Tutti gli articoli relativi a: attualità

“L’assurdità delle ricongiunzioni previdenziali”, di Cesare Damiano e Marialuisa Gnecchi

Dopo la votazione della legge di stabilità alla Camera che ha consentito di fare un passo avanti, anche se non risolutivo, sul tema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni, la nostra battaglia sulla previdenza deve continuare. Tra gli argomenti che vanno tenuti in evidenza, quello delle ricongiunzioni dei contributi per poter avere un’unica pensione, è più che mai all’ordine del giorno. Il problema nasce da un vero e proprio errore compiuto nel 2010, al tempo del governo Berlusconi. Occorre una breve spiegazione: nel 2009 è stata innalzata l’età pensionabile di vecchiaia delle donne del pubblico impiego a 65 anni lasciando inalterata a 60 anni l’età di pensionamento delle lavoratrici dei settori privati. Per impedire che, attraverso la ricongiunzione gratuita dei contributi, le donne iscritte all’Inpdap potessero trasferire i contributi all’Inps utilizzando in questo modo la possibilità di andare in pensione in modo anticipato, il governo varò una norma restrittiva. Si tratta dell’articolo 12 della legge 122 del 2010 che ha abrogato: tutte le norme che consentivano la costituzione della posizione …

“Violenza sulle Donne: l’ipocrisia delle parole”, di Paolo Di Stefano

Il risalto dato dall’informazione alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne non è riuscito a dissipare un vago senso di ipocrisia. Il messaggio era chiaro e nobilissimo ma, diciamo la verità, l’uomo rimane padrone anche nelle nostre parole. Diciamo la verità. Il (giusto) risalto dato dai giornali, dalle televisioni e dal web alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si è celebrata ieri con manifestazioni ovunque, non è riuscito a dissipare un vago senso di ipocrisia. Il messaggio era chiaro e nobilissimo: è infame che un numero enorme di donne, giovani o adulte, italiane o straniere, vengano uccise, torturate, malmenate dagli uomini, spesso compagni, mariti, fidanzati, amanti, ex amanti respinti, padri, fratelli. «Femminicidio» è la parola coniata per definire un crimine diffusissimo che un tempo non aveva neanche un nome (un vocabolo talmente nuovo che ancora oggi viene segnalato da Word con una sottolineatura rossa). Dunque, perché ipocrisia? Perché passato il 25 novembre, la cultura e le parole che esprimono le violenze perpetrate dagli uomini sulle donne rimarranno quelle di sempre. L’omicidio …

«Tecnicamente la scuola fallisce» Intervista a Benedetto Vertecchi

Questo sistema educativo produce frantumazione sociale, prevale una logica aziendale che ci riporta indietro di decenni». Il professor Benedetto Vertecchi, come qualunque autorità della pedagogia sperimentale dotata di una prospettiva storica non sclerotizzata sul presente – insegna all’Università Roma Tre – è sempre «contento» quando gli studenti protestano. «Ma se manca la politica, non si va da nessuna parte».Il suo è un giudizio sul governo Monti? Semplice. La Gelmini non aveva la più pallida idea di cosa fosse la scuola, e il ministro Profumo, che una certa idea dovrebbe averla visto che si spaccia per un «tecnico» e ha fatto pure il professore, dimostra di non sapere cosa significa sviluppare un sistema scolastico che è sull’orlo del fallimento. Al massimo si limita a bombardarci di luoghi comuni. Quali? Spacciano la tecnologia come fosse la palingenesi della scuola, per esempio. Mentre altri paesi si stanno interrogando sull’invasività di internet nella vita dei ragazzi, ad uso e consumo delle grandi aziende, noi enfatizziamo un uso delle tecnologie che non ha niente a che vedere con la cultura. …

“La produttività dell’operaio”, di Bruno Ugolini

Tra i titoli inneggianti al recente accordo sulla produttività, uno, apparso sul Sole 24, diceva: «In busta paga fino a 850 euro in più». Un bella sommetta e un lettore distratto poteva arguire che la Cgil, non firmando, è ammattita. Quell’aumento salariale (annuo) a dire il vero, potrebbe essere riservato non a tutti, bensì a un livello salariale particolare. Una busta paga da pescare all’interno di una minoranza del mondo del lavoro. Sono i circa due milioni di donne e uomini che lavorano in fabbriche dove nel passato si sono potuti conquistare accordi aziendali. È possibile che il considerevole incentivo deciso dal governo allarghi questa platea anche se il fenomeno non può che essere bilanciato dalle aziende colpite dalla crisi e che chiudono o vanno in cassa integrazione, E resta il fatto che altri 16 milioni di lavoratori restano esclusi da questa scommessa. Per non parlare dell’esercito dei precari che pure sono un anello del sistema produttivo. Per loro niente incentivo fiscale. Quel che però ha più preoccupato la Cgil è constatare che questa scelta …

“Imposimato: Caro Polillo “Quota 96” ha ragione e voi torto, marcio”, da La Tecnica della Scuola

Il prof Ferdinando Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, scrive al sottosegretario Polillo sulla evidente ingiustizia perpetrata ai danni del personale della scuola bloccato dalla riforma Fonero sulle pensioni. Un errore tecnico e uno strafalcione gravissimi e insensati. Al signor Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze prof Gianfranco Polillo Gentile e caro sottosegretario prof Gianfranco Polillo, sono l’ex senatore Ferdinando Imposimato . Ho avuto il privilegio di conoscerLa alcuni anni fa ed ho apprezzato molto la Sua onestà e competenza professionale. Recentemente Lei mi ha autorizzato a rivolgermi alla Sua persona per questioni di interesse generale. Ed è quello che faccio, scrivendole questa lettera. Mi rivolgo alla Sua cortesia e sensibilità per segnalare una grave ingiustizia, di cui Lei non è responsabile ma che purtroppo è addebitabile ad altro Ministero. Tale ingiustizia mi è stata segnalata dal segretario del Comitato Civico «Quota 96», costituito lo scorso marzo per denunciare un ‘errore tecnico’ della ‘Riforma Fornero’, errore che ha comportato gravissime conseguenze per circa tremila lavoratori del Comparto Scuola (fra …

“Diffamazione una legge sbagliata”, di Stefano Rodotà

Nata malissimo, la vicenda della nuova legge sulla diffamazione rischia di finire ancor peggio. Non era imprevedibile. Si erano subito sommati due pessimi modi di legiferare. La triste abitudine italiana alle leggi ad personam (non a caso si parla di “legge Sallusti”) e un modo di produrre il diritto contro il quale i giudici inglesi avevano messo in guardia fin dall’800, riassunto nella formula “hard cases make bad law” – dunque il rischio di una risposta legislativa distorta perché ritagliata su una situazione eccezionale o estrema. Si potrebbe aggiungere un detto tratto dalla saggezza popolare: “La fretta è cattiva consigliera”. Una fretta, però, che al Senato è stata deliberatamente usata per cercare di imporre soluzioni inaccettabili, sfruttando come pretesto l’urgenza legata alla volontà di impedire che Alessandro Sallusti finisca in carcere. L’ultimo episodio di questa brutta storia è rappresentato dalla approvazione di una norma chiamata “salva direttori”, un emendamento proposto dallo stesso presidente della commissione Giustizia, che esclude appunto il carcere per direttori e vice-direttori, ma lo mantiene per gli altri giornalisti. Si è cercato …

“La migliore risposta all’antipolitica”, di Federico Geremicca

Oltre tre milioni e mezzo di cittadini pazientemente in fila per votare, decine di migliaia di volontari ai seggi, altre migliaia nei comitati elettorali dei diversi candidati, spalmati da Nord a Sud lungo tutto il Paese. Le primarie del centrosinistra sono state prima di tutto questo una boccata d’ossigeno e quasi un’assicurazione sulla vita per il sistema-Italia nel suo complesso. Non è retorico annotarlo: soprattutto all’indomani del voto siciliano, che ha infranto e superato la barriera del 50 per cento di astensioni. C’è un pezzo di Paese – insomma – che partecipa, vota, resiste e crede ancora che abbia un senso impegnarsi per cambiare. Il dato è sensazionale, gonfio di significati e però – paradossalmente – non è certo piaciuto a tutti. Fa sensazione, ad esempio, la durezza che traspare dalle dichiarazioni di Beppe Grillo, leader del M5S. Ai milioni di cittadini in fila, ha riserva giudizi e commenti stizziti: «L’ennesimo giorno dei morti», «un grottesco viaggio nella follia», «una autocelebrazione di comparse» e via recriminando. A testimonianza, forse, che davvero la partecipazione attiva dei …