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Big snow e black out in Emilia, il Governo chiarisca le responsabilità e sostenga l’emergenza, di Manuela Ghizzoni 11.02.15

Il traduttore automatico in inglese di fenomeni italiani l’ha battezzata “big snow”. Chiamiamola come si vuole, il fatto è che il 6 febbraio, con la grande neve, dalle 3 del mattino più di cinquecentomila persone in Emilia sono rimaste senza elettricità, che significa niente luce, acqua, riscaldamento, niente collegamenti telefonici, servizi in tilt, interruzione della circolazione. Un black out a cui ancora non si è del tutto rimediato, tant’è che dopo quasi una settimana ancora migliaia di persone sono senza fornitura, a cui vanno aggiunti i danni per famiglie e imprese provocati dal maltempo. Un evento straordinario, si dirà, ma altrettanto straordinaria è stata la mancanza di comunicazione da parte di Enel che avrebbe almeno consentito ad amministratori e cittadini di organizzarsi con soluzioni alternative. Black out anche informativo, dunque, che ha costretto i Comuni ad improvvisare sistemi di comunicazione per rispondere alle chiamate e a mettere in atto misure di accoglienza per i tanti cittadini rimasti al freddo. Questa è la situazione ad oggi, in una Regione ormai drammaticamente avvezza ad affrontare emergenze. Ed …

“Messaggeri dei libri per risvegliare i lettori «dormienti»”, di Severino Colombo – Corriere della Sera 10.02.15

 Tre, due, uno. Via. La sfida di leggere è partita e non è mai stata così appassionante. Merito del progetto #ioleggoperché presentato ieri a Milano. L’iniziativa proposta dall’Associazione italiana editori (Aie) per il 2015 e il 2016 è innovativa perché affida un ruolo da protagonista a chi legge e — qui sta la vera scommessa — a chi non legge. Un viaggio che avrà nel prossimo 23 aprile, Giornata Mondiale del Libro, una tappa importante: l’obiettivo per allora sarà tuffarsi tra le pagine scritte e convincere altre a fare lo stesso. I lettori «in sonno» «Passione» (per i libri) e «collaborazione» (tra editori, librai, biblioteche, lettori…) sono stati questi i vocaboli più ricorrenti negli interventi. Marco Polillo, presidente di Aie, ha ricordato da un lato l’unicità della proposta («senza precedenti, per noi, su scala nazionale») e non ha nascosto i motivi della sfida: «nel 2014 il popolo dei lettori si è assottigliato di 820 mila unità, persone che sono diventate non lettori, lettori assopiti». O meglio, lettori da risvegliare. Fatale è spesso il passaggio che …

“Da “Duce mia Luce” all’odio antisemita la marcia su Facebook dei 150mila fascisti”, di Carmine Saviano – La Repubblica 09.02.15

Commento di Manuela: La questione è proprio quella che si pone il giornalista: si può invocare il diritto alla libertà di espressione per tutelare l’incitamento al razzismo, alla discriminazione, all’odio? Penso proprio di no. E concordo con quanto stabilito dalla legge Mancino, nata per contrastare i crimini  di discriminazione, d’odio e violenzaper motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Nella primavera scorsa la Lega promosse la raccolta firme per abrogata. Teniamolo a mente La Repubblica 09.02.15 Da “Duce mia Luce” all’odio antisemita, la marcia su Facebook dei 150mila fascisti di Carmine Saviano Sono da poco passate le 16 del 31 gennaio scorso. Sotto il cielo grigio di Roma un corteo di automobili di Stato si appresta a entrare nel mausoleo che celebra i martiri della Fosse Ardeatine. Da una delle vetture scende Sergio Mattarella, eletto da poche ore dodicesimo presidente della Repubblica. Inizia il suo settennato così: ricordando chi è stato trucidato a sangue freddo dal nazismo e dal fascismo. Negli stessi istanti, sul web, va in scena una sfilata virtuale di insulti rivolti al nuovo …

Anche le ragazze possono (diventare scienziate), di Elena Comelli – il Sole 24 Ore – 08.02.15

La bambina maneggia il trapano con destrezza per costruire un modellino di razzo insieme a suo fratello, che la aiuta tenendolo fermo. Ma il padre interviene subito, dicendole di stare attenta a non farsi male e di passare il trapano al fratello. La bambina poi diventa grande e passa davanti all’annuncio di una “Science Fair” appeso in bacheca a scuola. Lo guarda distrattamente, specchiandosi nel vetro della bacheca per passarsi un filo di rossetto sulle labbra. Bambine così ne esistono milioni. Il video, messo in rete da Verizon con il tag #InspireHerMind, è diventato virale e si conclude così: il 66% delle bambine in quarta elementare dicono di amare la matematica e le scienze, ma solo il 18% delle lauree in ingegneria vanno alle ragazze. Questi sono numeri americani. In Italia la situazione è molto peggiore. Nel 2014, fra i 59 laureati in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano, solo cinque erano donne, mentre a ingegneria spaziale le ragazze erano 8 su 67 e a ingegneria gestionale 108 su 292. Da qui, le innumerevoli iniziative …

Area Nord, parlamentari Pd “Da M5s bieche strumentalizzazioni” – comunicato stampa 08.02.15

I parlamentari modenesi del Pd Davide Baruffi, Manuela Ghizzoni e Stefano Vaccari, che più attivamente in questi anni si sono occupati di post-sisma e ricostruzione, bollano come bieche strumentalizzazioni le parole dei parlamentari del Movimento 5 stelle che, sabato scorso, nel corso di una conferenza stampa, hanno seminato sospetti generalizzati sulla ricostruzione e sulla realizzazione della Cispadana, tirando in ballo perfino la lotta per la Liberazione dal nazifascismo. Ecco la loro dichiarazione: «Ancora una volta il M5S sceglie la fin troppo facile via della strumentalizzazione più bieca di una vicenda seria, serissima, come l’indagine della Direzione distrettuale antimafia Aemilia per provare a dare la caccia a quattro voti, sputando sentenze al posto dei giudici e seminando qualunquismo e sospetti a buon mercato, senza uno straccio di  supporto o prova. Una conferenza stampa, quella di sabato scorso, che, mixando, come al solito, voci, dubbi e insinuazioni calunniose, accomuna tutto e tutti, gettando fango sull’operato degli amministratori e di coloro che, da due anni a questa parte, stanno lavorando, in maniera indefessa, per la ricostruzione. Dal cappello …

“Milleproroghe, altri due anni di contratto agli assegnisti delle università”, di Eugenio Bruno – Scuola 24 06.02.15

Gli assegnisti di ricerca in scadenza possono tirare un sospiro di sollievo. Grazie a un emendamento al decreto milleproroghe che è stato approvato ieri in commissione Affari costituzionali della Camera e che allunga da 4 a 6 anni la durata dei loro contratti. L’emendamento del Pd La proposta di modifica a firma Manuela Ghizzoni e Simona Malpezzi (Pd) stabilisce che «la durata complessiva dei rapporti instaurati ai sensi dell’articolo 22, comma 3, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, è prorogata di due anni». La norma della riforma Gelmini alla quale si fa riferimento stabilisce che gli assegni di ricerca possono avere una durata compresa tra uno e tre anni, sono rinnovabili e non cumulabili con altre borse di studio. Fissando subito dopo in quattro anni (a esclusione del periodo coincidente con il dottorato) la durata complessiva di tali contratti. Con l’emendamento approvato ieri si arriva invece a sei anni. Con una precisazione però: la misura non dispone la proroga automatica degli assegni in essere. Consente solo la possibilità per gli atenei di attribuirli per …

Milleproroghe: Ghizzoni e Malpezzi, buone notizie per i ricercatori italiani – comunicato stampa – 05.02.15

05/02/2015 – 14:45 La proroga di due anni per gli assegni di ricerca segna un passo in avanti verso la continuità e prova ad arrestare l’emorragia di ricercatori verso l’estero, nell’attesa di attuare norme per la stabilizzazione. – Lo dichiarano Manuela Ghizzoni e Simona Malpezzi, deputate del Pd in Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, dopo l’approvazione dell’emendamento al decreto Milleproroghe, che proroga da 4 a 6 anni la durata complessiva degli assegni di ricerca attribuiti ad un ricercatore – “Se non ci fosse stata questa proroga avremmo rischiato di perdere un capitale umano di ricercatori di livello, che il sistema italiano della ricerca, sottodimensionato, non assorbe. Non possiamo perdere altri ricercatori perché l’Italia – spiega Ghizzoni, presentatrice dell’emendamento – ne ha a oggi un numero bassissimo, circa 150.000, a fronte dei 510.000 della Germania, 430.000 dell’Inghilterra, 340.000 della Francia e 220.000 della Spagna. “Il nostro obiettivo di medio periodo – sottolineano le deputate – è quello di cancellare la selva di figure contrattuali pre-ruolo attraverso l’istituzione di un contratto unico con …