“La via Emilia ferita dal terremoto riprende la marcia”, di Aldo Bonomi
Continuo a cercare, per continuare a capire la metamorfosi, territori resilienti, capaci di adattarsi al trauma del cambiamento, smart land e piattaforme produttive che intrecciano funzioni urbane e distretti produttivi in cambiamento e geocomunità di area vasta dove cambiano e si evolvono le comunità locali fatte di campanili, capannoni e il Comune, con il sindaco a cui si torna per ricercare uno spazio di posizione adatto al competere. La via Emilia, la piattaforma emiliana che va dalla logistica di Piacenza fino a Bologna mi pare terreno fertile per i miei microcosmi. Nel 2011, dentro la crisi, rappresentanze del lavoro e delle imprese in mutamento e la Regione si impegnarono per un patto per la crescita intelligente, sostenibile, inclusiva. È di questi giorni il rappresentarsi in fiera, al Cersaie, di un distretto storico, quello ceramico di Sassuolo, che si evolve aprendosi agli investimenti stranieri, senza con questo perdere identità produttiva locale e anzi usando i flussi in entrata per aumentare i flussi in uscita. Per il mutamento della comunità locale basta citare Novellara, che tiene assieme, …
