Tutti gli articoli relativi a: attualità

Gay, donne, immigrati e clima il giuramento liberal di Obama “Non lasciamo indietro nessuno”, di Federico Rampini

I tempi cambiano dobbiamo cambiare noi, trovare nuove risposte alle sfide nuove. Insieme, come nazione, senza lasciare indietro nessuno». Barack Obama davanti a una folla di 600.000 persone a Washington inaugura il suo secondo mandato. E lo fa con un discorso più radicale di quattro anni fa, un’agenda di valori progressisti per il XXI secolo. Eguaglianza, inclusione di tutti nella crescita economica, apertura agli immigrati, diritti dei gay, lotta al cambiamento climatico. «La sfida della nostra generazione — dice il presidente — è realizzare nei fatti il principio della nostra costituzione, per cui tutti nasciamo eguali e con gli stessi diritti. Siamo fedeli a quei valori solo se una bambina nata nella povertà estrema può sapere di avere le stesse chance di altri, perché è americana, perché è libera ed eguale non solo davanti a Dio ma anche ai nostri occhi». A 51 anni, Obama presta giuramento come 44esimo presidente degli Stati Uniti usando due Bibbie: quella di Abraham Lincoln che abolì la schiavitù, e quella di Martin Luther King che guidò il movimento per …

"La Tammurriata degli Impresentabili", di Francesco Merlo

Dunque davvero Dell’Utri era la mafia e Cosentino la camorra? Alla Cassazione e ai tribunali di Napoli bisognerebbe portare la sceneggiatura della “Tammurriata degli Impresentabili” che è stata ballata a Palazzo Grazioli in queste misteriose notti delle liste elettorali. Ci sono infatti codici e linguaggi che valgono come prove di acciaio inconfutabilissime. Per esempio il «vorrei essere spiegato» pronunziato da Cosentino è come «le bugiarderie» che evocò Totò Riina, meglio di un fotogramma di Toni Servillo in “Gomorra” o del “Camorrista” di Tornatore. E il «mi candiderò fino alla morte» di Marcello Dell’Utri scandito un attimo prima di rinunziare è «la toccatina di polso» di cui parla Michele Pantaleone, il modo mafioso per sondare e capire sino a che punto ci si può spingere. Più in generale, tutto il film della messa fuori lista di Cosentino e di Dell’Utri — in gergo si direbbe che sono stati “posati” — è la riedizione o meglio ancora la riqualificazione della cerimonia mafiosa della punizione del perdente, come in passato fu la morte di Lima. La delinquenza infatti …

Grasso: "Vorrei una legge di una sola riga: chi fa politica non può avere altri interessi"

Il rapporto tra politica e giustizia è ancora una volta centrale sia in campagna elettorale che per il futuro governo del Paese. Pietro Grasso, magistrato, ex procuratore nazionale antimafia e candidato capolista PD al Senato nel Lazio, in un’intervista a Repubblica Tv, ha ribadito che la prima legge da fare è quella sul conflitto di interessi. “Forse è una proposta velleitaria, ma farei una legge di una sola riga che recita così: ‘Chi fa politica non può avere altri interessi. Voglio sganciarmi dal dato giudiziario – ha aggiunto – però una cosa devo dirla: come può un presidente del Consiglio essere tale nonostante sia proprietario di importanti aziende televisive e di informazione. Ripeto, chi fa politica non può avere altri interessi. Non solo chi fa parte del Governo, ma anche i singoli parlamentari.Dobbiamo avere come primo interessa la vita e il bene dei cittadini” Grasso ha ricordato che “la riforma della giustizia è una cosa di cui si parla da anni. Innanzitutto c’è bisogno di smetterla di considerare riforme dei provvedimenti totalmente parziali. Servono leggi …

«Ora valorizzare gli insegnanti», di Francesca Barbieri

«L’Italia è sulla buona strada, ma il cammino da percorrere è ancora tanto, soprattutto sul fronte della qualità della didattica». Andreas Schleicher, vicedirettore per l’educazione dell’Ocse, apprezza le ultime riforme del nostro Paese, «che hanno aumentato l’autonomia delle scuole e messo in moto un meccanismo di valutazione dell’istruzione primaria e secondaria di primo grado», ma secondo l’ideatore del ranking Pisa – la classifica che misura la preparazione degli studenti – «resta uno “spread” del sistema scolastico italiano, che ottiene risultati al di sotto del proprio potenziale». L’Italia investe il 4,9% del Pil sull’istruzione, contro una media Ocse del 5,8 per cento. Troppo poco? Non è una questione di scarsità di risorse, visto che oggi la spesa per studente in Italia è in linea con la media Ocse (circa 9mila dollari). Le nostre analisi mostrano che c’è un forte gap territoriale, con le regioni del Nord che si dimostrano più virtuose sul fronte dell’istruzione: se tutto il Paese si allineasse alle aree migliori, nel periodo di tempo necessario per realizzare questo obiettivo il Pil potrebbe aumentare …

"Sindacati inutili . Eliminiamoli …Parola di Beppe Grillo", di Pippo Frisone

Questa proprio ci mancava! Ne avevamo sentite di tutti i colori in questo avvio di campagna elettorale. Però che “ i sindacati sono una struttura vecchia come i partiti “ e come tali vanno “aboliti” questo no, non ce l’aspettavamo proprio. Nemmeno come battuta anche se a dirla è stato Beppe Grillo, durante il suo tour elettorale in Puglia, a Brindisi; anche se fosse stata rivolta agli operai dell’Ilva o agli abitanti di Taranto, preoccupati del loro destino e della loro salute. Chissà se a prendere il sopravvento sia stato più lo sfogo del comico sprovveduto che quello del politico populista, sicuro di parlare più alla pancia del Paese che alla sua testa. Dopo aver sdoganato i fascisti di Casa Pound, si vorrebbe nientepopodimeno che di cambiare la Costituzione ! I Sindacati, dovrebbe saperlo Grillo, hanno rilevanza costituzionale. L’art.39 parla chiaro : ” L’organizzazione sindacale è libera…I sindacati registrati hanno personalità giuridica..Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali …

"Scuola, riportiamo gli investimenti ai livelli OCSE", di Francesca Puglisi

Egregio Direttore, dalle colonne del Suo giornale il Sottosegretario Rossi Doria ci invita a parlare di scuola in questa campagna elettorale. L’impegno dei democratici e dei progressisti per il nuovo governo è scritto nella Carta di Intenti: occorre smettere di cambiare la scuola attraverso norme contraddittorie e tagli nelle leggi finanziarie. La scuola ha bisogno di stabilità, risorse e fiducia. Altri sono i settori della spesa statale da sacrificare. E’ la scuola che deve svolgere il «compito» espresso dall’art.3 della Costituzione. Quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che si frappongono fra i cittadini e la loro piena partecipazione alla vita economica e sociale. La scuola per noi è il luogo dove combattere le disuguaglianze, formare cittadini consapevoli, il vero motore della crescita economica e sociale del Paese. Il governo di centrodestra non ha affrontato i problemi cronici della scuola italiana, ma li ha aggravati, tagliando 8 miliardi e 132 mila posti di lavoro, e il governo Monti non ha interrotto la sottrazione di risorse, apostrofando gli insegnanti come «conservatori». Sono state …

"Ricerca, finora soltanto tagli. Serve un piano credibile", di Massimiliano Mazzanti e Salvatore Monni

Dobbiamo ancora scrivere prosaicamente di investimenti alla ricerca in talia, in modo negativo. E’ vero che la situazione è nota ai più, ma la realtà supera sempre le aspettative, anche se non positive. Soprattutto in questa fase politica e di ricostruzione di un’agenda delle priorità per una «nuova crescita», occorre porre chiaramente i problemi sul tavolo. Ci ha colpito che, nei giorni finali dell’anno, i giorni del giusto tributo a Rita Levi Montalcini, sia uscito il nuovo bando Prin (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) e Firb «Futuro in ricerca». Vi sono meritoriamente spazi dedicati ai giovani ricercatori, e la struttura del bando coerentemente «imita» quella dei fondi europei (European Research Grant). Ciò che lascia basiti, ma forse siamo ingenui, è ancora una volta l’ammontare del finanziamento, che di «nazionale» non ha nulla. Occorre guardare i dati chiaramente. Il finanziamento Prin 2009 (fondi allocati dal governo Prodi) era di circa 105 milioni di euro, che scende a 87 milioni di euro – annualizzati – nel bando accorpato 2010-11. Il nuovo bando di fine dicembre è …