Tutti gli articoli relativi a: attualità

De Mauro: “L’Italia è in ritardo e nessuno se ne preoccupa”, di Anna Masera

Il professor Tullio De Mauro ( www.tulliodemauro.it ), linguista con un’intensa seppur breve esperienza di ministro dell’Istruzione (durata 13 mesi), ha molto da dire sulla cultura e la scuola nell’era digitale. Lo contattiamo via email all’Università di Roma chiedendogli di intervistarlo e risponde subito. Chiede domande scritte e quando per problemi di connessione, che attribuisce a un server poco affidabile, non riesce ad inviare ed è costretto a rispondere a voce, chiede di poter dettare parola per parola («Un tempo avevate i dimafonisti»), svelando una certa sfiducia verso il mestiere del giornalista. Dall’alto dei suoi 80 anni e del suo pedigree, ha la nostra totale disponibilità. Ricostruisce a braccio le risposte che sono andate perse. E a noi sembra di tornare sui banchi delle elementari nell’ora del dettato. Professore, gli italiani possono partecipare alla rivoluzione digitale? «Purtroppo poco e male. L’uso della Rete presuppone le capacità almeno elementari di lettura, scrittura e calcolo. Due indagini del 2000 e del 2006 dicono che siamo messi molto male. Classi dirigenti pensose delle sorti del nostro Paese dovrebbero …

“Se fanno festa anche gli sconfitti”, di Michele Serra

Matteo Renzi ha celebrato la sua sconfitta con un elogio della politica di grande livello retorico, decisamente emozionante. Emozionante non solo per il Comitato dei Ragazzi che lo ha sostenuto, ma per almeno un paio di generazioni precedenti la sua. Non Bersani, e nemmeno “i vecchi apparati di partito” che sono stati il convitato di pietra dello scontro elettorale, erano l’avversario evocato dal giovane leader toscano: semmai il cinismo, il disincanto, la stanchezza, il sentimento di resa di fronte alla malapolitica, il chiamarsi fuori delle giovani generazioni. Da oggi in poi — ha detto in sostanza Renzi — sarà più facile, per un trentenne, non solamente in politica, ma anche nella vita economica e sociale, lanciare la sua sfida, smetterla di lamentarsi e provare a cambiare la propria vita e quella degli altri. La doppia festa (Roma e Firenze, Bersani e Renzi) che ha coronato la domenica del ballottaggio lascia aperte molte strade, non tutte facili, al futuro del centrosinistra, ma chiude senza asprezza, senza grevi lasciti polemici una contesa comunque dura, e sostanziosa, tra …

“Cambiare l’Italia è possibile”, di Claudio Sardo

Pier Luigi Bersani ha vinto le primarie, e ora è il candidato premier del centrosinistra. Un grande evento democratico, di cui sono stati protagonisti oltre tre milioni di cittadini, ha cambiato la politica nazionale e acceso la speranza di una nuova stagione. È stata la vittoria di chi pensa che l’Italia possa uscire dall’emergenza, compresa quella del governo tecnico. È stata la vittoria del coraggio di Bersani, che ha messo in gioco se stesso e il suo partito per fare primarie aperte: e dalle urne è uscito con una legittimazione più forte e popolare, anzi con la responsabilità ormai di guardare al Paese, che chiede nuovo sviluppo, equità sociale e una leadership capace di includere in un progetto innovativo tutte le forze che vogliono mantenere l’Italia nella serie A del mondo. È un compito che somiglia a quello dei leader ricostruttoridel dopoguerra. E che avrà bisogno del sostegno di un partito forte, radicato nella società. Quel partito che ha tratto un enorme beneficio dalla fatica democratica delle primarie, smentendo quella contrapposizione con la società civile …

“Un leader forte”, di Massimo Giannini

«Se facciamo le cose per bene non ci ammazza più nessuno», aveva detto Bersani all’inizio di questa avventura rischiosa e «strepitosa». Non tutto è andato alla perfezione, nel ruvido duello per la premiership del centrosinistra. La rissa sulle regole è stata rancorosa, e a tratti indecorosa. Ma adesso che ha stravinto, per il segretario del Pd comincia un’altra vita. La più dura. Quella che lo può portare da Largo del Nazareno a Palazzo Chigi. Da queste primarie esce un leader forte, legittimato dal voto di tre milioni di italiani che credono nella democrazia e chiedono buona politica. Un leader che ottiene un quasi plebiscito e prevale nel fuoco di una battaglia finalmente vera, dove al contrario delle vecchie primarie di Prodi l’esito è stato davvero incerto e l’offerta è stata davvero plurale. Da queste primarie esce un partito nuovo, già cambiato nell’articolazione interna e nella proiezione esterna. Un partito che si è scopre aperto, scalabile e comunque contendibile, dove al contrario della tradizione Ds-Pds-Pci non funzionano più i veti incrociati dalemianveltroniani né i blocchi imposti …

“Un bimbo su 4 ha genitori non sposati”, di R. G.

La famiglia sta cambiando. Tanto che anche le normative si stanno adeguando, come dimostra la legge appena varata che parifica i diritti dei figli nati al di fuori del matrimonio con quelli fin qui detti «legittimi». Anche se ci vorrà ancora tempo perché abbia effetti e ricadute su successioni ereditarie e altro. Il ministro Andrea Riccardi ha formato una commissione ad hoc, guidata dal professor Cesare Massimo Bianca, che metterà ordine su tutte le singole questioni, dalle donazioni ai fini dell’eredità. E serviranno poi decreti applicativi su questioni come riconoscimento e disconoscimento dei figli o adottabilità. Ma quanti sono questi bambini nati da coppie non sposate? All’Istat dicono che sono ormai oltre il 20 per cento dei nati ogni anno. In sostanza un bambino su quattro. Le coppie non sposate in Italia sono intorno al mezzo milione quelle con figli, un milione circa il totale delle coppie non coniugate. Ma quasi raddoppiate negli ultimi anni. La classificazione è complicata dal fatto che in molti casi si tratta di «matrimoni tardivi». Una sorta di lunga attesa …

“Bersani: da lunedì una grande squadra”, di Simone Collini

Le diplomazie si mettono al lavoro la notte tra venerdì e sabato, dopo che il comitato di Matteo Renzi aveva denunciato «brogli» e quello di Pier Luigi Bersani aveva lanciato il monito a non «sabotare» le primarie. Attenzione che qui la vicenda sta scappando di mano, è l’allarme. Ancora un incontro a quattro all’alba (due per parte), in un bar del centro di Roma, per spiegare ognuno le proprie ragioni e poi, a metà mattinata, l’accordo viene siglato direttamente dal sindaco di Firenze e dal segretario del Pd via sms: giù i toni nell’ultimo giorno di campagna. Prima, poco dopo lo scambio di messaggini, parte il tweet di Renzi con l’offerta di un caffé insieme a Milano e di un appello congiunto alla serenità. Ma soprattutto, arriva la frase che vogliono sentire nel fronte pro-Bersani: «Se perdo non parlerò di brogli». E poi c’è la risposta di Bersani. Non quella sul caffé insieme («per problemi logistici oggi è impossibile ma ci sarà sicuramente tempo per un pranzo, dopo»). Ma questa, che aspettano di sentire nel …

“I fondi per la cassa integrazione dei Piccoli? Finiranno in primavera”, di Lorenzo Salvia

L’anno prossimo l’economia tornerà a girare, avremo meno aziende in crisi e meno lavoratori a casa. Chi lo dice? Nessuno in effetti, non così almeno. Eppure questo si dovrebbe pensare dopo aver confrontato i soldi per la cassa integrazione in deroga stanziati per il 2013 con quelli che prevediamo di spendere quest’anno e che abbiamo speso l’anno scorso. Al momento, per il 2013, lo strumento con cui lo Stato aiuta soprattutto le piccole aziende in crisi e i suoi lavoratori, che non hanno accesso alla cassa ordinaria e straordinaria, ha una dotazione complessiva di 970 milioni di euro. In realtà i soldi utilizzabili sono anche meno perché da questa somma sono già stati dirottati fondi ad altre destinazioni. Cambia poco, in ogni caso, perché la differenza è di quelle macro. L’anno scorso, considerando anche i soldi messi a disposizione dalle Regioni, abbiamo speso per la cassa in deroga 1,7 miliardi di euro, quest’anno si prevede di sfondare la soglia dei 2 miliardi. Avremo la metà dei fondi ma nulla lascia pensare che, per l’economia, le …