Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Grillo, il movimento e le donne", di Giovanni Belfiori

Ieri sera una mia amica mi ha inviato questo sms: “ dammi un buon motivo per non votare grillo ”. Ho deciso che risponderle con un sms non sarebbe stato sufficiente. L’ho chiamata. Più che altro, le dico, dovresti chiedermi quali buoni motivi ci sono per votare Grillo e ti risponderei che non ce ne sono. Intendo veri buoni motivi. Hai letto il programma del M5S? No, non l’ho letto, ha risposto lei. Male, le ribatto, perché avresti scoperto che non è neanche all’altezza del programma di partito che si candida a governare una circoscrizione. Risposta: ma tanto nessun partito rispetta i programmi, questo si sa. Quindi voterai Grillo a scatola chiusa, le dico, senza sapere esattamente quali sono le linee politiche del movimento. E poi, mi spieghi come faranno Grillo e Casaleggio a trovare una sintesi con un elettorato che va dall’estrema destra all’estrema sinistra? Tu sei vecchio! Destra e sinistra non esistono più! E fascismo e comunismo? Razzismo e tolleranza? Dittatura e democrazia? Oppressione e libertà? Queste cosucce esistono o no? Vedi? Tu …

"Bersani: i progressisti europei «votano» per noi", di Maria Zegarelli

L’ultimo comizio in piazza del Plebiscito a Napoli, piena zeppa, tantissimi giovani, le parole più dure contro Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, l’appello più sentito proprio ai loro elettori, berlusconiani delusi e grillini arrabbiati, la chiamata più decisa al popolo di centrosinistra, «l’arma atomica». «Noi nun scassamm, accungiamm», noi non rompiamo, aggiustiamo, recita uno dei tanti striscioni che sventolano sotto una pioggerellina lieve ma insistente. Pier Luigi Bersani sceglie il Sud prima a Salerno e poi a Napoli perché «se il Mezzogiorno non si muove anche l’Italia non si muove e Napoli deve fare la sua parte» per chiudere la campagna elettorale in piazza, per percorrere l’ultimo miglio, le ultime ore in cui si gioca tutto. I sondaggi invitano all’ottimismo, certo, ma quante volte hanno raccontato umori diversi da quelli usciti dalle urne? «Voglio rivolgermi anche agli elettori che hanno creduto alle favole del centrodestra e rimasti delusi, noi possiamo garantire la governabilità e lo faremo senza settarismi. Noi dice tra gli applausi a differenza di Berlusconi non abbiamo bisogno di nemici, abbiamo avversari. Non …

"E' in gioco l’Europa", di Claudio Sardo

È bene che l’Europa e il mondo entrino in questa campagna elettorale. Che si parli di Merkel, di Hollande, di Obama. Che ci si confronti con loro come con le valutazioni dei fondi di investimento asiatici, con le sentenze della Corte di Strasburgo, con i giudizi dell’Europarlamento. E’bene che tutto ciò concorra a formare l’opinione dei cittadini-sovrani, anche se talvolta fingono stupore o gridano all’ingerenza persino certe élite che conoscono i danni del provincialismo ma lo coltivano pensando di sfruttarne ancora i vantaggi. La sovranità non è più una questione esclusivamente nazionale. L’interdipendenza economica, politica, commerciale è una dimensione della nostra civiltà, perché è la condizione di un benessere (oltre che, ovviamente, di limitazioni) a cui non intendiamo rinunciare. È la condizione del nostro modello sociale. L’Italia ha bisogno di un’Europa diversa. Ma ha bisogno dell’Europa. E così l’Europa ha bisogno di un’Italia che torni ad essere un fattore propulsivo e non una zavorra, come è stata negli anni di Berlusconi. Alla prossime elezioni è questa la vera, decisiva posta in gioco. Mai come questa …

Bersani: «Dico agli arrabbiati, è meglio il voto al Pd», di Mariantonietta Colimberti

Ha appena salutato l’ultima, e forse la più bella, delle tante piazze di questa campagna elettorale, breve eppure infinita. A Napoli, davanti alle migliaia di persone e alle bandiere sventolanti in piazza del Plebiscito, Pier Luigi Bersani ha attaccato duramente la destra e la Lega, ma la conclusione del suo comizio l’ha riservata a Grillo, anzi, a quelli che sono «disamorati, disillusi, arrabbiati, che dicono non vado a votare o voto Grillo». Gli chiediamo se sia proprio così, che la vera attesa sia per “quel” risultato. «Spero che prima di tutto la notizia sarà chi vince, anche se siamo abituati a non partire dal dato principale». Quello principale vorremmo darlo per scontato… No, la destra nel nostro paese esiste e non vorrei sottovalutarla. Per quel che riguarda Grillo, non so quali potranno essere le percentuali. Certamente, c’è una preoccupazione, non per il nostro risultato, ma per il paese, perché lì c’è un serbatoio di disagio, un’ammaccatura profonda, uno stato d’animo, più che un humus politico. Un disagio che se viene portato verso esiti distruttivi, non …

"Il paese e l'incubo del cavaliere", di Franco Cordero

Siccome mancano poche ore al voto, parliamo del revenant. Gli avvenimenti sollevano quesiti allarmanti. Diciannove anni fa godeva i favori della novità qualificandosi uomo d’impresa, moderno, liberale d’istinto, franco liberista, senza contare i buoni sentimenti, famiglia, patria, religione, contro i plumbei «comunisti». Qualcosa trapelava: l’irrimediabile volgarità, istrionismi, loquela d’un bugiardo cronico, senonché la politica italiana ha standard accoglienti; disponendo d’una macchina monstre d’ipnosi pubblicitaria, inanella tre vittorie elettorali su avversari dalle idee confuse e litigiose. Quante risorse d’imbonitore abbia, consta dalla rimonta 2006, dopo cinque anni d’impudente governo a suo profitto. Ormai è partita a carte scoperte: la platea sa chi sia, incallito nella frode, falsario, corruttore, megalomane, negromante del plagio televisivo, statista da cabaret con effetti postribolari; nell’ultimo esperimento elettorale i milanesi gli voltano la schiena. Persino il Corriere della Sera usa parole dure. Costretto a dimettersi, lascia l’Italia in bolletta. Tre mesi fa lo davano buonanima, anche a corte: quando s’è ricandidato, il commento era: «Torna la mummia»; ma appena chiama, scattano riflessi mercenari. Lo spirituale Angelino Alfano, designato erede (per gioco), aveva …

"La sindrome tedesca", di Andrea Bonanni

Ragioni di opportunità avrebbero dovuto sconsigliare Monti dal proporsi come esegeta dei pensieri privati e dei desideri inespressi di Merkel sulla politica italiana. Già è accusato, ingiustamente, di essere il portavoce della Germania. La sua interpretazione degli auspici della Cancelliera sull´esito delle elezioni di domenica rischia di dare credibilità a questa interpretazione, sminuendo così le ragioni reali e autonome delle scelte politiche del Professore. E lo espone alle inevitabili smentite di Berlino. Lui stesso, del resto, sembra essersene reso conto. Detto questo, è fin troppo ovvio che la leader indiscussa dei conservatori europei non possa essere felice all´idea di una vittoria della coalizione di sinistra in Italia. Ma è altrettanto ovvio che la Merkel, molto più di una vittoria di Bersani e Vendola, teme un successo di Berlusconi e di Grillo. Se così non fosse, non si spiegherebbe il plateale ripudio di Berlusconi che l´ultimo vertice dei leader Ppe ha messo in scena invitando proprio Monti a raccontare come e perché il Pdl lo avesse pugnalato alle spalle. Si è giustamente detto e ripetuto che, …

"Miguel Gotor (Pd): Dialogo obbligato con i grillini, ma i 5 Stelle dovranno staccarsi dal loro guru", di Wanda Marra

Sono più curioso dei 5 stelle che dei grillini”. Usa una battuta Miguel Gotor, capolista del Pd in Senato in Umbria, ma soprattutto storico e intellettuale di riferimento di Bersani, per spiegare l’atteggiamento con cui i Democratici si aprono al dialogo con lo stesso movimento il cui leader attaccano continuamente. Professor Gotor, cosa vuol dire fare scouting tra i grillini? Dopo le elezioni, “esplorare” la qualità e il senso di responsabilità della loro rappresentanza parlamentare, verificando nel merito le posizioni. Voi sperate – come Bersani ha fatto capire – che ci sarà una distinzione tra loro e il loro leader? Lo capiremo nei primi mesi di attività parlamentare. Grillo è un guru che gioca allo sfascio e il suo protagonismo è una delle manifestazioni della crisi del berlusconismo. Ma i deputati del Movimento 5 stelle hanno il diritto e il dovere di essere valutati per i loro comportamenti. Dovranno eleggere i loro capogruppo, fare dichiarazioni di voto, assumersi responsabilità e questo sarà un bene: inizia una nuova fase di quel movimento. Peraltro Grillo ha già …