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"Produttività, accordicchi no", di Luigi Mariucci

Sul tema della produttività si sta svolgendo una strana trattativa. A quanto risulta sono oggetto di negoziato tra associazioni di impresa e confederazioni sindacali questioni di grande rilevanza. E cioè: un ulteriore depotenziamento del contratto nazionale, di cui verrebbe messa in discussione la funzione di recupero salariale sull’inflazione, uno spostamento del baricentro contrattuale verso il livello aziendale (quando è noto che la contrattazione si svolge solo in una minoranza di unità produttive), nonché la deroga a un insieme di garanzie disposte dallo Statuto dei lavoratori a partire da quelle in tema di professionalità (cosiddetto de-mansionamento). Che vi sia la necessità di un nuovo patto sociale tra le forze produttive è indubbio: si tratta di uno strumento essenziale, da collegare a coerenti politiche di intervento pubblico, per contrastare la fase recessiva che stiamo attraversando, il basso utilizzo della capacità produttiva potenziale a seguito della caduta della domanda, interna e estera (basti pensare al settore auto) o i differenziali in termini competitivi di costi strutturali, a partire dalla energia e dal rispetto dei vincoli ambientali (si veda …

“Produttività, accordicchi no”, di Luigi Mariucci

Sul tema della produttività si sta svolgendo una strana trattativa. A quanto risulta sono oggetto di negoziato tra associazioni di impresa e confederazioni sindacali questioni di grande rilevanza. E cioè: un ulteriore depotenziamento del contratto nazionale, di cui verrebbe messa in discussione la funzione di recupero salariale sull’inflazione, uno spostamento del baricentro contrattuale verso il livello aziendale (quando è noto che la contrattazione si svolge solo in una minoranza di unità produttive), nonché la deroga a un insieme di garanzie disposte dallo Statuto dei lavoratori a partire da quelle in tema di professionalità (cosiddetto de-mansionamento). Che vi sia la necessità di un nuovo patto sociale tra le forze produttive è indubbio: si tratta di uno strumento essenziale, da collegare a coerenti politiche di intervento pubblico, per contrastare la fase recessiva che stiamo attraversando, il basso utilizzo della capacità produttiva potenziale a seguito della caduta della domanda, interna e estera (basti pensare al settore auto) o i differenziali in termini competitivi di costi strutturali, a partire dalla energia e dal rispetto dei vincoli ambientali (si veda …

"Le lacrime del Presidente", di Vittorio Zucconi

Piangi, Presidente, piangi pure. Il sentiero delle lacrime che bagnano ormai la vita pubblica nelle democrazie porta alla mano che Barack Obama usa per asciugarsi gli occhi e dare l’addio alla propria vita di candidato. Ha pianto per gratitudine, per orgoglio, per gioia per la caduta di tensione e per la stanchezza mortale davanti ai militanti della “Obama Campaign”, i giovani che a Chicago gli hanno regalato in cambio di pizze fredde e cisterne di caffè micidiale, mesi della propria vita per organizzare la sua vittoria sul terreno, pronti a dare il cuore. A volte, letteralmente, come quell’Alex Okrent che morì di infarto a 29 anni proprio lì dove Obama ha pianto, cinque mesi or sono, senza poter vedere il risultato del proprio sacrificio. Quando il vecchio-nuovo presidente degli Stati Uniti, successore di sé stesso, aveva cominciato a parlare davanti a supporter anche più esausti di lui, era sembrato che la sua voce baritonale scesa di un’ottava fosse il prodotto della fatica, delle notti bianche, dei discorsi urlati fino alle ultime ore. «Il cerchio del …

“Le lacrime del Presidente”, di Vittorio Zucconi

Piangi, Presidente, piangi pure. Il sentiero delle lacrime che bagnano ormai la vita pubblica nelle democrazie porta alla mano che Barack Obama usa per asciugarsi gli occhi e dare l’addio alla propria vita di candidato. Ha pianto per gratitudine, per orgoglio, per gioia per la caduta di tensione e per la stanchezza mortale davanti ai militanti della “Obama Campaign”, i giovani che a Chicago gli hanno regalato in cambio di pizze fredde e cisterne di caffè micidiale, mesi della propria vita per organizzare la sua vittoria sul terreno, pronti a dare il cuore. A volte, letteralmente, come quell’Alex Okrent che morì di infarto a 29 anni proprio lì dove Obama ha pianto, cinque mesi or sono, senza poter vedere il risultato del proprio sacrificio. Quando il vecchio-nuovo presidente degli Stati Uniti, successore di sé stesso, aveva cominciato a parlare davanti a supporter anche più esausti di lui, era sembrato che la sua voce baritonale scesa di un’ottava fosse il prodotto della fatica, delle notti bianche, dei discorsi urlati fino alle ultime ore. «Il cerchio del …

Legge stabilità/Scuola: Ghizzoni (PD), nessun rischio per abrogazione norma 24 ore

“Sull’abrogazione della norma che prevedeva l’aumento dell’orario a 24 ore a parità di salario per gli insegnanti c’è stata una convergenza di tutto l’arco parlamentare e precisi impegni politici, su questo non ci saranno passi indietro. – lo ha dichiarato Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei deputati e relatrice della Legge di Stabilità nella Commissione che presiede, al termine della seduta della Commissione Bilancio – Ma ci aspettiamo, dopo la convergenza unanime che ha portato a formulare emendamenti condivisi e dopo lo sforzo da parte del ministero di trovare coperture adeguate a rispettare i risparmi richiesti dalla Spending Review, uno sforzo da parte dell’esecutivo al fine di non giungere a compiere tagli lineari all’Istruzione. In questi anni la scuola ha già dato il suo contributo consistente, è arrivato il momento che tutti contribuiscano a dare un futuro all’istruzione, anche per uscire dalla crisi.”

“L’Europa scelga il rigore ragionevole”, intervista di Francesco Sforza con Pier Luigi Bersani e Martin Schulz

«Se un giorno mi avessero detto che sarei diventato Cavaliere, proprio io…». Sorride Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo, al pensiero di quando il Cav lo apostrofò con il termine kapo creando incidenti diplomatici a catena e un discreto subbuglio internazionale. Ieri Schulz è andato al Quirinale per ricevere da Giorgio Napolitano l’onorificenza della Gran Croce e ha riservato la mattinata a un lungo incontro con Pierluigi Bersani. Tra i due c’è una conoscenza di lunga data, e spesso durante il colloquio che hanno poi aperto ai giornalisti di due testate, La Stampa e la Faz, si sono scambiati pacche sulle spalle e occhiate di amicizia. Matteo Renzi? «Non lo conosco – ci preciserà Schulz al termine dell’incontro –. Forse l’ho incrociato una volta durante un passaggio a Firenze, ma niente di ufficiale». Obama vince le elezioni in America, Merkel va a Bruxelles a richiamare il Parlamento sulla necessità di armonizzare le politiche fiscali e di bilancio, e la Grecia nel frattempo sperimenta un vero e proprio inferno sociale. L’urgenza di riflettere su un futuro …

Il muro 9 novembre 1989 – Per la caduta del muro di Berlino. Per la caduta di tutti i muri

“Il muro è il più spaventoso strumento di violenza esistente. Non si è mai evoluto, perché è nato già perfetto. E ti accorgi di tutta la sua potenza soltanto quando vedi un muro in funzione. Perché non tutti i muri funzionano; quelli che incontriamo nella vita di tutti i giorni, ad esempio, non sono veri muri. Sono interrotti, oppure hanno delle porte, insomma si possono in qualche modo aggirare o attraversare. È come se fossero degli ordigni disinnescati. Dei muri a salve. Quelli che stanno lí dentro no. Funzionano. E bene. Non c’è niente che ti uccide come un muro. Il muro fa il paio con delle ossessioni interne, cose umane, antiche quanto la paura. Nonostante le apparenze, il muro non è fatto per agire sul tuo corpo; se non lo tocchi tu, lui non ti tocca. È concepito per agire sulla coscienza. Perché il muro non è una cosa che fa male; è un’idea che fa male. Ti distrugge senza nemmeno sfiorarti”. Sandro Bonvissuto, Dentro (2012) ***** Molte barriere hanno separato e separano ancora …