Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La guerra in TV fra giovani e anziani", di Bruno Ugolini

Chi sono i nemici dei precari? Ovverosia coloro che gestiscono una partita gigantesca ai danni di un’intera generazione costretta a mendicare lavori e lavoretti senza tutele e diritti? Voi pensereste a legislatori miopi e compiacenti, oppure a imprenditori intenti solo a rincorrere i costi minori, sacrificando magari la qualità dei prodotti. Pensereste certamente a qualche sindacalista, nazionale e o di fabbrica, che ha preso sottogamba la questione, magari invocando solo una legge capace di stabilizzare in un colpo solo questa drammatica questione trasformando, come con una bacchetta magica, i precari in detentori di un posto fisso ben tutelato. Immaginate, a questo punto, di dover mettere in scena, per conto di una grande rete televisiva pubblica, una tale complessa tematica. Cerchereste, allora, il legislatore inventore del supermarket del lavoro flessibile (un nome a caso: l’ex ministro Maurizio Sacconi), l’imprenditore avido e poco lungimirante, il sindacalista corporativo. Nella vita reale, ovverosia negli studi televisivi delegati a tali scelte, non succede così. Lo comprendiamo leggendo, su Facebook, un post di Ilaria Lani, responsabile dei giovani Cgil. Racconta che …

"Il Cavaliere si assolve su Canale 5", di Concita De Gregorio

C’è pochissimo da scherzare e ancor meno da ironizzare sul fatto che il principale partner del governo Letta abbia aperto le porte di casa sua a giornalisti della sua rete tv ammiraglia per rifare il processo Ruby senza giudici, con se stesso in maglionicino blu al posto di Ilda Boccassini. C’è poco da scherzare sul format di Canale 5. La guerra dei vent’anni, un ibrido fra Un giorno in pretura, una versione made in Arcore di Report (la versione padronale del concetto di inchiesta giornalistica) e una versione soap della Piccola fiammiferaia dove una povera ragazza marocchina che «non induce nessun sentimento diverso dalla commiserazione », dice Berlusconi, racconta una storia terribile mostrando cicatrici sul suo corpo, fa piangere i commensali, chiede 57 mila euro per aprire un centro estetico in via della Spiga e salvarsi così — un modo come un altro — da una vita di assalti costanti da parte di uomini incessantemente animati da “cattive intenzioni” e trova un benefattore che, commosso, glieli dà. C’è pochissimo da sorridere degli arredi stile tavernetta …

"Stipendi statali, lo stop agli aumenti ha fatto perdere 200 euro al mese", da La Tecnica della Scuola

La denuncia è della Cgil: dal 2010 ai dipendenti pubblici sono stati sottratti circa 3mila euro lordi. Ed altri 600 circa si perderanno nel 2013. Inoltre, se il blocco fosse confermato nel 2014 sfumerebbero ulteriori 500 euro. Ci sono poi blocco del turn over e calo del personale. La scuola sinora ha ridotto i danni mantenendo gli scatti fino al 2011, ma pagando di tasca propria. Sta assumendo proporzioni più che visibili lo stop agli aumenti stipendiali imposto negli ultimi tre anni ai dipendenti statali. Il 12 maggio Michele Gentile, responsabile settori pubblici Cgil, ha reso pubblico uno studio realizzato dal sindacato Confederale: ebbene, a partire dal 2010 i dipendenti pubblici hanno perso in tre anni nel complesso circa 3mila euro lordi. Ed altri 600 circa si perderanno nel 2013. Inoltre, se il blocco fosse confermato nel 2014 sfumerebbero ulteriori 500 euro. In termini mensili, a regime le retribuzioni, sempre secondo il sindacalista della Cgil, perderanno a fine 2013 in termini reali (a causa del mancato adeguamento rispetto all’inflazione in questi anni) circa 200 euro. …

"Si allarga il gap tra generazioni", di Francesca Barbieri

Sono senza dubbio più istruiti, ma i giovani d’oggi lavorano solo nella “metà” dei casi rispetto ai padri, con un tasso di disoccupazione monstre, che esplode al Sud. Non c’è partita con i propri genitori alla stessa età: il match tra le due generazioni messe a confronto evidenzia un risultato netto a favore dei senior. Lungo un arco trentennale – ricostruito dal centro studi Datagiovani per Il Sole 24 Ore con i parametri medi del mercato del lavoro degli under 25 dal 1980 al 1982 e con quelli dei pari età nel 2012 – le nuove leve hanno visto sgretolarsi le certezze che garantivano a tanti padri l’indipendenza economica prima dei 25 anni. Con il risultato che oggi i lavoratori “green” sono meno della metà di quelli di 30 anni fa e che il tasso di occupazione si è dimezzato (dal 36% al 18,6%). Se i ragazzi senza un impiego nei primi anni Ottanta erano molti di più in termini assoluti (oltre un milione contro i 611mila attuali) – fenomeno che si spiega con il …

Da Stalin a Silvio quando il leader diventa un “papà”, di Filippo Ceccarelli

Se il sistema politico è davvero, come si dice, impazzito, è anche possibile, anzi assai probabile, che i giornalisti e gli osservatori prendano degli abbagli, anche questi di natura psicopatologica. Ma quando il presidente dei senatori del MoVimento Cinque Stelle Vito Crimi con voce piana ed espressione persino giudiziosa teorizza, nell’intervista a Lucia Annunziata, che Beppe Grillo «è come un padre che accompagna un bambino che sta camminando carponi e lo guida affinché faccia un percorso lontano dai pericoli, a cominciare dai soldi», ecco, ce n’ è quanto basta per prendere sul serio questa storia del Padre e del Bambino che gattona, anche verso il denaro della diaria e dei rimborsi. Con il che, rivelatisi del tutto superflui quarant’anni di cronache partitocratiche, scartati i sacri testi di sociologia della leadership e l’irresistibile tentazione è di concentrare lo sguardo, per quanto possibile, sull’oscuro orizzonte della psicoterapia e delle dinamiche famigliari. Magari incrociando la disputa sugli scontrini con i codici affettivi dell’analisi transazionale: il M5S come “Bambino Naturale”, o “Bambino Adattato (sottospecie “sottomesso” e “ribelle”), “Bambino Astuto”, …

"Piazza contro i giudici, un vicepremier non può", di Michele Prospero

E’ del tutto incompatibile, per un Vice premier che per aggiunta occupa anche il dicastero degli interni, la presenza in una piazza che urla contro la magistratura. Anche se con il codice di procedura penale del 1989 il Viminale non ha più nelle mani il controllo della polizia giudiziaria, Alfano non può permettersi di manifestare contro l’operato di un legittimo potere dello Stato. La certezza del diritto nell’esperienza italiana (diverso è il caso di Francia o Spagna) è stata congiunta dal legislatore alla rigida sottrazione di ogni possibilità di condizionamento da parte del governo. L’esecutivo non può interferire nell’andamento del processo penale e intromettersi nella piega delle indagini svolte dalle toghe che possono districarsi in un regime di piena autonomia. La bestia nera della destra sinora erano stati i pubblici ministeri politicizzati di alcune procure calde. Adesso il grido di rivolta coinvolge tutta la magistratura, inquirente e giudicante. È la separazione dei poteri, come solido principio costituzionale, che in realtà viene aggredito. Le sentenze, in uno Stato di diritto, non possono essere oggetto di mobilitazioni …

"La paura, il dolore e i pavlov leghisti", di Michele Serra

A Milano un giovane uscito di senno aggredisce i passanti impugnando un piccone. Ne uccide uno, ne ferisce gravemente altri due. Il crimine è gratuito e orribile. L’uomo non è italiano. È un africano, non ha permesso di soggiorno, ha precedenti con la giustizia. È in Italia dal 2011, in attesa di risposta alla domanda di asilo. Vive – diciamo così – nelle smagliature di una rete giudiziaria e poliziesca che non è in grado (anche per i costi molto elevati) di espellere chi non ha diritto, ma neppure di legalizzare chi lo avrebbe. Nella rudimentale dialettica della politica italiana, niente è più prevedibile del riflesso pavloviano che l’evento scatena. Passano poche ore e la responsabilità di quel sangue viene scaricata addosso al ministro per l’integrazione del governo Letta, l’afroitaliana Cécile Kyenge: «Quei clandestini che il ministro dice di voler regolarizzare ammazzano la gente a picconate», dice il capo dei leghisti milanesi Matteo Salvini. Proprio così, dice. “Quei clandestini”, proprio quelli “che il ministro dice”, ammazzano la gente a picconate. È una volgarità e una …