Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Le mani in tasca”, di Massimo Gramellini

Uno vale uno, ma uno non vale l’altro. Messo di fronte alla scelta, onestamente non così difficile, fra Piero Grasso e Renato Schifani, l’apriscatole di Grillo si è un po’ inceppato. Intendiamoci. Sempre meglio dell’encefalogramma piatto dei montiani. Le urla che uscivano dalla sala in cui i senatori Cinquestelle stavano discutendo il loro voto sono la musica della democrazia. Ma al momento della sintesi mi sarei aspettato che il buonsenso prevalesse sul pregiudizio, il pragmatismo sull’ideologia. Invece la maggioranza del gruppo che vuole aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno è rimasta fedele al suo Nostromo. Perché un vero rivoluzionario non scende a patti con il Sistema, meno che mai quando il Sistema, per blandirlo, gli mostra il proprio volto migliore: un procuratore Antimafia, una portavoce dell’Onu. Il punto è proprio questo: l’elettore di Grillo ha votato Cinquestelle per distruggere il Sistema oppure per rinnovare il cast degli interpreti? Se fosse vera la seconda ipotesi, quella di ieri sarebbe stata la sua vittoria, dato che senza il cambio di clima imposto dal trionfo del …

"Dal cappio all’apriscatole. Le provocazioni in Aula", di Tonu Jop

Come in una sorta di sbilenco calendario cinese, eccoci giunti – se i segni del tempo non mentono come gli uomini – nell’era dell’Apriscatole. L’hanno inaugurata ieri sui banchi del Senato i portabandiera della new wave grillina che hanno provveduto a installare con pazienza didascalica un messaggio destinato ai posteri. L’immagine, poi, ha fatto il giro del web e ha certamente superato i confini del piccolo mondo antico che si chiama Italia. Un robusto apriscatole, affidabile, e accanto una spilletta del Movimento Cinque Stelle; il tutto, adagiato sul legno abusato dell’aula di Palazzo Madama; sul fondo, gradinate e figure, ombre di senatori. Tre i firmatari di questo chiodo simbolico, con nome e cognome: Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi e Daniela Donno. Su Facebook, dove hanno postato l’installazione, hanno scritto: «In tre dal Salento, con l’apriscatole in Senato». Una tenera cartolina per parenti e amici e sodali, spedita da un fronte sfavillante dove pare che la guerra non sia, che il Paese non sia in rotta, che chi non ha non sia condannato al sesto grado dell’esistenza. …

"I dati del Paese che non può più aspettare", di Fabrizio Forquet

La distinzione tra Paese reale e Paese legale appartiene al dna dell’Italia. Stato unitario nato tardi, con istituzioni deboli, minoritarie, lontane dai cittadini. Ma in giornate come quella di ieri la distanza si allarga fino a diventare una voragine. Un buco nero che rischia di inghiottire il futuro stesso del Paese. Al Senato e alla Camera la macchina della politica ha girato a vuoto, tra votazioni senza possibili esiti positivi e, soprattutto, nessuna ipotesi di accordo tra forze politiche divise da un’incomunicabilità e un rancore senza precedenti. Fuori, nel Paese, nelle stesse ore 3.749 lavoratori venivano messi in esubero temporaneo all’Ilva, gli esercenti denunciavano un crollo del 50% nelle nuove aperture di attività commerciali, si assisteva all’ennesima revisione al ribasso delle previsioni del Pil. Mai come in queste settimane è stata forte la percezione del rischio di una caduta senza ritorno dell’economia italiana. Lo dicono i dati della produzione industriale, che è tornata a diminuire a febbraio, con una contrazione record del 25,1% rispetto ai picchi pre-crisi. Le immatricolazioni di auto sono cadute ai livelli …

"La lezione di Aldo Moro", di Roberto Gualtieri

Questo trentacinquesimo anniversario del rapimento di Aldo Moro cade in un momento particolarmente delicato della vicenda storica della democrazia italiana. Un momento di crisi che sollecita una riflessione sull’eredità della figura e dell’opera dello statista pugliese e sul significato storico-politico della sua tragica fine. Una riflessione che trascenda i confini del cosiddetto «caso Moro» e si misuri con la parabola complessiva del suo impegno politico. Liberando il prigioniero dalle mura di un carcere che si è proiettato nell’immaginario e nella storiografia in una duplice forma: da un lato con la rimozione della sua azione di statista e di dirigente, oscurata o banalizzata dalla preponderante storiografia sui “misteri” del suo assassinio. Dall’altro con la distruzione morale della sua figura operata dalle Brigate Rosse attraverso la sapiente manipolazione delle sue lettere e la capacità di affer- mare, come ha rilevato Miguel Gotor, l’interpretazione tendenziosa di una «casta» politica (termine in voga presso le Br) che rese inevitabile l’uccisione Moro perché si rifiutò di trattarne la liberazione per ragioni di lotta politica interna. Al contrario, una adeguata «intelligenza …

"Diario di una matricola", di Michela Marzano

“Deputata o cittadina?” Mi volto per capire se stanno veramente parlando con me. Poi, senza fare troppa attenzione, rispondo in automatico: “Entrambe le cose, perché?”. Risposta sbagliata! La giornalista si volta e se ne va via senza aggiungere altro. Oggi, chiunque non sia del M5S non interessa alla stampa. Si precipitano in massa sui volti nuovi, ma il nuovo, ormai, ha anche lui un’etichetta. E chi non è M5S, per definizione, è vecchio. Meglio così, almeno avrò il tempo di capire dov’è l’aula, dove mi devo sedere, cosa devo fare. Poco prima di realizzare che, il primo giorno, i posti non sono stati ancora assegnati e posso sedermi dove voglio. Ma dove voglio sedermi? Un attimo di incertezza, poi entro spedita in aula: come potevo avere dubbi? È ovvio che il mio posto è in alto a sinistra. La seconda risposta sbagliata della giornata! Tutte le ultime file sono già occupate dai colleghi del M5S entrati compatti poco prima. A differenza di molti neo-eletti che vagano un po’ persi alla ricerca di un viso amico, …

"Non sparate sull'Europa", di Tito Boeri

Questo vertice europeo verrà da noi ricordato, più che per le sue conclusioni, per il testamento politico lasciato da Mario Monti ai leader europei. Il loro sostegno non lo ha certo aiutato in una campagna elettorale in cui è stato spesso agitato lo spauracchio da lui stesso evocato due anni fa, quello di un podestà straniero, di una nostra perdita di sovranità. Il voto per Grillo e il risultato deludente di Scelta Civica sono stati anche espressione di un diffuso disagio europeo, una ribellione contro un pesante aggiustamento fiscale condotto proprio nel mezzo di una doppia recessione. Eppure le vere insidie alla nostra sovranità nazionale vengono dalla scarsa credibilità della nostra classe politica. Ed è molto grave che le trattative oggi per risolvere la crisi politica ignorino completamente il nostro ruolo nell’Unione perché per poter decidere di più in Italia dobbiamo contare dipiùinEuropa. Untemaricorrenteincampagna elettorale è stato quello secondo cui il nostro paese è governato da Angela Merkel, attraverso il fiscal compact, le regole fiscali che i paesi dell’Euro si sono dati. In verità i …

Europa divisa sull’austerità «Rischio di rivolta sociale», di Marco Mongiello

Per far ripartire l’economia l’Unione europea deve autorizzare a calcolare fuori dai vincoli del Patto di Stabilità su deficit e debito gli investimenti produttivi e il saldo dei debiti della pubblica amministrazione con le imprese. È con questa richiesta che il premier Mario Monti, al suo ultimo vertice europeo, è arrivato ieri a Bruxelles per cercare di far breccia nel muro del rigore di bilancio, aiutato anche dal clima di protesta. Mentre nell’edificio del Consiglio i ventisette capi di Stato e di governo dell’Ue discutevano del pessimo stato dell’economia, fuori oltre 15 mila manifestanti convocati dalla Confederazione dei sindacati europei (Ces) gridavano slogan contro l’austerità. Un centinaio ha anche occupato un edificio del dipartimento economico della Commissione ed è dovuta intervenire la polizia per convincerli ad uscire. C’è il rischio di una «rivolta sociale», ha ammonito il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. ALLARME PIAZZE E URNE Più della piazza però ad allarmare i leader europei sono le urne. Al vertice dei conservatori, che ha preceduto il summit, Monti ha raccontato la debacle della campagna elettorale italiana. …