“Il copione sgualcito”, di Piero Ignazi
L’ennesima replica di un copione ormai sgualcito lascia indifferente la grande platea dei moderati. Tra i tanti che per atteggiamento mentale o scelta politica respingono tutto quanto sappia di sinistra circola delusione e smarrimento. Il loro campione è all’angolo. Lancia invettive stridule e ripete slogan dal sapore amaro. Ma non basta il velo consolatorio della nostalgia a riscaldare gli animi. Il messaggio televisivo di Berlusconi è algido, livido, lontano. Riflette plasticamente la fine di una epoca. La cacciata da Palazzo Chigi con tanto di lancio di monetine due anni fa non aveva travolto il Cavaliere perché, nonostante tutte le sue responsabilità, non ci “aveva messo la faccia”. Questa volta l’epilogo si consuma sulla sua figura e sulla sua storia. La cacciata dal Senato poteva essere minimizzata adottando un profilo alto, e cioè accettando le sentenze pur proclamando, e argomentando, la propria innocenza. Invece nulla di tutto questo. Come nell’autunno del 1994, grida ancora al complotto, ai nemici potenti e oscuri che ce l’hanno con lui e lo vogliono far fuori in tutte le maniere. E …
