Tutti gli articoli relativi a: attualità

"I sindacati chiedono al Governo azioni forti per le crisi aziendali", di Massimo Franchi

Apprezzamento sul metodo, guardinghi sul merito. Due ore di incontro, di prima mattina. Come promesso, Enrico Letta ha chiamato i sindacati a palazzo Chigi. Lo ha fatto in un orario molto insolito, le 9 di ieri mattina, e in modo informale, senza delegazioni al seguito. A due giorni dal Consiglio dei ministri che varerà il (primo) pacchetto Lavoro, il premier ha voluto illustrare a Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti i provvedimenti. Niente che i tre segretari generali non si aspettassero. Bonus alle aziende che assumono a tempo indeterminato con particolare, se non esclusiva, attenzione alle Regioni del Sud; ritocchi «col cacciavite » alla riforma del lavoro Fornero con pause più brevi tra un contratto e l’altro e, infine, revisione dei servizi per l’impiego. Le risorse a disposizione, un miliardo al momento, che arriverebbero da una programmazione più funzionale dei fondi europei destinati alle Regioni del Mezzogiorno, sono tali da non permettere interventi risolutivi. Sui tempi dei contratti attualmente è prevista una sospensione di 60 giorni per un contratto dalla durata inferiore ai sei …

"Concorso prof, giallo sui posti", di Mario D'Adamo

Non si è ancora asciugato l’inchiostro sul codice di comportamento dei pubblici dipendenti che si viene a conoscenza di comportamenti ostruzionistici contrari alle nuove regole. Il Tribunale amministrativo del Lazio, sezione terza bis, ha ordinato al ministero dell’istruzione di consegnare ai concorrenti che li richiedano copia delle tabelle e dei tabulati utilizzati per il computo degli 11.542 posti di insegnante messi a concorso con bando n. 82 del 24 settembre 2012 dall’allora ministro dell’istruzione, Francesco Profumo (sentenza n. 5242/2013). Il 20 e il 26 marzo scorsi alcune candidate avevano chiesto, ai sensi dell’art. 22 della legge n. 241 del 1990 sulla trasparenza e i procedimenti amministrativi, l’accesso a tale documentazione, ma il ministero non aveva dato loro alcuna risposta e si era così formato il cosiddetto silenzio – rifiuto. Presentato ricorso al tribunale amministrativo del Lazio, la sezione terza bis lo ha accolto, ordinando al ministero di evadere la richiesta. Non bastano codici deontologici di comportamento sempre più severi per indurre nelle amministrazioni pubbliche comportamenti virtuosi, pratiche anticorruttive e di rispetto dei diritti dei cittadini, …

"L'abuso e la dismisura", di Ezio Mauro

Un’Italia compiacente e intimidita si chiede che cosa succederà adesso, dopo la sentenza sul caso Ruby del Tribunale di Milano che condanna in primo grado Silvio Berlusconi a sette anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nessuno si pone la vera domanda: cos’è successo prima, per arrivare ad una sentenza di questo genere? Cos’è accaduto davvero negli ultimi vent’anni in questo sciagurato Paese, nell’ombra di un potere smisurato e fuori da ogni controllo, che concepiva se stesso come onnipotente ed eterno? E com’è potuto accadere, tutto ciò, in mezzo all’Europa e agli anni Duemila? La condanna sanziona infatti due reati molto gravi — concussione e prostituzione minorile — sulla base del codice penale, dopo un processo di due anni e due mesi, con più di 50 pubbliche udienze. L’accusa ha dunque avuto ragione, vedendo un comportamento criminale nel tentativo di Silvio Berlusconi di sottrarre una minorenne accusata di furto al controllo della Questura, imponendo ai funzionari la sua autorità di presidente del Consiglio, addirittura con l’invenzione di uno scandalo internazionale, perché Ruby era …

Aiutiamo chi nel M5S non vuole il populismo", di Alessandro Bratti

L’esperienza fatta recentemente in qualità di relatore sul provvedimento cosiddetto “decreto Emergenze” mi induce a fare alcune riflessioni riguardo al rapporto che il Partito democratico debba tenere nei confronti del Movimento Cinque stelle, o meglio dei loro rappresentanti. La mia idea di politica, al di là dei tatticismi a volte necessari, si concretizza nel cercare nelle soluzioni decisionali ciò che è meglio non per una parte o per alcuni ma per il Paese. Non vi è dubbio che una buona soluzione nasce non da un pasticcio in cui ognuno riconosce un pezzo del suo ma da un confronto nel merito, anche aspro, che poi si concluda con provvedimenti che davvero siano efficaci e i più utili possibile per i cittadini. Chi si sottrae al confronto delle idee è destinato a perdere! Cade la maschera e i cittadini se ne accorgono. Credo quindi che il percorso inaugurato di recente in Parlamento dove come principale partito della maggioranza abbiamo offerto alle opposizioni e, al M5s in particolare, elementi importanti su cui confrontarsi senza chiusure aprioristiche sia il …

"L’eredità di Berlusconi", di Maria Cecilia Guerra

Una strana situazione quella in cui si trova il governo Letta, costretto a cercare risorse per scongiurare l’aumento dell’Iva. Ma da dove viene questo aumento dell’Iva che nessuno vuole? È una storia molto complessa, ma emblematica, che è bene non dimenticare. Per ripercorrerla occorre ritornare al maggio-giugno 2011, quando la sconfitta alle amministrative, prima, e ai referendum, poi, segnarono l’inizio della fine del governo Berlusconi. Il Pdl cercò di reagire alla sconfitta con la bandiera delle tasse, imponendo a Tremonti, additato come rigido guardiano dei conti pubblici, una proposta di «riforma fiscale» confusa, imprecisa e contraddittoria, ma che faceva balenare l’idea di tagli, soprattutto Irpef, per tutti. A questa delega venne poi giustapposta, alla fine di giugno, un ulteriore pezzo di «riforma assistenziale», che avrebbe dovuto finanziare la prima, quella fiscale, con tagli alle prestazioni sociali. Ma ormai neppure il governo Berlusconi, che l’aveva tenacemente negata, poteva evitare di considerare gli effetti che la crisi stava esercitando sui conti pubblici. Parte quindi il tormentone delle manovre estive del 2011. Il governo in carica fatica a …

"La Costituzione di Casaleggio", di Marco Olivetti

In un’intervista pubblicata ieri nell’inserto domenicale del Corriere della Sera, Gianroberto Casaleggio ha sintetizzato il «manifesto costituzionale» del Movimento 5 Stelle. Contenuti e toni si ispirano al pensiero democratico radicale, adeguato all’epoca di Internet. Al centro vi è l’idea che «la democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica». In questo contesto, «muta la natura» del Parlamento: i suoi componenti «devono comportarsi da portavoce, il loro compito è sviluppare il programma elettorale e mantenere gli impegni presi con chi li ha votati», con la conseguenza che dovrà essere introdotto il recall dei deputati. Ma l’agenda costituzionale pentastellata è assai articolata e richiede una revisione dell’«architettura costituzionale nel suo complesso in funzione della democrazia diretta», e occorrerà introdurre «il referendum propositivo senza quorum, l’obbligatoriet à della discussione parlamentare delle leggi di iniziativa popolare, l’elezione diretta del candidato che deve essere residente nel collegio dove si presenta, l’abolizione del voto segreto, l’introduzione del vincolo di mandato». Secondo Casaleggio, la democrazia diretta è leaderless e il concetto di leadership è incompatibile con essa. …

"Intervento pubblico essenziale per l'equilibrio", di Daniele Checchi

Il mondo sviluppato sembra accorgersi con sorpresa che lo sviluppo turbolento del ventennio precedente la crisi del 2007 ha allargato i divari di reddito all’interno dei paesi: basti ricordare che la quota di reddito guadagnata dall’1% più ricco è cresciuta sistematicamente in tutti i paesi dell’area sviluppata (in Italia dal 6% del 1984 al 9% del 2004, negli Stati Uniti dal 9% al 16% nello stesso periodo). La ricerca accademica (ivi compreso il progetto Gini) si è pertanto interrogata sulle cause di questo aumento della diseguaglianza e delle connessioni col funzionamento delle dinamiche sociali e politiche all’interno dei diversi paesi. Tra le cause l’attenzione si è focalizzata sulla formazione scolastica da un lato e sul funzionamento del mercato del lavoro dall’altro. Il generalizzato conseguimento di istruzione secondaria, accompagnato dall’innalzamento della frequenza universitaria, ha prodotto una riduzione della diseguaglianza misurata in termini di credenziali educative, cui però non si è accompagnato un parallelo declino della diseguaglianza misurato in termini di qualità della formazione ottenuta. Paesi caratterizzati da sistemi scolastici poco omogenei (sia territorialmente sia curricularmente, come …