"Il Sahel, bomba da disinnescare nella polveriera araba", di Lapo Pistelli
L’Italia contribuirà con una quota di addestratori alle operazioni antiterrorisrno iniziate su impulso francese in Mali. La decisione è stata annunciata in Parlamento dal Ministro Terzi e confermata nel Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, dove la necessità di un’operazione militare decisa, capace di arrestare e respingere la penetrazione di Al Qaeda nello Stato africano, ha trovato un largo consenso. Ci si chiede oggi se l’iniziativa sia sufficiente, stanti le caratteristiche di quell’area, se sia addirittura tardiva, vista l’ampia mole di analisi già disponibili nei mesi scorsi su cosa stava accadendo, se ci si trovi davanti a un rischio di Afghanistan africano. Dopo la morte di Osama Bin Laden, Al Qaeda ha subito un processo di riorganizzazione molto problematico: il troncone af-pakistano ha continuato le sue attività contro i soldati stranieri impegnati a cercare di stabilizzare l’Afghanistan; quello iracheno non ha giurato fedeltà al successore di Osama e conduce in franchising una propria azione tutta centrata sul conflitto interno anti-sciita, senza più attenzione verso gli «occidentali»; quello yemenita tenta invece di installare dei piccoli califfati autonomi …
