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“Concorsone al via, che cosa fare”, di Flavia Amabile

Lunedì prenderà il via il primo concorso per la scuola dopo tredici anni anche se la legge prevede selezioni ogni tre anni. Una parte dei sindacati in queste settimane ha ricordato che una parte dei vincitori della precedente selezione non ha ancora trovato posto nella scuola ma la macchina è partita e il Miur promette le prime nomine in ruolo dei vincitori già a partire dal prossimo anno scolastico.
I quesiti oggetto della prova sono estratti da una banca dati, resa nota e pubblicata sul sito del Miur il 23 novembre insieme al calendario, sulla quale gli ammessi alla prova preselettiva hanno avuto la possibilità di esercitarsi. Non sono mancate le polemiche per alcuni errori presenti nei quesiti e corretti grazie alle segnalazioni, ma anche per la fuga di notizie che ha permesso a qualcuno di impadronirsi di domande e risposte dell’intera banca dati e di venderli in rete creando un business di tutto rispetto. Complessivamente, sono stati 8.481.184 i moduli scaricati per le esercitazioni e 300.387 i candidati che hanno utilizzato il simulatore gratuito messo a disposizione del Ministero per prepararsi alla prova.
Il personale impegnato nella prova avrà un compenso. Il Miur precisa che la somma stanziata è di circa 200 euro al giorno per aula, circa 25 euro l’ora per una spesa totale inferiore al milione di euro, “totalmente assorbita dai compensi al personale coinvolto nelle operazioni di assistenza ai candidati durante le prove”.
I candidati che superano la prova di preselezione sono ammessi alle successive prove scritte, o scritto-grafiche, relative alle discipline oggetto di insegnamento per ciascun posto o classe di concorso. Le prove consistono in una serie di quesiti a risposta aperta e sono finalizzate a valutare la padronanza delle competenze professionali e delle discipline oggetto di insegnamento. La prova scritta della scuola primaria comprende anche l’accertamento della conoscenza della lingua inglese. I candidati all’insegnamento di discipline scientifiche e tecnico-pratiche – che prevedono anche attività di laboratorio – svolgeranno oltre alla prova scritta anche una prova di laboratorio. Il calendario delle prove scritte sarà pubblicato dal Ministero nella Gazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2013.
Chi ha superato lo scritto viene ammesso alle prove orali sulle discipline di insegnamento. Oltre a valutarne la padronanza, la prova orale dovrà verificare anche la capacità di trasmissione delle stesse discipline e la capacità di progettazione didattica, oltre alla capacità di conversazione nella lingua straniera prescelta dal candidati.
Le cifre sono imponenti: i posti e le cattedre disponibili sono 11.542 per la scuola dell’infanzia, nella primaria, nella secondaria di I e II grado, e i candidati ammessi 321.210, un numero che risulterà nella realtà un po’ più elevato per i ricorsi vinti nelle ultime settimane dall’Anief, al contrario di quanto previsto dal bando, infatti, il 17 parteciperanno anche i prof di ruolo e i laureati negli ultimi dieci anni. Alla fine ci saranno circa 28 aspiranti prof a contendersi ogni posto disponibile.
Le prove di preselezione si svolgeranno lunedì e martedì in alcuni casi bloccando l’attività didattica nelle scuole. Bandita la carta, i test saranno eseguiti su computer, unici per tutti i posti e le cattedre messe a bando. Hanno l’obiettivo di accertare le capacità logiche, di comprensione del testo, le competenze digitali e linguistiche del candidato in una delle seguenti lingue straniere a scelta: inglese, francese, tedesco e spagnolo. Le prove si svolgeranno in più sessioni, secondo il calendario pubblicato il 23 novembre nella sezione dedicata del sito del Miur (http://www.istruzione.it/concorso-personale-docente/calendari_prove.html).
Ciascun candidato avrà a disposizione una postazione informatica, alla quale potrà accedere tramite i propri dati anagrafici ed il codice fiscale. La prova è costituita da 50 quesiti a risposta multipla, con quattro opzioni di risposta, così ripartiti: 18 domande di capacità logiche, 18 domande di comprensione del testo, 7 domande su competenze digitali, 7 domande sulla lingua straniera. Il tempo a disposizione è di 50 minuti, al termine dei quali ogni candidato potrà visualizzare il risultato conseguito sulla postazione assegnata. Per il superamento della preselezione è necessario conseguire un punteggio non inferiore a 35/50.
Dei candidati, otto su dieci sono donne (258.476 su 321.210). I restanti 62.734, sono uomini. Ben due terzi degli aspiranti insegnanti che hanno fatto domanda di partecipazione al concorso non provengono dalle graduatorie ad esaurimento. Sono 214.453 (66,8%), rispetto ai 106.757 (33,2%) che sono invece presenti nelle stesse graduatorie. L’età media dei canditati è di 38,4 anni. Di poco più alta è l’età media degli uomini (40 anni) rispetto a quella delle candidate donne (38 anni). La maggior parte dei candidati (158.879) ha un’età compresa tra 36 e 45 anni. Seguono i 113.924 candidati con un’età pari o inferiore ai 35 anni e i 45.595 con un’età compresa tra i 46 e i 55 anni. I candidati con un’età superiore a 55 anni sono 2.812.
Considerati gli ordini di scuola scelti dai candidati, le domande si distribuiscono in modo pressoché omogeneo – chiarisce il Mur – . Il 26,2% delle domande riguarda i posti disponibili nella scuola dell’infanzia, il 26,6% la scuola primaria, il 20% la secondaria di I grado e il 27,2% la secondaria di II grado.
Circa la metà delle domande di partecipazione al concorso riguarda posti disponibili nel Sud: sono 164.827, il 51,3%. Percentuali minori per le domande riguardanti le regioni del Nord (29,3%) e del Centro (19,4%). La regione con il maggior numero di domande è la Campania: 56.773
Considerato il rapporto tra le richieste inviate e i posti e le cattedre bandite, maggiori probabilità di successo sono previste per i posti nella scuola primaria – da sempre punto di forza del sistema d’istruzione italiano – nelle cattedre di italiano, storia ed educazione civica, geografia della scuola secondaria di I grado e nelle cattedre delle materie letterarie nel primo biennio della scuola secondaria di II grado.
La Stampa 15.12.12

1 Commento

  1. Angelo dice

    Questo concorso non “s’era da fare” per tanti buoni motivi:
    1. Ci sono 200.000 precari in attesa da anni nelle graduatorie ad esaurimento, TUTTI ABILITATI e con ANNI DI ESPERIENZA DIDATTICA alle spalle. Esiste per caso una meritocrazia più certificata di questa?
    2. Il concorsone è stato aperto anche ai NON ABILITATI con una serie di risvolti negativi:
    a) perché per insegnare occorre essere ABILITATI, lo prevede la normativa vigente, allora perché è stata disattesa?
    b) in subordine, perché il concorso è stato aperto solo ai laureati (non abilitati) fino al 2001-2002 e non a tutti i laureati, non si doveva fare largo ai giovani? Fermo restando che per fare l’insegnante bisogna essere abilitati.
    3. Nelle prove preselettive (gli ormai famosi quiz) cosa c’entrano le domande di logica che prevedono conoscenze matematiche (ben 18 su 50 domande) se uno deve insegnare italiano, latino e greco?
    Nei fatti si potrà verificare, come si verificherà, che modesti insegnanti otterranno una cattedra solo per aver superato dei quiz avulsi da quello che dovranno insegnare.
    Questo concorso che “non s’era da fare” è nato male, prosegue peggio e non si sa come andrà a finire. La dimostrazione sta nel fatto che solo un terzo dei precari inclusi nelle graduatorie ad esaurimento ha deciso di parteciparvi.
    Chi da anni vive di scuola e nella scuola non può e non deve misurarsi sempre, caso mai anche con 40enni senza alcuna abilitazione e che non sono mai entrati in un’aula, come in questo assurdo concorsone.
    Il bello è che Profumo prima di andare via ha MINACCIATO di bandirne altri. FERMATELO anche perché, seppure abbia avuto poco tempo a disposizione, come ministro ha già fatto troppi danni.

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