Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La mala rottamazione", di Barbara Spinelli

Rottamazione, dice il vocabolario, è l’azione che si compie quando si demoliscono oggetti fuori uso: specie automobili. Vengono triturati, per riutilizzare le parti metalliche. A volte, ottieni sconti sulla nuova vettura. Applicata alle persone e al ricambio di dirigenti politici, è una delle parole più maleducate e violente che esistano oggi in Italia. Irottamatori sono fieri di chiamarsi così, e quando l’operazione riesce esibiscono le spoglie del vinto: «La rottamazione comincia a produrre i primi frutti», ripeteva Matteo Renzi, domenica in un’intervista in tv. La lotta per l’avvicendamento ai vertici della politica ha sue ragioni, e lo stile brutale risponde a un’ansia, enorme e autentica, di cambiamento: si vorrebbe azzerare l’esistente, e come nella poesia di Rimbaud ci si professa «assolutamente moderni». È un conflitto legittimo, anche necessario: che va portato alla luce perché nell’ombra degenera o ammutolisce. È il grande merito del sindaco di Firenze, come di Grillo. Impressionante è la campagna di quest’ultimo in Sicilia: lunga, martellante, è rifiuto del mutismo. Da due settimane è nell’isola; nessuno s’era messo per tanto tempo in …

"La resistenza di Orsi il boiardo", di Massimo Riva

Non passa ormai settimana senza che, scavando nelle sentine di Finmeccanica, la magistratura porti alla luce torbide vicende di mala gestione. Ieri è scattato l’arresto di un big dell’azienda, Paolo Pozzessere, già direttore commerciale e ora manager per i rapporti con la Russia. Al tempo stesso un avviso di apertura d’inchiesta è stato notificato all’ex-ministro Claudio Scajola, rinomato nell’Italia intera per essersi fatto comprare una casa a sua insaputa. Nel primo caso l’arresto di Pozzessere nasce dal filone d’indagine che riguarda accordi dell’impresa pubblica con il governo di Panama e che ha già portato in prigione un altro singolare trafficante, quel Valter Lavitola stretto sodale di Berlusconi e negoziatore di affari assai poco limpidi per Finmeccanica. Nel caso di Scajola, invece, i magistrati stanno passando al vaglio accordi tangentizi con il Brasile sui quali l’ex ministro ha protestato la sua innocenza dichiarandosi pronto a farsi interrogare dai giudici anche immediatamente. Reazione apprezzabile nella speranza che, almeno questa volta, sappia dimostrare la sua estraneità senza ricorrere al risibile alibi dell’ignoranza di quel che gli succedeva sotto …

"La resistenza di Orsi il boiardo", di Massimo Riva

Non passa ormai settimana senza che, scavando nelle sentine di Finmeccanica, la magistratura porti alla luce torbide vicende di mala gestione. Ieri è scattato l’arresto di un big dell’azienda, Paolo Pozzessere, già direttore commerciale e ora manager per i rapporti con la Russia. Al tempo stesso un avviso di apertura d’inchiesta è stato notificato all’ex-ministro Claudio Scajola, rinomato nell’Italia intera per essersi fatto comprare una casa a sua insaputa. Nel primo caso l’arresto di Pozzessere nasce dal filone d’indagine che riguarda accordi dell’impresa pubblica con il governo di Panama e che ha già portato in prigione un altro singolare trafficante, quel Valter Lavitola stretto sodale di Berlusconi e negoziatore di affari assai poco limpidi per Finmeccanica. Nel caso di Scajola, invece, i magistrati stanno passando al vaglio accordi tangentizi con il Brasile sui quali l’ex ministro ha protestato la sua innocenza dichiarandosi pronto a farsi interrogare dai giudici anche immediatamente. Reazione apprezzabile nella speranza che, almeno questa volta, sappia dimostrare la sua estraneità senza ricorrere al risibile alibi dell’ignoranza di quel che gli succedeva sotto …

Noi educatori, donne ed uomini della scuola abbiamo deciso di dar vita al “comitato modenese della scuola per Bersani”

Assistiamo stupiti al fuoco di sbarramento contro la candidatura Bersani di tutte le reti televisive e di troppi quotidiani e ci chiediamo il perché di tanta ingerenza partigiana. Crediamo che ciò derivi dai contenuti che il Partito Democratico propone a tutta la coalizione. Il “Patto dei democratici e progressisti: carta d’intenti Italia bene comune”, elaborato coralmente in questi anni dal PD per guidare il paese, è il programma del suo segretario: Bersani, rappresenta una svolta rispetto al neoliberismo imperante ed al consequenziale populismo dilagante, poiché rivendica alla buona politica il compito di regolare una finanziarizzazione spinta della società Si dichiara : L’’Italia ce la farà se ce la faranno gli italiani. (…) Nel senso che da una crisi radicale – dell’economia e della democrazia – non si esce mai come si è entrati. (…) La sfida è spingere quel mutamento verso un progresso e un civismo più solidi, retti, condivisi. (…) c’è una scelta (…). Se credere nelle risorse del Paese o affidarsi alle risorse di uno solo. Se unire le energie disponibili e ripensare …

"Tumori, la strada per prevenire", di Umberto Veronesi

I dati sulla mortalità nella provincia di Taranto diffusi dal ministero della Salute ci impongono una riflessione approfondita, al di là della situazione di drammatica emergenza. La gravità del problema tumore emerge in maniera così evidente da non richiedere quasi sottolineature. Ci sono tuttavia due aspetti che meritano di essere evidenziati. Innanzitutto dovremmo ragionare sui numeri assoluti perché le percentuali – pur chiare e significative – fotografano soltanto una parte della questione. Dall’analisi dei numeri assoluti si può invece definire con maggiore precisione il livello di rischio per il cittadino. In secondo luogo bisognerebbe sforzarsi di non concentrare l’attenzione sui dati della mortalità, anche se sono quelli che ci choccano di piu’ . E’ invece il numero di nuovi casi in un anno, che chiamiamo incidenza, ovvero la frequenza con cui ci si ammala in una determinata zona, il fattore su cui concentrare l’attenzione, perché è dall’esame di questo aspetto che possono nascere le strategie per una migliore prevenzione e una più efficace cura dei tumori. Dal punto di vista della mortalità, l’Italia è un …

"Tumori, la strada per prevenire", di Umberto Veronesi

I dati sulla mortalità nella provincia di Taranto diffusi dal ministero della Salute ci impongono una riflessione approfondita, al di là della situazione di drammatica emergenza. La gravità del problema tumore emerge in maniera così evidente da non richiedere quasi sottolineature. Ci sono tuttavia due aspetti che meritano di essere evidenziati. Innanzitutto dovremmo ragionare sui numeri assoluti perché le percentuali – pur chiare e significative – fotografano soltanto una parte della questione. Dall’analisi dei numeri assoluti si può invece definire con maggiore precisione il livello di rischio per il cittadino. In secondo luogo bisognerebbe sforzarsi di non concentrare l’attenzione sui dati della mortalità, anche se sono quelli che ci choccano di piu’ . E’ invece il numero di nuovi casi in un anno, che chiamiamo incidenza, ovvero la frequenza con cui ci si ammala in una determinata zona, il fattore su cui concentrare l’attenzione, perché è dall’esame di questo aspetto che possono nascere le strategie per una migliore prevenzione e una più efficace cura dei tumori. Dal punto di vista della mortalità, l’Italia è un …

"Processo alla previsione", di Stefano Rodotà

È buona norma, di fronte a sentenze di particolare rilevanza, ricordare che un giudizio adeguato esige la lettura delle motivazioni. Tacere, quindi, fino a quando queste saranno conosciute? Ma la pesante condanna dei componenti della Commissione Grandi Rischi solleva troppi interrogativi. Diventa quindi legittimo cercare di individuare almeno i punti critici intorno ai quali già si è avviata una discussione che richiama i dubbi e le emozioni che accompagnarono subito il terribile terremoto che colpì quella città. La condanna è stata pronunciata per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali, con riferimento al fatto che la Commissione avrebbe dato informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie sulla pericolosità della situazione dopo le scosse che si erano registrate nei mesi precedenti al terremoto del 6 aprile 2009. Il punto chiave, allora, diventa quello delle modalità delle informazioni fornite e del modo in cui queste erano state elaborate. Un processo alla scienza, la porta aperta a qualsiasi ciarlatano che lancia allarmi senza un adeguato fondamento? La risposta è affidata alle motivazioni della sentenza, anche se gli elementi disponibi-li, messi …