"Prima si taglia ai disonesti – Patronati Inps", di Giuliano Amato
Se non coinvolgono personaggi famosi, le leggiamo sempre con distrazione le notizie che danno conto di perquisizioni ed arresti effettuati dalle forze dell’ordine per truffe o falsi ai danni di questa o quella istituzione pubblica. In realtà, si tratta sempre di truffe e falsi a nostro danno, perché finisce sempre che c’è di mezzo il danaro dei cittadini, si tratti di imposte o tasse pagate allo Stato o di contributi versati alla previdenza. E allora diamo un’occhiata meno distratta a uno degli ultimi casi di cui abbiamo avuto notizia, quello dell’arresto in Calabria di diecine persone per truffa aggravata e continuata ai danni dell’Inps, realizzata attraverso la costituzione di migliaia di falsi rapporti di lavoro in agricoltura, sui quali poi l’Inps ha pagato le contribuzioni previste ogni anno per i mesi di disoccupazione. All’Inps, e cioè ai suoi contribuenti, la cosa è costata 11 milioni di euro. Ma come è stato possibile? Come si fa a imbrogliare il nostro primo ente previdenziale, costruendo attraverso carte e documenti una realtà che non c’è? E chi ha …
