Tutti gli articoli relativi a: attualità

«Dopo la fiducia all’Italia servono scelte radicali», di Bianca DI Giovanni

Con la fiducia al governo Letta è stato fatto un passo «ovviamente positivo». Ma non è affatto detto che sia sufficiente. «Per tornare a crescere servono scelte radicali: o Letta e Alfano riusciranno a farle, o sarà difficile per l’Italia uscire dalla crisi». Lucrezia Reichlin, docente alla London business school, ha osservato da lontano le ore più lunghe delle larghe intese italiane. Avrebbe dovuto parlare con l’Unità il giorno prima del voto di fiducia: quando tutto sembrava perduto. Poi il rinvio per un impegno e oggi, scenario molto diverso. Rassicurante, sì, ma anche impegnativo. O la politica esce fuori dal ritornello sulle tasse che l’ha ossessionata finora, e cambia agenda, oppure sarà difficile uscire dalla crisi italiana, argomenta l’economista. Ma per fare il salto serve una politi- ca forte, un nuovo «compromesso» con i cittadini: e non è affatto detto che ci sia. Come giudica questo passaggio? «Naturalmente è stato positivo. Minore incertezza politica costituisce una rassicurazione per i mercati e per chiunque non voglia ostacolare la ripresa. Tutta- via se non si fanno cose …

“Piombino vertenza italiana. Tutti difendono l’acciaieria”, di Silvia Gigli

La vertenza Piombino è la vertenza Italia. È da questo piccolo grande distretto siderurgico bagnato dal Tirreno e affacciato sull’isola d’Elba che può ripartire il futuro industriale italiano. Ne sono convinti i tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti che ieri hanno accompagnato la lunga marcia delle diecimila tute verdi delle acciaierie ex Lucchini che hanno sfilato insieme a centinaia e centinaia di colleghi dell’indotto e di Piombino e della Val di Cornia per chiedere che la città non chiuda, che l’acciaieria non muoia. Operai, studenti e commercianti sono scesi in piazza in una Piombino completamente chiusa dove tutti i negozi hanno aderito alla manifestazione con la serrata generale. FARE MURO È un grido di dolore ma anche di rabbia quello che sale alle labbra del sindaco della città livornese, Gianni Anselmi: «Da quando è svanito il sogno siderurgico di Piombino, viviamo una situazione drammatica. Stiamo attraversando una temperie durissima, per migliaia di famiglie. Oggi dobbiamo fare muro. I governi non devono solo risolvere i problemi di …

«Dobbiamo rivedere le leggi, sia in Italia che in Europa», di Rachele Gonnelli

Cecile Kyenge convoca i giornalisti nella sala monumentale di largo Chigi in tarda mattinata. Lo sguardo è serio come sempre solo gli occhi sono un po’ più grandi, lo sguardo fisso come schiacciato dal peso degli eventi mentre confessa di provare «un dolore molto forte per questi morti», «una tragedia immane che ci impone la necessità di affrontare in maniera radicale il tema dei migranti in fuga da situazioni di conflitto». Si associa alle parole del Capo dello Stato nel chiedere «maggiore intensità per dare impulso a nuove politiche che interrompano questa serie di tragedie». La sua richiesta appare però un po’ debole rispetto agli enunciati di partenza: chiede «fin da subito» un coordinamento interministeriale sotto l’egida della Presidenza del Consiglio per mettere in essere un piano comune di aiuto ai profughi e di sostegno alle comunità locali su cui al momento pesa l’onere più grosso dell’accoglienza e della solidarietà. Tutti intorno allo stesso tavolo, lei con i colleghi Alfano agli Interni, Mauro alla Difesa, Cancellieri alla Giustizia, Bonino agli Esteri. È cosciente di una …

Con il via libera al DL Cultura si chiude la stagione dei tagli lineari

Dalla Camera via libera al “Dl Valore Cultura”, per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo. Particolare attenzione è stata posta per il sito archeologico di Pompei, il Museo degli Uffizi, le fondazioni lirico-sinfoniche, ma soprattutto si è puntato a considerare la cultura un valore aggiunto del Paese, per creare lavoro e per attrarre investimenti. ***** Grande soddisfazione è stata espressa dagli esponenti democratici, che hanno contribuito in larga parte alla definizione della nuova legge. Antonio Funiciello, responsabile Cultura e Comunicazione del PD ha definito l’approvazione del DL Cultura “una buona notizia per un settore che per troppi anni è stato, purtroppo, tra i maggiori protagonisti dei tagli ai fondi pubblici e di interventi legislativi disorganici e spesso dannosi. Oggi il settore sta un po’ meglio – ha sottolineato – grazie ad interventi che mettono in sicurezza diverse situazioni di reale emergenza e di grave criticità e che coinvolgono sia i beni culturali che lo spettacolo. Ma molto c’è ancora da fare – ha voluto ribadire …

Insegnare: missione “impossibile”?, di Antonio Valentino

Sui problemi dell’insegnare, affrontati da Massimo Recalcati su Repubblica – in un recente articolo che ha fatto molto discutere (ci ho dedicato anch’io alcune riflessioni cordialmente ‘polemiche’ proprio su ScuolaOggi) -, è da registrare un intervento del filosofo Pier Aldo Rovatti, sempre su Repubblica (sabato 28 settembre), che sviluppa considerazioni utili per superare ambiguità e contribuire a mettere meglio a fuoco alcuni aspetti del profilo docente . La considerazione centrale e più importante di Rovatti è che il rapporto tra insegnante e allievo non si può semplicemente “impacchettare nella parola ‘seduzione’”, come sembra fare Recalcati nel suo articolo. I ragionamenti di Rovatti sulla questione poggiano su tre idee importanti: per l’insegnante, la relazione e il sapere non possono mai essere separati (in altri termini: tra il sapere e la relazione c’è un circolo virtuoso che, se interrotto, mina la stessa ragion d’essere di una figura sociale come l’insegnante); quanto al sapere, la scuola va vista come “un apprendistato, un’educazione che insegni ad apprezzarlo in quanto tale” (quindi la scuola non sviluppa solo apprendimenti, ma educa …

“L’Europa che ci manca”, di Andrea Riccardi

Quando accadono simili tragedie del mare, purtroppo tutt’altro che infrequenti nel Mediterraneo, la prima reazione del mondo politico – quasi un riflesso condizionato – è quello di rivolgere gli occhi verso Bruxelles. Come per dire: l’Europa deve farsi carico del problema, le istituzioni dell’Unione devono fare di più. È una considerazione giusta, se si vuole persino ovvia. Ma rischiano di essere ancora parole vuote, se alla fase della commozione e del cordoglio, non seguono atti di buona e lungimirante politica. Bisogna essere realistici, anche a costo di essere crudi: oggi non esiste, né forse è mai esistita, una politica europea dell’immigrazione perché non esiste una politica estera europea, men che meno una politica per il Mediterraneo. È un problema, in un’Europa più volentieri proiettata verso l’Atlantico o l’Oriente, di lontananza geografica e culturale di Bruxelles dalle coste del Mediterraneo? Forse. Ma, in questo caso, ci sarebbe comunque da chiedersi perché i Paesi del Sud dell’Europa – i governi di Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta, Cipro – non sono stati mai in grado di fare fronte …

“Abolire la Bossi-Fini”, di Claudio Sardo

Un’altra tragedia di migranti immane. Straziante. Che lascia senza fiato. Che ci copra di vergogna. Forse è la strage dalle dimensioni più spaventose. Strage di innocenti. Di donne, uomini, bambini disperati. Che hanno cominciato a morire nella lunga, interminabile traversata del deserto africa- no. Che sono poi finiti nelle mani dei mercanti di morte. E al termine della tortura sono stati inghiottiti dal mare. Dal mare nostro. Hanno pianto, hanno gridato e noi non li abbiamo ascoltati. Non li abbiamo salvati. Non siamo stati capaci della nostra umanità. E adesso non possiamo difenderci con l’indifferenza. Non basta scaricare le responsabilità, che pure ci sono, solo sugli altri. L’immigrazione è un fenomeno epocale, planetario. Affrontarlo con serietà, solidarietà, rigore, cioè fare in modo che diventi fattore di sviluppo e non di discriminazione o di morte, è il risultato di politiche difficili, serie, complesse. C’è bisogno di Europa, c’è bisogno di cooperazione internazionale, c’è bisogno di politiche di sviluppo nei Paesi più poveri, c’è bisogno di un controllo efficiente ma al tempo stesso di un rispetto autentico …