Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Le ragioni del diritto”, di Eugenio Scalfari

La sentenza della Corte costituzionale sul ricorso del Capo dello Stato per il conflitto di attribuzione con la Procura di Palermo è chiarissima e definisce l’intangibilità delle prerogative presidenziali. Le intercettazioni telefoniche (o con qualsiasi altro mezzo effettuate), sia pure indirettamente acquisite da una Procura (nel caso specifico da quella di Palermo) debbono essere immediatamente distrutte dal Gip su richiesta della stessa Procura che ne è venuta in possesso. La Procura in questione non ha titolo per dare alcun giudizio sul testo intercettato; deve semplicemente e immediatamente consegnare le intercettazioni al Gip affinché siano distrutte senza alcuna comunicazione alle parti e ai loro avvocati. La Corte renderà pubbliche le sue motivazioni a gennaio ma il dispositivo si appoggia fin d’ora all’articolo 271 del codice di procedura penale (come a suo tempo avevamo già scritto su questo giornale) che dispone questo trattamento per gli avvocati e per tutti i casi analoghi che prevedano l’assoluta segretezza delle notizie connesse alla loro professione. E quindi, per logica deduzione, ai medici e ai sacerdoti su quanto apprendono in sede …

Legge elettorale. “Il Pdl ci faccia sapere cosa pensa perché non capiamo più che intenzioni hanno”

“Il dossier più importante è la legge elettorale in relazione allo sbandamento del centrodestra”. Pier Luigi Bersani, oggi a Tripoli, spiega le priorità post-primarie per il Partito Democratico. “Se domani – sostiene il segretario Pd – il Pdl avrà una riunione per decidere la linea politica, per favore ci faccia sapere cosa pensa precisamente, e sul piano politico, della legge elettorale, perché non capiamo più, è la ventesima proposta, e non conosciamo le intenzioni politiche”. “Sulla legge elettorale siamo di nuovo sulle sabbie mobili”. Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. “Ogni accordo raggiunto viene smentito il giorno dopo da un’ulteriore proposta che peggiora quella precedente. Ora si parla di un nuovo emendamento del Pdl, che cambierebbe nuovamente i termini del confronto. E questo avviene nonostante noi, con grande attenzione e cura, continuiamo a cercare un’intesa per il cambiamento. Mi sembra che sia sacrosanto, e bene ha fatto Bersani a farlo dalla Libia, incalzare il Pdl, il presidente Berlusconi e il segretario Alfano affinché dicano cosa vogliono fare con la legge …

“La strana pretesa dei liberisti. Chiedere alla sinistra di fare la destra”, di Massimo Mucchetti

L’intellettualità liberista italiana aveva eletto Matteo Renzi a proprio campione. E ora si dice delusa perché il Pd e, più in generale, il centro-sinistra non ne hanno accolto le suggestioni alle primarie. Ma ha senso una simile delusione? Credo di no. Sui diritti politici e sull’architettura istituzionale la convergenza delle diverse culture politiche è possibile e utile. L’ha dimostrato la Costituzione, elaborata dopo la Seconda guerra mondiale. Lo hanno poi confermato le leggi sui diritti civili, sulle quali si sono formati consensi trasversali, basati su scelte di coscienza. È invece sull’economia e sul finanziamento delle politiche sociali che si articola l’opposizione tra le tesi socialdemocratiche e socialcristiane, tipiche del Pd in Italia e dei partiti socialisti in Europa, e le tesi liberiste, tradizionalmente coltivate dalla destra. Perché mai questo duello, che costituisce il sale delle democrazie occidentali, dovrebbe risolversi all’interno di una sola area politica, il centro-sinistra, o meglio di un solo partito, il Pd? Negli Stati Uniti, il movimento dei Tea Party non pretende di dettare la linea al Partito democratico. Gli basta condizionare …

“Troppo rigore uccide il malato”, di Adriana Cerretelli

Spread in discesa, euro in rimonta sul dollaro. Sui mercati globali sembra tornato l’ottimismo sul futuro del l’eurozona dopo il complesso e sospiratissimo accordo della settimana scorsa sul debito greco e il via libera del Bundestag, dopo l’intesa, non meno sospirata, per sbloccare gli aiuti europei alle disastrate banche spagnole e dopo l’avvio dei negoziati per mettere una pezza anche all’emergenza Cipro. In margine all’ennesima riunione dei ministri finanziari, ieri a Bruxelles si respirava un’aria un po’ più rilassata, la voglia di sperare finalmente nel principio della fine di una tormenta che da tre anni non dà tregua. Distensione legittima e perciò destinata a durare nel tempo oppure solo una breve pausa felice nell’impervia dinamica di una crisi che non passa, perché non sono risolte le cause che l’hanno generata? I segnali positivi ci sono ma il fuoco continua a covare sotto le ceneri. In breve, il riposo del guerriero deve attendere. E nessuno in Europa può illudersi di potersi sedere sugli allori. Al contrario, sono molte le trappole in cui la crisi potrebbe tornare …

“Troppi soprannumeri, niente assunzioni”, di Carlo Forte

Gli esuberi del personale docente mettono in stand by le immissioni in ruolo del personale Ata. E rallentano anche quelle dei docenti precari. Perché per ogni docente in esubero da ricollocare il ministero dell’economia preclude una immissione in ruoto. Anche se i posti da utilizzare per i docenti da ricollocare sono diversi da quelli che occupavano prima di andare in esubero. Per tentare di sbrogliare la matassa, il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha messo in piedi un apposito tavolo negoziale. La prima riunione si è tenuta mercoledì scorso, presenti i sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda-Unams e i vertici del ministero dell’istruzione, della Funzione pubblica e dell’Aran. Nel corso dell’incontro è emerso che il primo nodo da sciogliere riguarda le immissioni in ruolo del personale Ata sui posti che non sono stati occupati dai docenti inidonei. Sebbene il demansionamento fosse stato previsto su base volontaria, e quindi non tutti i posti siano stati coperti, il ministero dell’economia non ne vuole sapere di dare l’ok per disporre immissioni in ruolo …

“Acciaio, la crisi non è solo Ilva”, di Cinzia Penelope

Non solo Taranto, non solo Ilva. Allargando l’obiettivo dal focus centrale di questi giorni, il quadro complessivo della siderurgia italiana appare molto vicino a un cumulo di macerie. Il caso Ilva, naturalmente, è l’epicentro del disastro: secondo le stime di Federacciai, un eventuale chiusura dell’impianto pugliese porterebbe un danno economico pari a circa 8 miliardi annui, tra cassa integrazione, maggiori costi di approvvigionamento, ecc. A cui si dovrebbe aggiungere, secondo altre stime, un impatto negativo sull’economia pari alla perdita di punto di Pil all’anno. L’Ilva, infatti, con i suoi otto milioni di tonnellate di acciaio prodotte annualmente, e’ anche il principale fornitore dei grandi gruppi industriali dell’auto (Fiat, ma anche Bmw e Peugeot), del settore elettrodomestici, delle costruzioni, dell’impiantistica ecc. Poi c’è tutta la parte legata al commercio di prodotti piani, che compra lamiere e coils da Ilva per approvvigionare artigiani e piccole aziende. Secondo Federacciai, la struttura industriale nazionale utilizza due terzi della produzione complessiva dell’Ilva, per circa 5 milioni di tonnellate; se venissero a mancare, le imprese sarebbero costrette ad approvvigionarsi all’estero, con …

“Più libri, meno cellulari la ricetta per salvare il futuro dei nostri ragazzi”, di Concita De Gregorio

Di futuro parlano tutti. Che non è più quello di una volta, che non c’è eppure è lì che stiamo andando ma insomma poi di cosa parliamo davvero quando diciamo: futuro? Parliamo di dieci milioni e duecentomila persone, in concreto. Persone piccole, che hanno meno di dieci anni, e persone giovani, che ne hanno meno di 18. Dieci milioni e duecentomila bambini e ragazzi che il rapporto 2012 sull’infanzia italiana di Save the Children descrive così: dieci volte più scoraggiati che in Grecia eppure più bravi a scuola che in Germania, impareggiabili scalatori di condizioni avverse. Senza l’opportunità di aprire un libro, andare al cinema, allenarsi in uno sport, connettersi ad Internet: più di 300 mila di loro in specie da Napoli in giù. Gli stessi, però, tutti col telefonino a 6 anni. Disconnessi, una parte, e iperconnessi, un’altra metà. Davanti al computer ogni giorno, entrambi i genitori assenti da casa. Appassionati di saghe senza adulti, come in “Gone” di Michael Grant, giochi film e fumetti dove i bambini sono orfani, non hanno memoria del …