“Le regole chiare che servono alla Rai”, di Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi*
Caro direttore, siamo grati alle acute osservazioni di Aldo Grasso su Sette, il magazine del Corriere della Sera di giovedì 13, che portano in luce un nervo scoperto della Rai, ossia alcune cattive prassi di interferenza da parte dei consiglieri nella gestione aziendale. La Rai ha un grande bisogno di trasparenza e rinnovamento. Vorremmo dunque chiarire alcuni equivoci per favorire tale trasparenza anche nella rappresentazione della Rai sui giornali. Rileviamo che i riferimenti al regolamento non ne rispecchiano il contenuto. Per esempio, quanto al tema cruciale dei «contatti con i dirigenti Rai per seguire la vita dell’azienda», il nuovo regolamento del Cda riproduce l’esistente. Infatti, già si prescrive che i consiglieri, per acquisire informazioni in materia gestionale, rivolgano motivata istanza al direttore generale, che poi fornisce loro informazioni (nel nuovo, la richiesta è indirizzata anche al presidente). Perché dunque suggerire che una norma sostanzialmente invariata sarebbe alla base del nostro no? Una disciplina già esiste. Dire che bocciando il nuovo regolamento si boccia tout court una «svolta» che limiti talune cattive pratiche non corrisponde ai …
