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“Non c’è mai stata nessuna riforma del mercato del lavoro”, di Roberto Ciccarelli

Per Chiara Saraceno, sociologa del lavoro esperta di sistemi di welfare e politiche della famiglia, il record della disoccupazione giovanile al 35,1% dimostra che «non è vero che chi non prosegue gli studi ha maggiori chance di trovare un lavoro rispetto a chi sceglie di proseguire gli studi. Sia che vadano a lavorare subito, sia che restino all’università, entrando più tardi sul mercato con una qualifica più elevata, questi ragazzi affrontano lo stesso problema: in Italia la domanda di lavoro è scarsa». Come giudica la riforma dell’apprendistato proposta dal ministro Fornero? Direi che è benvenuta, anche perchè in Italia l’apprendistato non ha funzionato bene. Quello che non mi convince è che è stata proposta come la soluzione alla disoccupazione giovanile. In realtà, questa categoria comprende i giovani fino a 26 anni, cioè soggetti che non sono più quelli che rientrano nell’apprendistato. E poi, per parlare seriamente di apprendistato, sarebbero necessarie imprese che lo utilizzino, cosa che invece non accade perchè le imprese italiane preferiscono forme di precariato più leggere e meno responsabilizzanti. Ciò non toglie …

"Grillo e Di Pietro, il mito infranto del partito degli onesti", di Michele Brambilla

Dunque la stagione politica di Di Pietro pare giunta al capolinea: è stato per anni il leader della protesta, ora al massimo diventerà un grillino di complemento. Non è la prima volta che un integerrimo trova qualcuno più integerrimo di lui: accadde anche a Robespierre, e parabole del genere le ha raccontate benissimo perfino Alberto Sordi con i suoi film, dal «Vigile» al «Moralista». Non stupiscono quindi né la cancellazione del nome dal simbolo del partito (quante icone, in politica, sono diventate all’improvviso motivo di imbarazzo), né la probabile dissoluzione della stessa Italia dei Valori. A stupire, piuttosto, è la reazione, diciamo così, «garantista», dell’intero fronte, diciamo così, «giustizialista». Di Pietro è difeso a sciabola sfoderata sia dal «Fatto quotidiano» sia da Beppe Grillo, il quale l’ha addirittura proposto per il Quirinale. «Certamente meglio lui, uomo onesto, di Napolitano, il peggior presidente che abbiamo avuto», ha detto più o meno il comico e nuotatore genovese, e basterebbe questo per far capire di chi e di che cosa stiamo parlando. Comunque. Perché chi è sempre stato …

“Grillo e Di Pietro, il mito infranto del partito degli onesti”, di Michele Brambilla

Dunque la stagione politica di Di Pietro pare giunta al capolinea: è stato per anni il leader della protesta, ora al massimo diventerà un grillino di complemento. Non è la prima volta che un integerrimo trova qualcuno più integerrimo di lui: accadde anche a Robespierre, e parabole del genere le ha raccontate benissimo perfino Alberto Sordi con i suoi film, dal «Vigile» al «Moralista». Non stupiscono quindi né la cancellazione del nome dal simbolo del partito (quante icone, in politica, sono diventate all’improvviso motivo di imbarazzo), né la probabile dissoluzione della stessa Italia dei Valori. A stupire, piuttosto, è la reazione, diciamo così, «garantista», dell’intero fronte, diciamo così, «giustizialista». Di Pietro è difeso a sciabola sfoderata sia dal «Fatto quotidiano» sia da Beppe Grillo, il quale l’ha addirittura proposto per il Quirinale. «Certamente meglio lui, uomo onesto, di Napolitano, il peggior presidente che abbiamo avuto», ha detto più o meno il comico e nuotatore genovese, e basterebbe questo per far capire di chi e di che cosa stiamo parlando. Comunque. Perché chi è sempre stato …

Fiat e i 19 lavoratori di Pomigliano. L'atteggiamento di Marchionne è inaccettabile

Fassina: E’ gravissima la ritorsione di Fiat-Chrysler su 19 lavoratori assunti a Fabbrica Italia Pomigliano in risposta alla condanna per discriminazione sindacale. Dopo la raccolta di firme avviata nei giorni scorsi tra i lavoratori dello stabilimento campano contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma, l’azienda continua a alimentare la guerra tra i lavoratori”. L’atteggiamento di Sergio Marchionne sulla vicenda dei 19 operai di Pomigliano messi in mobilità è “inaccettabile perché urta la sensibilità di tutti, persino sul piano morale”. Lo afferma, in una intervista a L’Unità, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “Se hai commesso un errore o se ti viene riconosciuta una colpa, perché questo è il giudizio espresso dalla Corte, non puoi farla pagare ad altri”, conclude Bersani. “Quello che avviene a Pomigliano è terribile e inaccettabile”. Lo afferma Rosy Bindi presidente dell’Assemblea nazionale del PD e vicepresidente della Camera. “La Fiat – rileva – ha messo in atto una vera e propria rappresaglia sindacale: operai riassunti per legge contro operai licenziati. Sarebbe questa la modernità che insegue un’azienda che è …

Fiat e i 19 lavoratori di Pomigliano. L’atteggiamento di Marchionne è inaccettabile

Fassina: E’ gravissima la ritorsione di Fiat-Chrysler su 19 lavoratori assunti a Fabbrica Italia Pomigliano in risposta alla condanna per discriminazione sindacale. Dopo la raccolta di firme avviata nei giorni scorsi tra i lavoratori dello stabilimento campano contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma, l’azienda continua a alimentare la guerra tra i lavoratori”. L’atteggiamento di Sergio Marchionne sulla vicenda dei 19 operai di Pomigliano messi in mobilità è “inaccettabile perché urta la sensibilità di tutti, persino sul piano morale”. Lo afferma, in una intervista a L’Unità, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. “Se hai commesso un errore o se ti viene riconosciuta una colpa, perché questo è il giudizio espresso dalla Corte, non puoi farla pagare ad altri”, conclude Bersani. “Quello che avviene a Pomigliano è terribile e inaccettabile”. Lo afferma Rosy Bindi presidente dell’Assemblea nazionale del PD e vicepresidente della Camera. “La Fiat – rileva – ha messo in atto una vera e propria rappresaglia sindacale: operai riassunti per legge contro operai licenziati. Sarebbe questa la modernità che insegue un’azienda che è …

"Come ostaggi di guerra", di Gad Lerner

I diciannove lavoratori di Pomigliano posti ieri in mobilità rappresentano un costo annuo insignificante per la multinazionale dell’auto: meno di quel che guadagna Marchionne in una settimana. Ma vengono sacrificati come ostaggi in una guerra che Fiat ha dichiarato non solo contro il sindacato metalmeccanico col maggior numero di iscritti, ma anche contro la magistratura italiana, cioè lo stato di diritto, e quindi contro le regole condivise della nostra collettività. Possibile che gli azionisti della Fiat, vincolati moralmente da un debito di gratitudine alle istituzioni di questo paese, non avvertano l’esigenza di dissociarsi al più presto da questo diktat che li ricopre di discredito? Ci auguriamo, anche nel loro interesse, che un tale provvedimento senza precedenti, mai concepito neppure ai tempi dei licenziamenti politici per rappresaglia, venga revocato al più presto. E che il ministro Fornero, artefice di una recente modifica dello Statuto dei lavoratori, faccia presente a Marchionne che colpire degli innocenti come ha fatto è inaccettabile da un governo col quale dovrà ridefinire i suoi progetti futuri. Sembrerebbe purtroppo che mettersi dalla parte …

“Come ostaggi di guerra”, di Gad Lerner

I diciannove lavoratori di Pomigliano posti ieri in mobilità rappresentano un costo annuo insignificante per la multinazionale dell’auto: meno di quel che guadagna Marchionne in una settimana. Ma vengono sacrificati come ostaggi in una guerra che Fiat ha dichiarato non solo contro il sindacato metalmeccanico col maggior numero di iscritti, ma anche contro la magistratura italiana, cioè lo stato di diritto, e quindi contro le regole condivise della nostra collettività. Possibile che gli azionisti della Fiat, vincolati moralmente da un debito di gratitudine alle istituzioni di questo paese, non avvertano l’esigenza di dissociarsi al più presto da questo diktat che li ricopre di discredito? Ci auguriamo, anche nel loro interesse, che un tale provvedimento senza precedenti, mai concepito neppure ai tempi dei licenziamenti politici per rappresaglia, venga revocato al più presto. E che il ministro Fornero, artefice di una recente modifica dello Statuto dei lavoratori, faccia presente a Marchionne che colpire degli innocenti come ha fatto è inaccettabile da un governo col quale dovrà ridefinire i suoi progetti futuri. Sembrerebbe purtroppo che mettersi dalla parte …