“Non esistono salvancondotti”, di Federica Fantozzi
La sentenza andrà eseguita. Anche il Pdl inizia a comprendere che non esistono immunità capaci di garantire una «agibilità politica» al Cavaliere. La risposta politica di Berlusconi è la candidatura della figlia Marina. Intanto Napolitano chiede che non ci siano intrusioni nella sfera del presidente. Il tormentone dell’estate è già coniato: garantire l’«agibilità politica» di Silvio Berlusconi. Espressione pudica con cui si tenta di veicolare l’estrema delle forzature: lasciare libertà personale e diritto di elettorato passivo a un leader politico condannato in via definitiva, del quale la camera di competenza (il Senato) sta per sancire la decadenza da parlamentare, e che a prescindere dall’interdizione dai pubblici uffici (comminata come pena accessoria del- la condanna a 4 anni e che la Corte d’Appello ricalcolerà nei prossimi mesi) è già incandidabile in base alla legge Severino-Monti. Già: come garantirne l’agibilità politica allora? La risposta è: in nessun modo. E il Pdl lo sa. Al punto che, al di là dei proclami di falchi e pitonesse, in trentasei ore tutto è rientrato nei ranghi: il Cavaliere, come sempre …
