Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Quanto vale la luce in fondo al tunnel”, di Eugenio Scalfari

La novità della giornata di ieri è una dichiarazione di Monti del tutto inattesa. Ha raccomandato di non perder tempo a discettare sulla futura “premiership” ma di discutere piuttosto sui contenuti e sulle riforme che si debbono ancora fare fino alle elezioni del prossimo aprile. Ancora una volta questa dichiarazione è in piena concordanza con quella di Mario Draghi nel discorso da lui pronunciato in occasione del compimento di un anno dalla sua nomina alla guida della Bce; anche Draghi ha battuto e ribattuto sul tasto delle riforme che sono a suo parere la sola via per rafforzare l’euro e portare fuori dalla crisi economica sia l’Europa sia l’intero Occidente. La sortita di Monti è diretta ai partiti e all’intera classe dirigente italiana a cominciare dalle forze sociali. Ma a quali partiti in particolare si dirige il premier? L’esortazione a non insistere sul tema della futura “premiership” riguarda soprattutto quelle parti politiche che fanno del Monti-bis un elemento primario della loro campagna elettorale: l’Udc di Casini, Montezemolo e tutti coloro che chiamano a raccolta i …

"Terremoto, dopo lo stop Ue accordo per aiuti all’Emilia" di Marco Mongiello

Bruxelles è arrivato il conto da pagare e tra governi e istituzioni comunitarie è scoppiata una rissa in cui non si guarda più in faccia a nessuno. Ieri Olanda, Finlandia, Germania, Svezia e Gran Bretagna hanno rifiutato di approvare le modifiche al bilancio di quest’anno dell’ Unione europea bloccando, tra le altre cose, i 670 milioni di euro di aiuti già assegnati per il terremoto all’Emilia Romagna e i 180 milioni di euro del programma Erasmus per mandare gli studenti all’estero. La grana è stata rinviata alla riunione dei ministri delle Finanze dei 27 che si terrà martedì, con «l’accordo politico» per salvare i fondi per l’Emilia. Ma la giornata di ieri è stata di fatto il calcio di inizio della più ampia partita sul bilancio europeo per il periodo 2014-2020. Due settimane di negoziati senza esclusioni di colpi che dovrebbero culminare nel vertice dei capi di Stato e di governo del 22-23 novembre. Le dispute sul bilancio, con i relativi negoziati fino a notte fonda, sono un classico dell’Unione europea che va in scena …

“Terremoto, dopo lo stop Ue accordo per aiuti all’Emilia” di Marco Mongiello

Bruxelles è arrivato il conto da pagare e tra governi e istituzioni comunitarie è scoppiata una rissa in cui non si guarda più in faccia a nessuno. Ieri Olanda, Finlandia, Germania, Svezia e Gran Bretagna hanno rifiutato di approvare le modifiche al bilancio di quest’anno dell’ Unione europea bloccando, tra le altre cose, i 670 milioni di euro di aiuti già assegnati per il terremoto all’Emilia Romagna e i 180 milioni di euro del programma Erasmus per mandare gli studenti all’estero. La grana è stata rinviata alla riunione dei ministri delle Finanze dei 27 che si terrà martedì, con «l’accordo politico» per salvare i fondi per l’Emilia. Ma la giornata di ieri è stata di fatto il calcio di inizio della più ampia partita sul bilancio europeo per il periodo 2014-2020. Due settimane di negoziati senza esclusioni di colpi che dovrebbero culminare nel vertice dei capi di Stato e di governo del 22-23 novembre. Le dispute sul bilancio, con i relativi negoziati fino a notte fonda, sono un classico dell’Unione europea che va in scena …

"Braccio di ferro sui tagli alla scuola. In arrivo detrazioni per le famiglie", da lastampa.it

Il piano proposto da Profumo per attuare la spending review non basta a raggiungere i 157 milioni richiesti. Torna a complicarsi la soluzione del nodo scuola, nell’ambito della legge di stabilità: il ministero infatti non ha trovato i tagli da effettuare per compensare l’aumento dell’orario di lavoro dei professori, e questa misura è tornata ad aleggiare, seppur subito smentita dallo stesso ministero. In alternativa il poco allettante taglio lineare a tutte le voci del Dicastero. Se questa partita è tutta interna al governo, la maggioranza sembra aver trovato una soluzione sulla riscrittura della parte fiscale della legge: i relatori dovrebbero presentare un emendamento che aumenta le detrazioni fiscali per figli e coniuge a carico sin dal 2013. Inoltre si avvicina la soluzione per la questione degli esodati. La spending revew, varata a giugno prevedeva dei tagli ai Fondi dell’Istruzioni per 157 milioni euro nel 2013, 172 nel 2014 e 236,7 nel 2015. Servono le misure per attuare le riduzioni, che il ministero aveva identificato nell’aumento dell’orario dei docenti. La misura è stata stralciata dalla legge …

“Braccio di ferro sui tagli alla scuola. In arrivo detrazioni per le famiglie”, da lastampa.it

Il piano proposto da Profumo per attuare la spending review non basta a raggiungere i 157 milioni richiesti. Torna a complicarsi la soluzione del nodo scuola, nell’ambito della legge di stabilità: il ministero infatti non ha trovato i tagli da effettuare per compensare l’aumento dell’orario di lavoro dei professori, e questa misura è tornata ad aleggiare, seppur subito smentita dallo stesso ministero. In alternativa il poco allettante taglio lineare a tutte le voci del Dicastero. Se questa partita è tutta interna al governo, la maggioranza sembra aver trovato una soluzione sulla riscrittura della parte fiscale della legge: i relatori dovrebbero presentare un emendamento che aumenta le detrazioni fiscali per figli e coniuge a carico sin dal 2013. Inoltre si avvicina la soluzione per la questione degli esodati. La spending revew, varata a giugno prevedeva dei tagli ai Fondi dell’Istruzioni per 157 milioni euro nel 2013, 172 nel 2014 e 236,7 nel 2015. Servono le misure per attuare le riduzioni, che il ministero aveva identificato nell’aumento dell’orario dei docenti. La misura è stata stralciata dalla legge …

"Quei trenta giorni che sconvolsero il governo Berlusconi", di Concita De Gregorio

Un anno fa Silvio Berlusconi saliva al Colle per rassegnare le sue dimissioni. Era un sabato, il 12 novembre 2011. Le piazze di Roma erano invase da una moltitudine, un’orchestra di musicisti si era data convegno in piazza del Quirinale per suonare l’Hallelujah di Haendel. Le ministre e le sottosegretarie si erano vestite a lutto, Formigoni faceva le corna alla folla, il ministro Sacconi esibiva il dito medio, Bossi come di consueto diceva vaffanculo. Finiva così non solo una stagione di governo ma un’epoca. La lunga stagione del berlusconismo che nell’arco di quasi un ventennio ha trasformato l’Italia in quella che è diventata. A cronistoria dell’ultimo mese — la lunga vigilia della fine — è molto di più di un epilogo di un’esperienza di governo. Dal diario delle vicende di quei giorni — dalle notizie di politica, economia, cultura, sport, costume — emerge il racconto di un Paese che danza in bilico sul baratro. Le intercettazioni di Lavitola, le gesta di Verdini, il linguaggio dei protagonisti, da Bossi alle olgettine, le vicende in Europa e …

“Quei trenta giorni che sconvolsero il governo Berlusconi”, di Concita De Gregorio

Un anno fa Silvio Berlusconi saliva al Colle per rassegnare le sue dimissioni. Era un sabato, il 12 novembre 2011. Le piazze di Roma erano invase da una moltitudine, un’orchestra di musicisti si era data convegno in piazza del Quirinale per suonare l’Hallelujah di Haendel. Le ministre e le sottosegretarie si erano vestite a lutto, Formigoni faceva le corna alla folla, il ministro Sacconi esibiva il dito medio, Bossi come di consueto diceva vaffanculo. Finiva così non solo una stagione di governo ma un’epoca. La lunga stagione del berlusconismo che nell’arco di quasi un ventennio ha trasformato l’Italia in quella che è diventata. A cronistoria dell’ultimo mese — la lunga vigilia della fine — è molto di più di un epilogo di un’esperienza di governo. Dal diario delle vicende di quei giorni — dalle notizie di politica, economia, cultura, sport, costume — emerge il racconto di un Paese che danza in bilico sul baratro. Le intercettazioni di Lavitola, le gesta di Verdini, il linguaggio dei protagonisti, da Bossi alle olgettine, le vicende in Europa e …