Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Brillanti negli studi ma penalizzate sul mercato lavoro: l’identikit delle laureate italiane”, di Alessia Tripodi – Scuola 24 09.03.15

Più brillanti nello studio, ma con meno chance sul mercato del lavoro, soprattutto se hanno figli. Sono le laureate italiane secondo il ritratto tracciato da Almalaurea in occasione dell’8 marzo, che rivela come tra i laureati del 2013 la presenza femminile raggiunga il 60%, con voti medi pari a 103,3 su 110 contro il 101 degli uomini. Mentre sul fronte occupazionale i numeri sono scoraggianti: a un anno dalla tesi magistrale lavora il 52% delle donne contro il 60% degli uomini, un divario che aumenta in modo considerevole per le laureate con prole. E che si riflette anche sulle retribuzioni, più basse del 30 per cento. Più stage, meno lavoro  In base al Rapporto sul Profilo dei laureati italiani, le donne hanno svolto più tirocini e stage riconosciuti dal proprio corso di laurea, il 60% contro il 52% dei maschi (la media nazionale è del 57%); hanno usufruito in maggior misura di borse di studio, 24% delle donne contro il 19% dei maschi la cui attribuzione è condizionata dal profitto negli studi (è il 22% …

“Siamo noi l’America”, di Barack Obama – Corriere della Sera 09.03.15

Pubblichiamo i brani più significativi del discorso che il presidente Usa ha pronunciato sabato a Selma (Alabama) a 50 anni dalla marcia per i diritti degli afroamericani organizzata da Martin Luther King nel 1965 È un raro onore, nella vita, poter seguire l’esempio dei nostri eroi. E John Lewis è uno dei miei eroi. Tuttavia, immagino che quando il giovane John Lewis si svegliò quella mattina di cinquant’anni fa e si avviò verso la Brown Chapel, di certo non pensava all’eroismo. C’erano ragazzi con zaini e sacchi a pelo accorsi da ogni dove. Un dottore spiegava gli effetti dei gas lacrimogeni, mentre i manifestanti scrivevano su un foglietto come contattare i parenti in caso di necessità. L’aria era carica di tensioni, dubbi e timori. I partecipanti cercavano conforto nell’ultimo verso dell’ultimo inno intonato assieme: «Qualunque sarà la prova, Dio ti proteggerà;/ Poggia il capo, se sei stanco, sul Suo petto, Dio ti proteggerà». Ci sono luoghi in cui è stato sancito il destino della nostra nazione. Selma è uno di questi. Un pomeriggio di cinquant’anni …

“Istruzione e formazione femminili sono un moltiplicatore per la crescita”, di Silvia Costa* – Scuola 24 09.03.15

La scolarizzazione femminile ha rappresentato la vera rivoluzione pacifica del Novecento, un secolo che – specie nella seconda parte, ha visto non solo crescere la presenza delle donne nell’educazione, anche come insegnanti, ma anche superare quella maschile. Tre dati per tutti, collegati agli obiettivi di Europa 2020: la dispersione scolastica tra 18 e 24 anni vede le ragazze coinvolte per il 12% e i ragazzi al 16% (obiettivo Ue: 10%); la frequenza delle scuole superiori registra una percentuale di ragazze superiore rispetto ai loro coetanei (addirittura dell’11%, in alcuni Paesi, come in Irlanda ma anche a Malta e in Romania); nelle università gli studenti di vent’anni sono per il 42% femmine e il 30% maschi, e le ragazze rappresentano inoltre il 60% dei laureati. Ma sappiamo che permangono, sia pure in misura diversa, precoci discriminazioni dirette e indirette e aree di segregazione negli studi universitari (discipline scientifico-matematiche), nella formazione professionale e nell’alta istruzione tecnica (le ragazze sono meno presenti nelle competenze legate al TIC, all’energia e all’ambiente). È ancora troppo basso il numero delle giovani …

“Cari uomini dall’ufficio al sesso la parità fa bene anche a voi”, di Sheryl Sandberg e Adam Grant – La Repubblica 08.03.15

E’ facile intuire i vantaggi della parità di genere per le donne: maggiori ruoli di responsabilità, un salario più alto e più aiuto in casa. Gli uomini, dal canto loro, potrebbero temere che il miglioramento della condizione femminile possa peggiorare la propria. La verità, sorprendente, è che la parità è vantaggiosa anche per loro. La presenza di un maggior numero di donne sul posto di lavoro è uno dei fattori che più contribuiscono a formare una squadra di successo. Lo scorso autunno Alibaba, la principale società di e-commerce cinese, è stata quotata in Borsa dopo anni di crescita straordinaria. Stando al suo fondatore, Jack Ma, «uno dei segreti del successo di Alibaba sta nel fatto che qui lavorano molte donne». Le donne rappresentano infatti il 47% dei dipendenti della società e ricoprono il 33% delle posizioni senior. La ricerca sembra dargli ragione. Studi rivelano che in ambito lavorativo le donne apportano nuove conoscenze, competenze e reti relazionali, corrono meno rischi inutili e sono più portate a contribuire in maniera da migliorare i loro team e le loro …

«Senza donne, Italia più ingiusta», Il Sole 24 Ore 08.03.15

Mette da parte la ritualità della festa dell’8 marzo, il bagaglio di frasi scontate e parla con franchezza e semplicità dell’unico dato sostanziale, di come – cioè – alle donne sia affidato un pezzo importante del welfare italiano. «Su di voi grava il peso maggiore della crisi italiana». È tra le prime frasi che pronuncia Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale davanti ai presidenti di Camera e Senato, alle ministre, alle donne che ieri hanno ricevuto i riconoscimenti nell’ambito della tutela ambientale. E cita una ricerca del movimento “WeCan” che racconta di come con la presenza delle donne nei Parlamenti aumenti l’attitudine a produrre leggi, firmare trattati, salvaguardare l’ambiente. Ma è nel quotidiano che il lavoro delle donne assume un senso politico più profondo. «A voi una società non bene organizzata affida il compito fondamentale di provvedere in maniera prevalente all’educazione dei figli e alla cura degli anziani e dei portatori di invalidità». Un welfare al femminile che sopperisce ai deficit organizzativi, agli effetti della crisi economica, appunto. «Lo fate silenziosamente, a volte faticosamente». …

“Gay Talese: non vedremo la fine del razzismo finché ci sarà la nostra generazione”, di Paolo Mastrolilli – La Stampa 07.03.15

«Niente, la mia generazione deve morire. Fino a quando questo non succederà, e non lasceremo il passo ad una più giovane e aperta, il razzismo resterà con noi. Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia: non pensiate di essere diversi voi». Gay Talese c’era, cinquant’anni fa a Selma. Era andato a raccontare la marcia per il New York Times, che adesso lo ha rimandato in Alabama a ripercorrere la storia. «Ma è tutto un gioco, una photo opportunity, un’ipocrisia. Sembra che questo piccolo paese del sud sia la radice del problema, quando invece lo stesso razzismo esiste dentro di noi, ovunque nel paese. Andremo, faremo le parate, e poi torneremo alle nostre vite segregate». Qual è il ricordo più vivo che ha della marcia? «Vedere Martin Luther King combattere una battaglia di cento anni prima». Cioè? «Un premio Nobel per la pace, una figura nota in tutto il mondo, che marciava nel 1965 in Alabama per cercare di affermare gli stessi principi per cui nel 1865 era stata combattuta la Guerra civile. Nulla era …

” L’ Ue contro gli antisemiti”, di Federica Mogherini – La Repubblica 07.03.15

Caro direttore, i nostri padri usciti dall’orrore della Seconda Guerra mondiale e della Shoah, per decenni hanno tenacemente costruito un’Europa nuova, un continente di pace, di rispetto dei diritti, di tutte le religioni. Eppure i valori per cui tanti si sono battuti sono di nuovo in pericolo. E tocca alla nostra generazione ora affrontare una sfida, diventata globale, proprio a quei principi. Gli attentati a Bruxelles, a Parigi e a Copenaghen hanno scosso l’Europa, l’hanno messa di fronte al dovere di agire, di non girare la testadall’altra parte. Siamo davanti a un terrorismo che non conosce confini e ha anzi trovato terreno fertile proprio nel cuore dell’Europa. Sono messi in discussione i valori universali di libertà, di dignità e di rispetto. Sono minacciate le comunità ebraiche e per la prima volta da decenni c’è chi si sente spinto a lasciare il proprio paese per trovare riparo altrove, echi di tempi che credevamo archiviati per sempre. Dietro gli attentati vi è un crescendo di violenza di pensiero, di antisemitismo, un nuovo linguaggio per proseliti di un odio …