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"Università, l’appello delle associazioni per i ‘Primi 100 giorni’ di Governo", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Le organizzazioni di docenti, ricercatori, personale e studenti chiedono d’incontrare Carrozza: la situazione è gravissima, serve una gestione democratica, più diritto allo studio, un rafforzamento del valore legale delle lauree, uno straordinario reclutamento dei prof, la valorizzazione del dottorato e del ruolo svolto dai tecnico-amministrativi. Poi rivedere il ruolo dell’Anvur e finanziamenti in linea Ue. L’impegno appare improbo. Ma già invertire la tendenza sarebbe importante. Si allunga la lista delle associazioni e delle rappresentanze che operano nel campo dell’istruzione e che attraverso le loro esternazioni tentano di incidere sulla politica del nuovo ministro Maria Grazia Carrozza. Stavolta a dire la loro, chiedendo anche un incontro urgente con il responsabile del Miur, sono le organizzazioni rappresentative di docenti, ricercatori, tecnico-amministrativi, dottorandi, precari e studenti universitari: attraverso un documento unitario (firmato da ADI, ADU, ANDU, CIPUR, CISL-Università, CNRU, CNU, COBAS-Pubblico Impiego, CoNPAss, CSA-CISAL Università, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, SUN, UDU, UGL-INTESA FP, UIL RUA, USB-Pubblico Impiego), le rappresentanze accademiche chiedono a Carrozza “di poterla incontrare al più presto”: l’obiettivo è illustrargli “un gruppo di richieste per i …

"La leggenda di Belzebù", di Eugenio Scalfari

Giulio Andreotti è stato il vero – e mai risolto – mistero della prima Repubblica. Una cosa è certa: Andreotti è stato un personaggio inquietante e indecifrabile, l’incrocio accuratamente dosato d’un mandarino cinese e d’un cardinale settecentesco. Ha tessuto per quarant’anni, infaticabilmente, una complicatissima ragnatela servendosi di tutti i materiali disponibili, dai più nobili ai più scadenti e sordidi. È stato lambito da una quantità di scandali senza che mai si venisse a capo di alcuno. L’elenco è lungo: lo scandalo del Sifar (era ministro della Difesa all’epoca dei dossier di De Lorenzo e di Allavena). E poi lo scandalo Montedison-Rovelli (allora era presidente del Consiglio), lo scandalo Eni-Petromin (di nuovo presidente del Consiglio), quello Caltagirone, l’arresto del direttore generale della Banca d’Italia, Mario Sarcinelli, e l’incriminazione del governatore Paolo Baffi (che furono ricondotti ad una sua vendetta), lo scandalo Sindona al quale era legato da una dubbia amicizia, quello del Banco Ambrosiano, quello del comandante della Guardia di Finanza in combutta con i contrabbandieri del petrolio e, infine, lo scandalo della P2 che in …

«Pd usato come un taxi. Ma noi non ce ne andremo», di Marco Ventimiglia

Il posto è in un quartiere di Milano non troppo distante dal centro. Non facciamo in tempo a varcare la porta ed intravvedere una trentina di persone sedute intorno a un tavolo che una frase fende l’aria: «Io, comunque, non me ne voglio andare dal Pd». Siamo nel Circolo democratico di «Romana-Calvairate», dove va in scena una delle molte riunioni, post elezioni, post Quirinale, e adesso post governo, organizzate dal partito nella provincia milanese. Ma per fortuna il buongiorno non si vede dal mattino, anche se il cielo plumbeo e piovoso non aiuta a tirar su il morale. La frase, come capiremo ascoltando i successivi interventi, non è l’acme di qualche dolorosa seduta di autocoscienza, che peraltro deve esserci stata qui come altrove, quanto un modo per dire: «Nonostante tutto, guardiamo al futuro». E per affrontare settimane che si annunciano ancora molto difficili, più di un partecipante vuole mettere una cosa bene in chiaro: «Ci hanno diviso scandisce le parole Gianni fra ex comunisti ed ex democristiani, fra giovani e vecchi, fra la corrente di …

"Occupazione, quando la laurea non basta", di Christian Benna

L’università della vita boccia i dottori. Succede in Italia dove il pezzo di carta rimane nelle tasche di 200mila laureati fermi al palo della disoccupazione. Il record negativo è certificato dall’Istat: nel 2011 il numero di giovani a spasso con titolo di studio conseguito in un delle facoltà della Penisola è aumentato del 27%. Non stupisce quindi che nella nuova ondata migratoria, 100 mila italiani in fuga solo lo scorso anno, uno su tre possiede almeno una laurea. La crisi degli atenei, va a braccetto, in un valzer sul Titanic, con la crisi dell’economia e del lavoro. Le università italiane negli ultimi dieci anni hanno perso 58 mila studenti; con calo delle matricole pari al 17% sul totale della popolazione universitaria. Come se in un decennio — quantifica il Consiglio universitario nazionale — fosse scomparso un ateneo come la Statale di Milano. Un’emorragia che si traduce in tracollo nelle classiche Ocse in quanto a percentuali di laureati tra 30 e 34 anni: l’Italia scivola al 34esimo posto su 36 paesi, a quota 19% contro una …

"PA, corsa contro il tempo per i precari", di Gianni Trovati

I contratti precari nella Pubblica amministrazione è l’altra Imu del Governo Letta. Come per l’imposta municipale, il neo-premier ha posto nel suo discorso di insediamento l’obiettivo del «superamento» del precariato negli uffici pubblici, e come per l’Imu i tempi stringono: la proroga dei contratti fatta con l’ultima legge di stabilità scade il 31 luglio, e le regole in vigore non sembrano lasciare spazio a un rinvio ulteriore (il Dlgs 368/2001 fissa il principio della «proroga unica»), anche perché si supererebbe il limite dei 36 mesi. Per evitare un’uscita di massa, insomma, sembra indispensabile una legge. In fretta. Secondo l’ultimo censimento dell’Aran, l’agenzia nazionale che si occupa del pubblico impiego, i contratti «flessibili» nella pubblica amministrazione sono 317mila. Circa 2o3mila, però, sono i supplenti che lavorano in scuole, accademie e conservatori, per cui i precari “classici” della Pubblica amministrazione sono intorno ai u4mila. In gran parte (il 76%) sono titolari di contratti a tempo determinato, ma non mancano 18mila lavoratori socialmente utili, poco meno di10mila contratti di somministrazione e una sparuta rappresentanza di rapporti di formazione …

"Meglio il lavoro del reddito garantito", di Bruno Ugolini

C’è un dibattito aperto sulla possibilità di attuare anche in Italia, com’è avvenuto in altri paesi, forme di reddito garantito. Alcuni parlano di «reddito minimo garantito », altri di «reddito di cittadinanza». Questa ultima formula (più costosa) è una delle bandiere innalzate dal movimento 5 Stelle. Enrico Letta ha risposto promettendo un reddito minimo ma riservato solo a famiglie bisognose con figli. Una scelta, ribadita ieri dalla viceministra alle Politiche Sociali Cecilia Guerra e che comporterebbe, secondo i primi calcoli, un costo pari a dieci miliardi. I sindacati in generale non hanno mai sposato proposte di questo tipo, salvo la Fiom-Cgil che per la manifestazione a Roma del 18 maggio propone, tra gli altri ambiziosi obiettivi, proprio il cosiddetto «reddito di cittadinanza». Lo scarso entusiasmo di Cgil, Cisl e Uil per queste forme di sostegno finanziario non deriva solo, come qualcuno ha scritto, dal fatto che una simile impostazione ridurrebbe il potere contrattuale dei sindacati delegando a un dispositivo di legge una tutela dei lavoratori. Ben altre motivazioni sono state avanzate, nel passato, ad esempio, …

Carrozza: «Sud, più risorse per trattenere i migliori», di Adolfo Pappalardo

«La nostra priorità è il Sud», dice subito, senza tanti giri di parole, Maria Chiara Carrozza appena insediatasi sulla poltrona più alta del ministero dell’Istruzione e Ricerca scientifica che pesa le parole ma chiarisce come occorre ridare speranza agli insegnanti precari: «Un problema enorme. Ma chi ha tenuto in piedi per anni la formazione non può essere buttato via». Ministro domani sarà a Napoli. A Città della Scienza e nella scuola media di Forcella per iniziare un tour. «Giusto partire da Napoli, un luogo simbolico del Mezzogiorno su cui occorre un’attenzione particolare. A cominciare da Città della Scienza dopo tutto quello che è avvenuto: il mio obiettivo è fare di tutto affinché ci sia una ripartenza della attività ma in questo momento occorre, soprattutto, la mia vicinanza e quella del governo alla comunità scientifica-accademica di Napoli. Questa visita è un modo simbolico per ricominciare a parlare di progetti concreti». Poi a Forcella, un quartiere disagiato di Napoli, come però ve ne sono diversi al Sud. «Ne sono consapevole. Voglio essere presente, parlare con i docenti, …