Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il gotha delle riviste scientifiche italiane? 'Barche', 'Suinicoltura', 'Etruria Oggi'…", di Corrado Zunino

La lista pazza delle riviste scientifiche è l’ultimo B-movie girato al ministero dell’Istruzione (e dell’Università e della Ricerca, più appropriatamente nel caso). Dopo i test casuali per il concorso per presidi, i quiz scandalo sui tirocini formativi, il ponderoso dibattito sulla bontà delle mediane dei titoli necessari per accedere al ruolo di commissario universitario, i bandi pecorecci dell’Università di Firenze, ecco le “riviste scientifiche patinate”. Un nuovo cult, un inedito nel mondo. Le riviste scientifiche danno punteggio a chi riesce a pubblicarvi sopra articoli (scientifici), concorrono a far ottenere una cattedra, aiutano a inclinare i finanziamenti verso i singoli atenei. Dopo anni di mucchio selvaggio in cui ci si affidava – di fatto – alle “autocertificazioni” dei ricercatori e dei professori che inserivano nel grande archivio Cineca i loro lavori e alle singole valutazioni delle singole commissioni d’esame, l’Anvur, che è l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca, ha provato a fare il primo censimento delle riviste. Si è affidata a una commissione esterna (28 membri, un centinaio di esperti coinvolti) e …

"Ricostruire la scuola a partire dal sud", di Fabrizio Dacrema

Con l’abituale disattenzione riservata alle azioni positive, prende avvio in questi giorni in quattro regioni del mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) un importante piano di investimenti in grado non solo di rilanciare la scuola del sud, ma di mettere a punto modelli di intervento generalizzabili e utili per ricostruire il sistema formativo pubblico italiano dopo l’azione demolitiva del ciclone Tremonti/Gelmini. Si tratta dell’intelligente operazione del Ministro Barca che ha riprogrammato i fondi europei, non spesi e a rischio di essere perduti, e li ha finalizzati a obiettivi strategici per la crescita del paese. Il Piano di Azione e Coesione in materia di Istruzione mette ora in campo circa un miliardo di euro, una cifra del tutto considerevole se si considera che è concentrato in quattro regioni, ed è finalizzato a realizzare azioni di miglioramento del sistema formativo del mezzogiorno: raccordo scuola-lavoro, miglioramento degli ambienti scolastici, dotazione di nuove tecnologie, promozione dello studio all’estero, contrasto della dispersione scolastica, innalzamento delle competenze chiave, orientamento e valutazione. Il piano contiene scelte in controtendenza con la politica economica esclusivamente …

"Ricostruire la scuola a partire dal sud", di Fabrizio Dacrema

Con l’abituale disattenzione riservata alle azioni positive, prende avvio in questi giorni in quattro regioni del mezzogiorno (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) un importante piano di investimenti in grado non solo di rilanciare la scuola del sud, ma di mettere a punto modelli di intervento generalizzabili e utili per ricostruire il sistema formativo pubblico italiano dopo l’azione demolitiva del ciclone Tremonti/Gelmini. Si tratta dell’intelligente operazione del Ministro Barca che ha riprogrammato i fondi europei, non spesi e a rischio di essere perduti, e li ha finalizzati a obiettivi strategici per la crescita del paese. Il Piano di Azione e Coesione in materia di Istruzione mette ora in campo circa un miliardo di euro, una cifra del tutto considerevole se si considera che è concentrato in quattro regioni, ed è finalizzato a realizzare azioni di miglioramento del sistema formativo del mezzogiorno: raccordo scuola-lavoro, miglioramento degli ambienti scolastici, dotazione di nuove tecnologie, promozione dello studio all’estero, contrasto della dispersione scolastica, innalzamento delle competenze chiave, orientamento e valutazione. Il piano contiene scelte in controtendenza con la politica economica esclusivamente …

"L’era dei tecnici finisce in archivio", di Claudio Tito

Sono bastate poche parole, e una fase politica si è chiusa. La stagione dei tecnici – per come l’abbiamo conosciuta in questi dieci mesi – è destinata a cambiare, probabilmente a scolorire la sua “tecnicità”. Per assumere la tinta della politica. Il discorso pronunciato a New York da Mario Monti muterà il segno della prossima campagna elettorale e contestualmente modificherà il volto del governo in carica. L’esecutivo dovrà fare i conti con una situazione diversa. Con le elezioni, certo. Ma anche con un rapporto nuovo che inevitabilmente si instaurerà con l’opinione pubblica. Fortunatamente, infatti, il perno fondamentale di una democrazia resta il voto dei cittadini. L’Italia tra pochi mesi sarà chiamata alle urne. E nessuno — nemmeno la comunità internazionale — può dolersene. Al termine di una legislatura, si vota. Il nostro Paese non è regolato da uno Statuto speciale che permette di non interpellare gli elettori in base alle richieste più o meno strampalate degli investitori stranieri o in virtù di un andamento più o meno positivo dello spread tra i btp e i …

"L’era dei tecnici finisce in archivio", di Claudio Tito

Sono bastate poche parole, e una fase politica si è chiusa. La stagione dei tecnici – per come l’abbiamo conosciuta in questi dieci mesi – è destinata a cambiare, probabilmente a scolorire la sua “tecnicità”. Per assumere la tinta della politica. Il discorso pronunciato a New York da Mario Monti muterà il segno della prossima campagna elettorale e contestualmente modificherà il volto del governo in carica. L’esecutivo dovrà fare i conti con una situazione diversa. Con le elezioni, certo. Ma anche con un rapporto nuovo che inevitabilmente si instaurerà con l’opinione pubblica. Fortunatamente, infatti, il perno fondamentale di una democrazia resta il voto dei cittadini. L’Italia tra pochi mesi sarà chiamata alle urne. E nessuno — nemmeno la comunità internazionale — può dolersene. Al termine di una legislatura, si vota. Il nostro Paese non è regolato da uno Statuto speciale che permette di non interpellare gli elettori in base alle richieste più o meno strampalate degli investitori stranieri o in virtù di un andamento più o meno positivo dello spread tra i btp e i …

"Corruzione, il Pdl ripresenta la norma salva-Ruby", di Dino Martirano

Quando è sera il ministro della Giustizia Paola Severino s’infila nell’ascensore del Senato che porta dritto al piano nobile dove si affacciano gli uffici della presidenza: il colloquio con Renato Schifani è dedicato prevalentemente ai tempi parlamentari del ddl anticorruzione che potrebbe arrivare in aula il 15 ottobre, con piccole modifiche, e dopo pochi giorni tornare alla Camera per l’approvazione definitiva. Il Guardasigilli, infatti, è già informato sul centinaio di emendamenti presentati (54 del Pdl, una ventina del Pd che verrebbero ritirati se c’è l’ok al testo della Camera, nessuno dell’Udc) ma il via libera del governo alle modifiche — «ammesse solo quelle migliorative e non quelle soppressive», ripete il ministro — ci sarà dopo che i partiti della maggioranza firmeranno un patto d’onore: l’impegno chiesto dalla Severino è quello di varare definitivamente la legge in tempi più che rapidi, magari a novembre, perché sulla lotta alla corruzione il presidente Monti, spalleggiato dal capo dello Stato, non intende retrocedere di un passo. Gli emendamenti presentati riservano un paio di sorprese e molte conferme. Per iniziativa …

"Corruzione, il Pdl ripresenta la norma salva-Ruby", di Dino Martirano

Quando è sera il ministro della Giustizia Paola Severino s’infila nell’ascensore del Senato che porta dritto al piano nobile dove si affacciano gli uffici della presidenza: il colloquio con Renato Schifani è dedicato prevalentemente ai tempi parlamentari del ddl anticorruzione che potrebbe arrivare in aula il 15 ottobre, con piccole modifiche, e dopo pochi giorni tornare alla Camera per l’approvazione definitiva. Il Guardasigilli, infatti, è già informato sul centinaio di emendamenti presentati (54 del Pdl, una ventina del Pd che verrebbero ritirati se c’è l’ok al testo della Camera, nessuno dell’Udc) ma il via libera del governo alle modifiche — «ammesse solo quelle migliorative e non quelle soppressive», ripete il ministro — ci sarà dopo che i partiti della maggioranza firmeranno un patto d’onore: l’impegno chiesto dalla Severino è quello di varare definitivamente la legge in tempi più che rapidi, magari a novembre, perché sulla lotta alla corruzione il presidente Monti, spalleggiato dal capo dello Stato, non intende retrocedere di un passo. Gli emendamenti presentati riservano un paio di sorprese e molte conferme. Per iniziativa …