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"L’ombra del Caimano sul caos della sinistra", di Curzio Maltese

Cento anime e nessuna identità. Il dramma pirandelliano del Pd, il «caro defunto» lo chiama qualcuno, prosegue con toni e riti sempre meno comprensibili al comune cittadino. Anche ieri, nel giorno dell’elezione di Epifani, si sono fatti rubare la scena da Berlusconi, nel bene o nel male. Tumulti da prima pagina a Brescia, minuetti dal palco della Fiera di Roma. Nella lunga lista degli intervenuti, a rappresentare con tutele da manuale Cencelli tutte le correnti interne, non se n’è trovato uno capace di stare sul fatto del giorno. E magari dire con chiarezza che un condannato in appello per evasione fiscale dovrebbe dimettersi, insieme ai ministri manifestanti, invece di arringare le folle in piazza. Così, per dare un contentino ai poveri elettori. I quali, al solito, stanno da un’altra parte. Sono in piazza a Brescia, a contestare Berlusconi, l’innominato dell’assemblea Pd. Quello che i dirigenti del partito debbono fingere di considerare davvero uno statista, un alleato affidabile, una sponda per le riforme necessarie a rilanciare il Paese. Non un caimano che pensa ai troppi affari …

"Il punto di ripartenza", di Claudio Sardo

L’elezione di Guglielmo Epifani a segretario offre l’opportunità di runa ri-progettazione del PD. Di una ripartenza dopo il collasso. Di un confronto aperto sul futuro dopo le dra matiche divisioni e le rivolte nella base. È una chance, ma nulla è scontato in questa crisi italiana che mescola la sofferenza sociale con la paralisi del sistema politico. Epifani ha detto ieri giustamente che il declino economico porta sempre con sé una crisi anche morale. Per questo ha chiesto al Pd, da subito, di prepararsi a un congresso serio – fatto di idee e non solo di nomi – e al tempo stesso di assumere una responsabilità nei confronti del governo Letta. Sui temi concreti, sulla priorità del lavoro, sulle emergenze sociali, sulla scuola e la cultura, il Pd può e deve dire la sua. Deve incalzare l’esecutivo, dargli energia, trascinare le soluzioni. Sarà la cartina al tornasole del suo radicamento negli interessi e nei conflitti: condizione di esistenza in vita e di un legame con gli ideali e le passioni che animano il suo popolo. …

"L'esecutivo appena nato a Brescia rischia il crac", di Eugenio Scalfari

L’uscita in piazza di Silvio Berlusconi a Brescia per attaccare la magistratura e i giudici che l’hanno condannato in appello a pene severe, commisurate alle malefatte da lui ripetutamente commesse, si è svolta – e questo è l’aspetto politicamente più grave – con la presenza e la partecipazione di Angelino Alfano, vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, e dei ministri Gaetano Quagliariello (Riforme) e Maurizio Lupi (Trasporti e Infrastrutture). Enrico Letta, parlando nella mattinata di ieri all’assemblea del Pd, aveva già manifestato il suo dissenso dalla presenza di ministri del suo governo all’iniziativa di Berlusconi. Parleremo più dettagliatamente nel seguito di questo articolo delle conseguenze che quel che è accaduto a Brescia può avere, ma intanto ne segnaliamo la gravità e la necessità assoluta che mai pi ù si ripetano fatti analoghi. Fatta questa premessa che tra poco svilupperemo, seguiamo ora i fatti accaduti ieri e le loro implicazioni secondo l’ordine cronologico in cui si sono svolti. È la prima volta che un ex leader della Cgil diventa segretario del maggior partito della sinistra italiana …

"Nuove ricette per creare lavoro", di Laura Pennacchi

Per qualunque Governo oggi la priorità delle priorità è il lavoro. Finalmente anche l’Unione europea sta arrivando alla consapevolezza che alla straordinarietà – per natura, profondità, durata – della crisi economica e del suo impatto occupazionale occorre rispondere con politiche altrettanto straordinarie, come la Youth Garantee (Garanzia Giovani) di cui si parla da mesi e su cui dovrebbe gravitare il Consiglio del prossimo giugno. Mentre la disoccupazione americana è scesa al 7,5%, il minimo dal 2008, in conseguenza delle politiche espansive di Obama che hanno portato alla creazione nel 2013 di un numero medio mensile di posti di lavoro di 200.000 unità, nel vecchio continente la disoccupazione rimane ai massimi storici, i112,2%, che vuol dire 26 milioni di disoccupati di cui 5 milioni giovani. Alle punte del 27% raggiunte in Spagna e Grecia fa riscontro l’Italia, con una disoccupazione (ora all’11,8%) destinata a salire, in assenza di interventi, al 12,2% nel 2014. Di fronte a tale eccezionale criticità non appare adeguata l’inerziale ripetizione di misure che già in passato si sono dimostrate insufficienti, misure utili …

Lettera aperta al ministro Carrozza

Gentilissima Ministra Maria Chiara Carrozza, siamo un gruppo di insegnanti da tempo impegnati, attraverso convegni e contatti fra noi sistematici, a far sì che la scuola possa assicurare a tutti gli studenti che vi accedono i diritti costituzionalmente sanciti. La scuola italiana, signora Ministro, versa in una condizione di forte disagio, alimentato da continui tagli e da mancato investimento di risorse. Siamo molto preoccupati per il futuro dei nostri giovani a causa della scarsa qualità del sistema, del continuo e repentino cambiamento introdotto da politiche per lo più miopi sotto il profilo pedagogico, più attente ad economizzare piuttosto che a “scommettere” sulla concreta rinascita che non può realizzarsi se non si darà vitalità e linfa alla scuola stessa. Ripartire dalla scuola è quanto mai necessario: è un imperativo! Siamo convinti che, per la funzione docente, professionalità e competenza siano qualità imprescindibili, in quanto determinanti per la formazione e per il futuro dei nostri giovani. Le questioni che ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione sono numerose e racchiuse in principi per noi irrinunciabili: • assicurare …

"Non c’è governo senza partito", di Claudio Sardo

Non sarà facile il compito di Guglielmo Epifani. Perché la crisi del Pd non è figlia soltanto di una congiuntura negativa, prodotta dall’insuccesso elettorale e dalla catena di errori e diserzioni conseguenti. Siamo nel pieno di un collasso del sistema politico. Anzi, siamo dentro una gravissima crisi democratica. E il Pd è diviso. Da un lato è attraversato da una fortissima domanda di cambiamento, tanto da rendere tangibile un legame tra la risposta a questa domanda e la sua stessa ragion d’essere. Dall’altro è schiacciato in una tenaglia: il Parlamento senza maggioranza e l’austerità europea ancora da superare. Il rischio è che la paralisi raggiunga tutte le parti del corpo. E la tentazione di molti è di fuggire dalla responsabilità dell’oggi. Di immaginare uno spazio in cui progettare il Pd di domani, mettendo tra parentesi le laceranti contraddizioni di questo passaggio. Ma ciò è impossibile. Non si può costruire il domani migliore senza passare da questo tempo difficile, soprattutto senza tentare di dare subito risposte alle sofferenze sociali, senza prendere di petto le emergenze economiche, …

"Alle elementari in anticipo? Un handicap non un vantaggio bruciare i tempi peserà a vita", di Enrico Franceschini

Siete andati a scuola troppo presto, o ci sono andati troppo presto i vostri figli? Avete la giustificazione, o perlomeno una scusa “scientifica”, per i brutti voti che vi davano maestri e professori. Una ricerca di un autorevole think tank britannico ha scoperto, statistiche alla mano, che bambini e ragazzi che cominciano la scolarizzazione a poco meno o poco più di 6 anni sono svantaggiati per tutto il corso delle elementari, delle medie inferiori e in misura minore ma tangibile anche delle superiori rispetto agli alunni che iniziano a studiare a 6 anni e mezzo o 6 anni e tre quarti. In pratica, chi parte da un grado di minore maturità e sviluppo, dettato dall’et à, è mediamente svantaggiato per tutta l’infanzia e l’adolescenza. A tale punto che i ricercatori inglesi consigliano alla scuola di cambiare sistema di giudizio, pretendendo di meno, all’interno di una stessa classe, dagli allievi più giovani: il 6 o il 7 di un remigino che ha 6 anni e tre mesi, per esempio, dovrebbe valere come l’8 o il 9 …