Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Una scienziata militante che si batteva per i diritti", di Pietro Greco

Si è spenta ieri a Trieste Margherita Hack, la «signora delle stelle ». Forse il volto più noto della scienza italiana. Certo il più amato. Con lei il Paese perde una grande figura. Anzi, un modello. Uno dei pochi modelli popolari, ma non populisti, in cui gli italiani ancora si riconoscevano. E non solo d’istinto. Margherita Hack aveva un’indubitabile capacità naturale di entrare in sintonia con le persone. Ma l’immediata simpatia che suscitava non era solo frutto della sua verve tipicamente fiorentina. Era anche e soprattutto il frutto di un «modo di vivere» il suo essere donna di scienza. Margherita era una «scienziata militante», con una fede illuministica nella forza della ragione – della ragione al servizio dell’umanità – che riusciva a trasmettere toccando la mente (e i cuori) di tutti grazie alla sua libertà di pensiero. E alla trasparente, intransigente, rigorosa, generosa, disinteressata coerenza con cui la rappresentava, la sua libertà di pensiero. Suscitando empatia anche quando navigava – e succedeva spesso – contro corrente. È con la sincerità senza calcoli che Margherita Hack, …

Grasso: “Prima delle riforme istituzionali va fatta una nuova legge elettorale E se cade Letta un’altra coalizione”, di Liana Milella

Un altolà sulla magistratura: «Intangibili i capisaldi già in Costituzione». Da palazzo Madama come vede Letta? «Comunica una sensazione di estrema serenità e assoluta imperturbabilità. È come se le polemiche gli scivolassero addosso e lui andasse avanti per la sua strada e i suoi obiettivi. Mi preoccupano però le fibrillazioni che restano il male costante della politica italiana». Giusto questa settimana c’è stato trambusto sulle riforme. Come va a finire? «Il presidente Napolitano ha accettato di tornare al Quirinale per consentire alle forze politiche di trovare un’intesa, la più ampia possibile, sulle riforme prospettando, con un monito molto severo, la possibilità di sue dimissioni nel caso in cui l’impresa dovesse fallire». Vuole dire che l’impegno è ferreo? «La necessità delle riforme non è negoziabile». La legge elettorale è finita nel dimenticatoio. Eppure la Consulta va avanti sul quesito della Cassazione e da Milano si è appena costituito l’avvocato Aldo Bozzi. «Sempre Napolitano, già nella precedente legislatura, aveva auspicato la riforma. Tutti i partiti hanno tuonato contro l’attuale legge e si sono impegnati a cambiarla al …

Con la "garanzia europea" 450 mila posti da trovare, di Marco Sodano

Dovrebbe succedere a partire da gennaio 2014: entro quattro mesi dal titolo di studio o dal giorno in cui hanno perso il lavoro tutti i neodiplomati e i neolaureati dovranno ricevere un’offerta di impiego. Vista dall’Italia, la Garanzia per i giovani su cui l’Europa ha deciso di investire fino a nove miliardi ha il sapore della sfida impossibile. Togliendo luglio e agosto, quando la burocrazia italiana gira al minimo, significa che abbiamo quattro mesi per mettere in piedi un’organizzazione dalle dimensioni ciclopiche. Il primo termine del problema è noto. Nel 2012 si sono diplomati 448 mila studenti, 225 mila dei quali hanno deciso di non proseguire gli studi. Dalle Università, invece, sono uscite 229 mila persone tra lauree brevi e specialistiche. Il totale dei candidati a godere della youth guarantee assomma a 454mila ex studenti. Anche il secondo termine del problema è noto: il sostegno al lavoro, dice il piano europeo, dovrà passare attraverso i Centri per l’impiego. Tornando a spulciare i dati sul 2012 si scopre che i posti ottenuti via Cpi sono stati …

"Quel piatto di lenticchie per un'Italia affamata", di Eugenio Scalfari

Ritorna vincitore? Molti sostengono di sì e fanno l’elenco delle vittorie ottenute da Letta al vertice di Bruxelles: un miliardo e mezzo per l’occupazione dei giovani, l’attivazione di prestiti per le piccole imprese da parte della Bei, l’approvazione definitiva dell’uscita dall’Italia dal procedimento d’infrazione del deficit, i complimenti della Merkel per i compiti a casa scrupolosamente portati a termine. Ma molti altri sostengono invece che si tratta d’un pugno di mosche o d’un piatto di lenticchie. Che il tesoretto sia quantitativamente modesto è certamente vero, ma che a Bruxelles sia avvenuta una svolta positiva nella politica economica europea (e tedesca) è incontestabile, soprattutto se si esaminano i progressi dell’Unione bancaria voluta da Francia Italia e Spagna e soprattutto dalla Bce. C’è ancora molto da fare sul tema delle garanzie dei depositi, ma il principio è stato ribadito e questo è un fatto di grande importanza che mette i debiti sovrani al riparo da eventuali dissesti bancari. Nel frattempo, mentre Bernanke si propone di metter fine all’espansione della liquidità e di rialzare sopra lo zero attuale …

"Il paradosso delle nomine", di Massimo Mucchetti

In un Paese normale, consapevole di quello che vuole, non ci sarebbe bisogno di una mozione parlamentare che aiuti il ministero dell’Economia a emanare una direttiva sulle nomine degli amministratori delle società controllate di diritto o di fatto dal Tesoro Ma l’Italia non è un Paese normale. E non lo è perché non vuole sapere quello che le converrebbe volere. Per vent’anni l’Italia ha rinunciato ad avere una politica industriale dichiarabile e dichiarata, preferendo lasciar fare a un mercato mitizzato più che praticato, dove la ricerca dello shareholder value si è accompagnata a sussidi pubblici diversamente giustificati e a rendite para-monopolistiche. Un compromesso all’amatriciana che ha portato al successo personale un certo numero di capi azienda variamente legati tra loro, e con eminenze grigie della politica, grazie anche alle pierre di faccendieri co- me Luigi Bisignani. È questa storia equivoca che, nell’Italia del 2013, genera il bisogno di una procedura straordinaria per riuscire a prendere decisioni ordinarie come nominare persone capaci, di buona reputazione, in ordine con la giustizia, ai vertici di Eni, Enel, Finmeccanica, …

"Turisti cacciati e minacce dell’Unesco ecco l’ultima maledizione di Pompei", di Dario Del Porto

L’ultimo schiaffo ha il volto stupito di quei cinquecento turisti arrivati da tutto il mondo e rimasti per due ore in fila sotto il sole, davanti ai cancelli degli Scavi archeologici rimasti chiusi fino alle 11 per un’assemblea sindacale. «Abbiamo messo Pompei tra i patrimoni dell’umanità e l’umanità deve poterne fruire», scuote il capo Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale italiana dell’Unesco. Dunque la lenta agonia di Pompei, iniziata una sera di novembre di tre anni fa, con il crollo della Schola Armaturarum, sembra destinata a non finire mai. Un paradosso, per un’area capace di attirare quasi dieci milioni di visitatori in tre anni ma si ritrova, adesso, nel mirino dell’Unesco, preoccupata per lo stato di conservazione del sito vesuviano che rischia l’inserimento nella lista dei “beni in pericolo”. E suonano come una beffa anche le parole dell’imprenditore Pietro Salini, amministratore delegato di Impregilo che, due giorni or sono, ha dichiarato: «Pompei sta crollando, voglio donare 20 milioni in un progetto di rilancio ma non riesco a fare l’operazione». Salini pensa a un investimento culturale …

"Notizie buone e notizie cattive", di Paolo Soldini

Le metafore calcistiche usate da Letta per commentare gli esiti del Consiglio europeo hanno una loro suggestione, ma rischiano di semplificare un po’ troppo quel che è accaduto a Bruxelles e di lasciare più di una domanda su quello che accadrà nel prossimo futuro. L’Italia ha vinto la partita decisiva sull’occupazione giovanile? L’ha vinta certamente nel senso di essere riuscita a imporre il tema a un vertice che era stato programmato per occuparsi d’altro. Ma l’ha vinta anche per essere riuscita a modificare quanto sarebbe necessario la politica in fatto di occupazione dei governi e delle istituzioni di Bruxelles? Qui il giudizio dev’essere più sfumato. Il Consiglio ha accettato la richiesta di Roma di concentrare nei primi due anni i fondi a disposizione del programma Youth Guarantee (6 miliardi) e ha aggiunto dell’altro: poco più di due miliardi, reperiti grazie alla flessibilizzazione del bilancio comunitario sulla quale torneremo. Con un calcolo del quale non ha spiegato i dettagli, Letta ha detto che, di quegli 8 miliardi, un miliardo e mezzo sarà a disposizione dell’Italia. È …