Gay, donne, immigrati e clima il giuramento liberal di Obama “Non lasciamo indietro nessuno”, di Federico Rampini
I tempi cambiano dobbiamo cambiare noi, trovare nuove risposte alle sfide nuove. Insieme, come nazione, senza lasciare indietro nessuno». Barack Obama davanti a una folla di 600.000 persone a Washington inaugura il suo secondo mandato. E lo fa con un discorso più radicale di quattro anni fa, un’agenda di valori progressisti per il XXI secolo. Eguaglianza, inclusione di tutti nella crescita economica, apertura agli immigrati, diritti dei gay, lotta al cambiamento climatico. «La sfida della nostra generazione — dice il presidente — è realizzare nei fatti il principio della nostra costituzione, per cui tutti nasciamo eguali e con gli stessi diritti. Siamo fedeli a quei valori solo se una bambina nata nella povertà estrema può sapere di avere le stesse chance di altri, perché è americana, perché è libera ed eguale non solo davanti a Dio ma anche ai nostri occhi». A 51 anni, Obama presta giuramento come 44esimo presidente degli Stati Uniti usando due Bibbie: quella di Abraham Lincoln che abolì la schiavitù, e quella di Martin Luther King che guidò il movimento per …
