana. Il Pd ha proposto il doppio turno – ballottaggio tra i due partiti, o coalizioni, meglio piazzati al primo turno – ma non sembra trovare i consensi sufficienti. E il no al doppio turno potrebbe bloccare di nuovo ogni trattati- va sulla riforma. Il problema è che il Porcellum, nonostante i molti opposi- tori dichiarati, gode di numerosi e trasversali consensi non dichiarati. Il Pdl osteggia il doppio turno perché lo ritiene svantaggioso, rifiuta il Mattarellum perché sconta un deficit di presenza nel territorio, e a tutto questo ora si aggiunge anche l’incertezza determinata dallo scontro interno: comunque …

“La scuola italiana ha un punto debole”, di P.A. da La Tecnica della Scuola

Sarebbe la secondaria di primo grado che, a cinquant’anni dalla sua nascita, scricchiola sotto i colpi dei test internazionali, impietosi nel descrivere il crollo del rendimento dei preadolescenti nel passaggio dalle elementari alle medie. Le cause? l’età avanzata dei docenti. Mentre nella scuola primaria i bambini viaggiano ancora abbastanza alla pari con loro coetanei europei e no, le differenze socioculturali esplodono proprio alle medie dove fra l’altro si scopre che più la famiglia è istruita, tanto migliori sono i risultati scolastici. E siccome, dice il Corriere della Sera in una sua inchiesta, il livello d’istruzione delle famiglie italiane è molto basso (più della metà degli italiani adulti non ha un diploma di scuola superiore, contro una media Ocse del 27%), il successo scolastico finisce per arridere ai pochi fortunati che hanno i genitori diplomati o laureati, mentre tutti gli altri sono condannati a fare la parte degli asini. Tuttavia la scuola elementare italiana rimane un punto di riferimento, come dicono i i risultati dell’indagine PIRLS 2011 sulle capacità di lettura dei bambini di 10 anni. …

“Roma e Berlino, la politica guarda solo agli anziani”, di Stefano Lepri

Italia e Germania hanno un importante tratto in comune: tra gli elettori acquistano sempre più peso gli anziani. È naturale che gli anziani si preoccupino del patrimonio e della pensione più che del lavoro e dell’impresa. Così in Italia si parla troppo di tasse sulla casa, e meno di altre tasse. Invece in Germania meno famiglie possiedono la casa, molte hanno il risparmio investito in assicurazioni vita e fondi pensione: il calo dei tassi Bce è impopolare, perché ne fa calare i rendimenti. Su questo fanno poi leva interessi finanziari che guadagnano dal prolungarsi della crisi dell’euro, e ostacolano Mario Draghi quando tenta di risolverla. La caratteristica comune spinge dunque i due Paesi in direzioni opposte, e aggrava le incomprensioni. Ai tedeschi pare insensato cancellare l’Imu, irresponsabile non mettere mano a tutto quello che non funziona nel nostro Stato. A noi – ma anche ad altri – sembra assurdo che la Germania protesti contro il basso costo del denaro, aiuto importante per uscire dalla crisi. Forse è l’anteprima di problemi che investiranno tutti i Paesi …

“Il “sacco” dell’Atac frodi e clientele della banda del bus”, di Corrado Zunino

L’Azienda tramvie e autobus del Comune di Roma fondata dal sindaco Ernesto Nathan nel 1909, la storica e contemporanea Atac, non è neppure più una greppia per i partiti. A forza di prelevare, di sistemare, di regalare, a forza di maxiprocessi aperti in serie, di gare d’appalto contestate e poi smontate dal Tar del Lazio, di bilanci in cui tutti hanno messo le mani, ecco, a forza di tutto questo l’Atac di Nathan oggi è semplicemente un’ex azienda collassata. LA GENEROSA Atac oggi ha nel suo ventre 854 assunti, in quattro anni e con raccomandazione della destra di Roma, con il “gruppo Alemanno” capace di depredare con un’intensità e una rapidità senza precedenti, corti di velociraptor cresciute attorno al sindaco del Fronte della gioventù. Oggi un’azienda così viene tenuta in vita dalle banche solo per la spartizione a breve delle sue spoglie pubbliche, un certo patrimonio immobiliare ovviamente lasciato a marcire. Dice il sindaco in carica Ignazio Marino: «Non sarà mai più come prima, cambieremo tutto, ho già cambiato». E ha chiesto in queste ore …

“I mascalzoni d’oro”, di Francesco Merlo

Che, se fosse vero, meriterebbe il premio “Mascalzone d’oro”. Per circa dodici anni un bel numero di dipendenti del Comune della capitale avrebbero stampato biglietti del metrò falsi, li avrebbero distribuiti alle rivendite-spacciatrici e avrebbero gestito con riservata oculatezza la contabilità criminale, circa 90 milioni di euro l’anno, comprando il silenzio complice della politica, da destra a sinistra. E stiamo parlando della città governata prima da Veltroni e dopo da Alemanno. Come si vede quest’impresa supera la pur fantasiosa tradizione dei nostri migliori magliari, stereotipi dell’Italia che fu povera e truffaldina, quelli delle banconote false stampate da Totò, Peppino e la banda degli onesti, o quelli che vendevano la Fontana di Trevi ai ricchi e ottusi americani in visita a Roma. Da un lato dunque si scopre che, come ha detto il Papa, non c’è campanile d’Italia dove non si faccia la cresta sul danaro pubblico, dalle tangenti di Trezzano sul Naviglio sino alle nomine camorriste ai vertici delle Asl di Napoli, e dall’altro nella Capitale viene fuori, come raccontano Daniele Auteri e Carlo Bonini, …