"La caccia al tesoretto", di Massimo Riva
Una buona e una cattiva notizia. La prima, attesa, riguarda la chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo formalizzata dalla Commissione Ue. La seconda, meno scontata, viene dalle più aggiornate previsioni dell’Ocse che danno in peggioramento le stime della crescita e della disoccupazione. Un’autentica doccia fredda sui pur timidi entusiasmi che potrebbe suscitare la decisione annunciata da Bruxelles. Il cammino dei nostri conti pubblici resta, dunque, quanto mai stretto e i possibili margini di manovra quanto mai esigui. Chi vagheggiava che la fine del contenzioso comunitario avrebbe dischiuso le porte di chissà quali tesoretti fiscali da dispensare ai contribuenti a maggior gloria dei governanti, si trova ora ricondotto bruscamente al confronto con una realtà contabile che non concede né indulti né amnistie. Il fatto che Bruxelles abbia archiviato la procedura contro il nostro paese offre di certo non piccole opportunità. La prima è che dovrebbe consolidarsi il clima più favorevole in atto sui mercati finanziari dove — anche grazie alle politiche monetarie espansive di Usa e Giappone — sta diventando sempre meno costoso il sostentamento …
