Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il satyricon romanesco e l'egemonia di re lanterna", di Franco Cordero

Il Satyricon romanesco offre materia clinica d’alto interesse. Ognuno vede quanto abbia inciso nel costume Re Lanterna: in gusto e sentimento morale i baccanali rutuli fanno pendant alle serate d’Arcore; il genere delle persone presuppone criteri selettivi comuni; vale l’identica massima, che «legalità» sia parola risibile e «politica» significhi affari grassi. Ridotta all’osso, ecco la dottrina berlusconiana: le norme esistono affinché i furbi le eludano, con vantaggi determinanti nella corsa al profitto. Sotto quest’insegna, corrompendo a man salva, s’è fondato l’impero un bagalùn del lüster che altrove batterebbe le fiere, e chiama animali umani molto reperibili. L’Italia controriformista fioriva d’atonia morale, conformismo bigotto, furberie parassitarie: spenta presto l’illusione d’una metamorfosi postfascista, regna fino a sfinirsi una balena democristiana compatibile con la chiesa comunista: l’intuito banditesco craxiano s’incunea tra le due, sviluppando tecnologie del malaffare sotto le quali sopravviene il collasso. Qui salta sulla scena l’antipolitico erede del sistema. Riconosciamogli i talenti: abilissimo nel cogliere e usare i peggiori lati umani, è l’unico demiurgo nella storia d’Italia; nemmeno Mussolini, forte d’un culto ventennale, aveva un tale …

"Decreto sviluppo Napolitano blocca la norma pro-Berlusconi", di Valentina Conte

Salta l’articolo sull’eredità il Colle sfoltisce il testo. Il via libera finale arriverà oggi dal Consiglio dei ministri. Ma il decreto sviluppo bis ne uscirà decisamente “asciugato”. E non solo perché gli articoli scendono da 58 a 38, rispetto alle bozze sin qui circolate, grazie a diversi snellimenti. Quanto piuttosto per un intervento diretto del Quirinale, allarmato da un testo troppo corposo, pieno di norme non del tutto giustificabili con la necessità e urgenza di un decreto legge. Ottenendo, alla fine, lo stralcio del pacchetto Semplificazioni bis, curato dal dicastero della Funzione pubblica, oggi solo esaminato dal governo. E destinato dunque a viaggiare su un binario molto più lento, quello del disegno di legge. Sotto la lente del Colle è finita anche la norma sul “patto di famiglia”, prima inserita nel dl Sviluppo bis, poi cancellata dopo le osservazioni di Napolitano. Una disposizione «richiesta da tutte le categorie per facilitare il passaggio dell’azienda alla prole», anche con la figura di un tutor esterno, si difendono dal dicastero di Passera. Ma che alcuni interpretavano come agevolativa …

"Decreto sviluppo Napolitano blocca la norma pro-Berlusconi", di Valentina Conte

Salta l’articolo sull’eredità il Colle sfoltisce il testo. Il via libera finale arriverà oggi dal Consiglio dei ministri. Ma il decreto sviluppo bis ne uscirà decisamente “asciugato”. E non solo perché gli articoli scendono da 58 a 38, rispetto alle bozze sin qui circolate, grazie a diversi snellimenti. Quanto piuttosto per un intervento diretto del Quirinale, allarmato da un testo troppo corposo, pieno di norme non del tutto giustificabili con la necessità e urgenza di un decreto legge. Ottenendo, alla fine, lo stralcio del pacchetto Semplificazioni bis, curato dal dicastero della Funzione pubblica, oggi solo esaminato dal governo. E destinato dunque a viaggiare su un binario molto più lento, quello del disegno di legge. Sotto la lente del Colle è finita anche la norma sul “patto di famiglia”, prima inserita nel dl Sviluppo bis, poi cancellata dopo le osservazioni di Napolitano. Una disposizione «richiesta da tutte le categorie per facilitare il passaggio dell’azienda alla prole», anche con la figura di un tutor esterno, si difendono dal dicastero di Passera. Ma che alcuni interpretavano come agevolativa …

La lezione del “ragazzo Ingrao”, di Pietro Spataro

Sembra quasi un paradosso, oggi che si parla di rottamazione, ascoltare le parole di un vecchio di 97 anni. Eppure Pietro Ingrao appare sullo schermo come un ragazzo, con la vitalità di chi ha combattuto e ancora oggi si ostina a «volere la luna». Sembra quasi un paradosso, oggi che infuria lo scandalo dei fondi rubati dal Pdl, ascoltare quell’uomo difendere il Parlamento che, dice, è il luogo della rappresentanza politica e non quello dei privilegi. Ingrao sa parlare a noi, sa insinuare i dubbi, riesce a mettere a nudo le nostre debolezze e ci spinge a ritrovare quella passione che è il cuore della democrazia e della politica. La proiezione del film «Non mi avete convinto», alla Camera dei deputati, è stata come una frustata. A seguire il filo di una storia lunga, che è poi la storia di quella straordinaria esperienza che è stato il Pci, erano tantissimi, molti coi capelli bianchi ma anche molti che non avevano nemmeno vent’anni. C’erano Bersani, Fausto Bertinotti, un altro ragazzo di quasi 90 anni come Giovanni …

"L'eterno vuoto delle riforme", di Michele Ainis

C’è un nesso fra la Grande abbuffata dei consiglieri regionali e il sovraffollamento delle carceri? E cos’hanno in comune queste due vicende con la rissa fra politica e giustizia che ci ammorba da vent’anni? In apparenza, nulla: sono pur sempre spine, ma di fiori distinti. E invece no, perché la semina è la stessa, e coincide puntualmente con una riforma sciagurata. Anche se c’è voluto tempo per misurarne gli effetti, anche se ce ne accorgiamo solo adesso, quando il tempo ormai è scaduto. È il caso, innanzitutto, della riforma del Titolo V, battezzata dal centrosinistra nel 2001. Quella che ha trasformato le regioni in altrettanti staterelli, ciascuno in grado di legiferare sull’universo mondo, ciascuno armato d’una politica estera al pari dello Stato sovrano, ciascuno addirittura libero di scegliere la propria forma di governo. Sicché il Molise ha più poteri della California, e i risultati, ahimè, li conosciamo: un’orgia di sprechi e di spreconi. Poi, certo, si può obiettare che la responsabilità è delle persone, non delle istituzioni. Se è per questo, c’è chi pensa che …

"L'eterno vuoto delle riforme", di Michele Ainis

C’è un nesso fra la Grande abbuffata dei consiglieri regionali e il sovraffollamento delle carceri? E cos’hanno in comune queste due vicende con la rissa fra politica e giustizia che ci ammorba da vent’anni? In apparenza, nulla: sono pur sempre spine, ma di fiori distinti. E invece no, perché la semina è la stessa, e coincide puntualmente con una riforma sciagurata. Anche se c’è voluto tempo per misurarne gli effetti, anche se ce ne accorgiamo solo adesso, quando il tempo ormai è scaduto. È il caso, innanzitutto, della riforma del Titolo V, battezzata dal centrosinistra nel 2001. Quella che ha trasformato le regioni in altrettanti staterelli, ciascuno in grado di legiferare sull’universo mondo, ciascuno armato d’una politica estera al pari dello Stato sovrano, ciascuno addirittura libero di scegliere la propria forma di governo. Sicché il Molise ha più poteri della California, e i risultati, ahimè, li conosciamo: un’orgia di sprechi e di spreconi. Poi, certo, si può obiettare che la responsabilità è delle persone, non delle istituzioni. Se è per questo, c’è chi pensa che …

"Non sono tutti uguali. Ma ci vuole più severità", di Vittorio Emiliani

Viene a galla la cattiva politica, l’avidità di una consociazione di “magnaccioni” (Romani ma pure padani), l’inosservanza delle regole, anche minime, l’indifferenza o l’assenza, in più di un caso, delle istituzioni in omaggio alla caricatura egoista del federalismo. Ma paghiamo pure la latitanza di un’opinione pubblica avvertita. La sua rassegnazione davanti al persistere dei cattivi esempi, la estemporaneità dei movimenti, una informazione superficiale e sensazionalista che spesso non discerne e spara nel mucchio. Viene insomma a galla un deficit cronico di democrazia reale. Potevano essere risparmiati all’Italia dei cittadini impegnati che pagano le tasse e ancora fanno politica con spirito di servizio, casi come questo di Francesco Fiorito, capogruppo berlusconiano al Consiglio regionale del Lazio? Poteva venire loro risparmiata una storia che probabilmente ha parecchi risvolti penali, ma che è già inaccettabile per una continua, ostentata, proterva volgarità e indecenza? Credo proprio di sì. Possiamo invertire la rotta se sappiamo individuare mali e rimedi. La democrazia è correzione saggia degli errori. Il decentramento dei poteri e quindi dei finanziamenti è avvenuto allentando i controlli, facendo …