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Bersani: saremo noi a tagliare gli sprechi «Grillo è come il Cav», di Andrea Carugati

Napoli, Caserta, Benevento, Avellino. Pier Luigi Bersani continua il suo tour nel Mezzogiorno. Ieri tappa in Campania, dove i temi chiave della campagna elettorale Pd, lavoro e legalità, sono particolarmente caldi. Il leader Pd cerca di tenersi alla larga «dai politicismi», dal risiko delle alleanze, dai quotidiani attacchi di Monti a Vendola e al Pd. Prende di petto, invece, la destra, la Lega, i populismi. A partire da Grillo. «Lui ha nominato i deputati al pari di Berlusconi, bisogna tenere ben presente come è organizzato quel movimento. In Sicilia Grillo offre mille euro a tutti per tre anni, somiglia a quell’altro che propone di abolire l’Irpef, dice via l’Irap e promette quattro milioni di posti di lavoro. Sarebbe inimmaginabile venire a patti con lui». E ancora: «Il Pd è il contrario del populismo dove c’è sempre qualcuno che suona il piffero e il popolo deve andargli dietro. Che si chiami Grillo o Berlusconi, il meccanismo del populismo è quello. Noi non siamo così, noi siamo per la libertà della gente che sceglie qualcuno finché tocca …

"Lega, Orsi, missili, fregate. Maroni dottor Stranamore trema, Bossi gode", di Francesco Lo Sardo

Bossi le navi militari. Maroni gli aerei da guerra. «Non c’è coinvolgimento mio né della Lega – tuona il nuovo capo leghista finito sulla graticola del “caso” Orsi – sono insinuazioni che chi ha fatto pagherà caro». Resta il fatto che l’insospettabile passione marinara del Senatùr portò l’ex autista e cassiere bossiano Francesco Belsito, in quota Lega, dal cda fino alla carica di vicepresidente di Fincantieri, colosso della cantieristica che con Finmeccanica progetta, realizza e vende fregate e simili. Mentre l’amicizia con Maroni avrebbe pesato molto nell’ultimo tratto di scalata di Giuseppe Orsi – il presidente di Finmeccanica arrestato martedì – da ex ad dell’Augusta Westland col cuore a Varese e poi di Finmeccanica fino al vertice del colosso italiano che produce armi, aerei, elicotteri e satelliti. è del 1 dicembre 2011, data della nomina a presidente pochi giorni dopo la nascita del governo Monti, l’intercettazione in cui Orsi ringrazia Bobo: « (…) se non c’è Maroni a fare l’ultimo miglio, col cavolo che io qua c’ero». Quel giorno «il cda ha deciso di togliermi …

L’Italia giusta: Università e ricerca per ripartire

1. Da dove partiamo? Molte ombre e qualche luce nei dati sull’università italiana. I tagli alla radice della crisi. L’Italia spende 4.9% del PIL in istruzione contro una media OCSE del 6.2% e UE-21 del 5.9%. In istruzione universitaria investiamo poco più della metà della media UE (-0,8% contro 1,3%). Tra il 2009 e il 2013 -13% del finanziamento statale. Negli ultimi 20 anni istruzione e ricerca sono le uniche voci del bilancio pubblico scese drasticamente (-5,4%). Una scelta inspiegabile per la strategia di crescita culturale ed economica di un paese avanzato, adottata senza alcun confronto pubblico e senza che né i cittadini né il Parlamento si siano espressi in tal senso. La fuga dall’università. Dal picco di 338.482 (2003-2004) immatricolati, siamo crollati a 280.144 (2011-2012), con un calo del 17%. Solo nell’ultimo anno, i diplomati che si iscrivono all’Università sono calati del 10%. Per laureati nella fascia di età 25-34 anni l’Italia è al 34° posto su 37 paesi OCSE. La Strategia Europa2020 prevede entro il 2020 il 40% di laureati nella fascia 30-34 …

"Imprese e sindacati: equità e merito per la formazione", di Massimo Franchi

Un documento d’intenti, fatto di impegni in buona parte generici. Ma che segna una svolta nei rapporti fra le parti sociali in aperta critica con la riforma del Lavoro.Ieri mattina nella sede della Luiss Businnes school, Confindustria e Cgil-Cisl-Uil hanno sottoscritto il documento «Una formazione per la crescita economica e l’occupazione giovanile». A meno di due settimane dalle elezioni le parti sociali chiedono al nuovo governo un impegno forte nel rapporto fra scuola e imprese. «È un fortissimo segnale di svolta culturale spiega Ivan Lo Bello, vicepresidente di Confindustria con delega all’education sindacati e imprese dimostrano che equità e merito possono andare di pari passo superando l’ostacolo delle possibilità economiche delle famiglie e delle reti relazionali con cui si va ancora avanti in questa Italia asfittica». Confindustria, Cgil, Cisl e Uil chiedono che «scuola,università e formazione professionale siano al centro del dibattito pubblico, invece sono tenute in scarsa considerazione nel corso di questa campagna elettorale». Nelle otto pagine del documento per cui le parti si sono divisi divisi i compiti,si affrontano tutti i nodi del …

L’Italia giusta, l’Italia pubblica al servizio dei cittadini

1. Modernizzare le istituzioni, innovare il sistema pubblico: una strategia per la prossima legislatura. Circa 20 giorni all’anno sottratti al lavoro. È questo il tempo medio che i cittadini italiani trascorrono ogni anno all’interno degli uffici pubblici per “adempimenti burocratici”. I ritardi dell’amministrazione sono drammatici. Per un imprenditore si calcolano 76 giorni all’anno dedicati esclusivamente a pratiche amministrative. Complessivamente l’onere burocratico per le imprese ammonta a 26 miliardi l’anno. Diritti fondamentali come l’accesso a servizi sanitari, previdenziali, scolastici, tributari, della giustizia, sono vanificati o resi difficili da richieste di documenti che sono già in possesso delle amministrazioni, rimpallo di responsabilità, corruzione. Vogliamo una Pubblica Amministrazione con cui il Paese possa tornare a crescere e ad essere competitivo, perché buone politiche pubbliche e buone istituzioni sono fondamentali per lo sviluppo, così come per la garanzia dei diritti e dei beni comuni. Va riacquisita pienamente la consapevolezza che l’amministrazione è l’ossatura del Paese, l’infrastruttura portante del sistema economico e sociale e che è stato dannoso pensare che invece di curarla fosse opportuno colpirla, offenderla, metterla nell’angolo. Perciò …

Bersani: "azzoppando il Sud non si governa", di Simone Collini

Vincere, anche per ricominciare a parlare di Mezzogiorno dopo che Berlusconi e Lega l’hanno cancellato dall’agenda politica. Dopo la Lombardia, Bersani fa tappa nell’altra regione chiave per ottenere la maggioranza al Senato, la Sicilia. Il 61 a 0 a favore del centrodestra è ormai un ricordo lontano, soprattutto dopo il successo di Crocetta alle regionali dello scorso ottobre, ma il centrosinistra non può certo star tranquillo e l’appello al voto utile qui è d’obbligo. Non a caso, muovendosi tra Priolo, Catania e Messina, Bersani attacca Berlusconi non solo per il modo «malato» in cui vede le donne, ma per aver teorizzato insieme alla Lega, in tutti gli anni in cui è stato al governo, che una separazione del Paese tra Nord e Sud facesse bene alla nostra economia. «La Sicilia e il Mezzogiorno sono da dieci anni fuori dal dibattito politico», denuncia il leader del Pd parlando in un’affollata sala del complesso fieristico “Le ciminiere”. «Io ovunque vada, sia al Sud che al Nord, dico sempre questa cosa che siamo un’Italia sola. Questo è l’oggetto …

"L’Internazionale del ballo per difendere le donne", di Adriano Sofri

Dunque domani donne e uomini di tutto il mondo – “un miliardo” – balleranno nelle strade e nelle piazze per dire no alla violenza contro le donne. Mettiamo insieme qualche notizia recente. In India, dopo l’episodio atroce dello stupro di branco della studentessa “Amanat”, morta dopo tredici giorni di agonia, le donne che chiedono il porto d’armi per difesa personale si sono moltiplicate bruscamente. È entrato in funzione il primo tribunale composto di sole donne per giudicare crimini contro le donne. In Italia, dove le uccisioni di donne sono pressoché quotidiane, le cronache hanno registrato due omicidi compiuti da donne, sul marito e sull’amante; nel secondo caso dopo anni di angherie. La cronista che ne ha riferito ha scritto, senza virgolette, “maschicidio”, a ragione (si può prevedere che il termine solo apparentemente neutro di “omicidio”, per non dire di “uxoricidio”, sia destinato a uscire dal lessico comune, e forse anche da quello giudiziario, quando si tratti di un uomo che uccide una donna o viceversa). Ancora, secondo le cronache, un uomo che ha tentato efferatamente …