Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Ferragosto una malattia italiana", di Francesco Manacorda

Quale legame c’è fra i trecentomila passeggeri lasciati a terra da WindJet e i settemila lavoratori dell’Ilva che rischiano di rimanere a casa se l’impianto di Taranto, come ha deciso il Gip, dovrà bloccare la produzione? Sono due facce dello stesso male italiano. Un male che nasce dalla mancanza di qualsiasi prevenzione, si alimenta di continui rinvii e rimpalli che rappresentano la negazione delle responsabilità amministrative e di governo, esplode infine nell’emergenza. Anzi, nell’emergenza di Ferragosto: una forma tipica e cronica della nostra patologia nazionale che ha la caratteristica di essere di solito prevedibilissima, ma che nonostante questo, anno dopo anno, allarme dopo allarme, si ripete come se fosse inevitabile. Così è difficile stabilire adesso di chi sia esattamente la colpa dei passeggeri rimasti a terra negli aeroporti, sebbene avessero un biglietto pagato regolarmente e spesso anzi con mesi di anticipo. Si può attribuire la responsabilità, o parte di essa, alla stessa WindJet, che già dal 2009 chiudeva i bilanci in rosso, all’Enac che sovrintende a tutta l’aviazione civile e non ha vigilato a sufficienza, …

"La trappola del falso dilemma", di Michela Marzano

Fino a quando si continuerà a contrapporre il diritto al lavoro al diritto alla sopravvivenza, e quindi il salario alla salute, non si troverà alcuna via d’uscita al problema dell’Ilva. Perché messo in questi termini, più che di un problema si tratta di un dilemma morale. E come sappiamo tutti, un dilemma etico non ha, per definizione, alcuna soluzione. I dilemmi sono drammatici, disperati, senza sbocco. Perché si sbaglia sempre e comunque. Perché quale che sia la decisione che si prenda, si finisce poi sempre col rimpiangere quello che si è detto o fatto. Come il celebre “dilemma di Sophie”, raccontato nel romanzo di William Styron, che racconta di come una giovane ebrea polacca deportata ad Auschwitz con i figli fosse stata perversamente costretta a scegliere dai nazisti quale dei due far morire. Se Sophie non sceglie, moriranno tutti e due. Se invece ne sceglie uno solo, l’altro avrà la vita salva. Da un punto di vista strettamente utilitaristico e matematico, Sophie dovrebbe salvarne almeno uno. Ma come può una madre scegliere quale figlio merita …

Ilva, Fassina: «La produzione può continuare con i controlli decisi», di Massimo Franchi

«La produzione non va fermata: l`azienda ha preso impegni chiari che possono essere monitorati. La vicenda dell`Ilva di Taranto però deve segnare una svolta per ritornare a politiche industriali che scongiurino lo scontro fra ambiente e lavoro». Stefano Fassina, responsabile economia del Pd, non commenta le decisioni della magistratura, ma «non prende nemmeno in considerazione la chiusura della fabbrica». Fassina, lei sabato ha definito «irrituale e preoccupante» il provvedimento del giudice Patrizia Todisco. Oggi lo stesso Gip ha tolto al presidente Ferrante il ruolo di custode delle aree sequestrate. «Noi non attacchiamo la magistratura: per noi diritto alla salute e diritto al lavoro sono entrambi irrinunciabili. Abbiamo espresso preoccupazione e chiesto chiarezza su una situazione che obiettivamente si sta complicando. Ora bisogna attendere le motivazioni del Tribunale del riesame di cui è noto solo il dispositivo. Dobbiamo fare ordine, provare a diradare la confusione. A nostro avviso la produzione non va fermata perché ci sono tutte le condizioni tecniche e di volontà dell`azienda per dare compatibilità ad ambiente, salute e lavoro. Dopo l`intervento della magistratura …

"Europa, questione di democrazia", di Michele Ciliberto

Le dichiarazioni di Monti allo Spiegel, e le polemiche che ne sono conseguite sono molto utili. Esse, infatti, consentono di sollevarsi dalla dimensione feriale e quotidiana e di porsi domande di fondo, a cominciare da quella fondamentale: qual è l’idea di Europa per la quale ci battiamo e stiamo facendo i durissimi sacrifici che la crisi internazionale ha imposto a tutti i popoli europei, compreso il nostro? La gravità della crisi di questi drammatici mesi ci ha distolto dalle questioni, e dalle interrogazioni, di ordine generale. D’altro canto, come dicevano gli antichi: primum vivere, deinde philosophari. Ma la discussione di ordine generale è importante e vale perciò la pena di chiarire alcuni punti essenziali. L’Europa è il nostro comune destino, l’avvenire di tutti i popoli europei: se restasse chiusa nelle sue vecchie articolazioni statali, da un lato precipiterebbe in modo ineluttabile verso nuove forme di nazionalismo (come la storia recente ci ha mostrato ad abundantiam); dall’altro, si avvierebbe verso un sicuro declino, in un mondo che comincia ad essere dominato dalle grandi potenze asiatiche e …

"Sono mancate le misure di breve periodo". Epifani: "per la ripresa bisognava derogare al patto di stabilità", di Francesca Schianchi

Se il governo dopo l’estate si muove verso temi come l’agenda digitale o le questioni energetiche, si muove nel senso giusto. Il problema però è che tutto questo per andare a regime richiede tempi medi», sottolinea Guglielmo Epifani, per otto anni segretario generale della Cgil: «E intanto a settembre ci saranno cento tavoli di crisi aperti e difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie aziende». Quindi ci vorrebbero interventi sull’immediato… «La nostra differenza rispetto ad altri Paesi è che noi non abbiamo realizzato mai nessuno stimolo a breve sull’economia: una contraddizione che ci portiamo dietro dall’inizio della crisi». Più facile a dirsi che a farsi: come si realizzano stimoli a breve sull’economia?«Intanto, il governo aveva preso l’impegno di risolvere il problema dei ritardati pagamenti alle imprese della Pubblica amministrazione. E invece finora non si è sbloccato un euro». E poi? «Ci vorrebbero misure per consentire la deroga al patto di stabilità per gli enti locali, per quei tanti comuni che hanno progetti di investimento che non possono realizzare a causa del blocco …

"Quando l’imprenditore si sente classe operaia", di Ilvo Diamanti

Il volto sociale della crisi è descritto da molti indicatori. Per primo, il tasso di disoccupazione, che tende a crescere, rapidamente. Poi, il calo dei consumi. Che si riflette, fra l’altro, nel minor numero di persone partite per le ferie. Ancora: la repentina riduzione del risparmio privato. Punto di forza del nostro sistema bancario. L’aspetto, forse, più significativo della “crisi sociale” italiana, però, riguarda l’impresa. In particolare, di piccola dimensione. Visto che, in Italia, le piccole imprese hanno un’incidenza molto ampia. Sono, infatti, circa 60 ogni 1000 abitanti, mentre la media europea è intorno a 40 (Istat su dati della Commissione Europea 2009). Gli italiani. Un popolo di santi, poeti e navigatori. Ma anche di imprenditori. Soprattutto dopo il declino della grande impresa metropolitana del Nord-Ovest, sostenuta dallo Stato. Identificata dalla Fiat. Negli ultimi trent’anni, invece, lo sviluppo è stato trainato dalla piccola impresa, diffusa nel Nord-Est e nelle regioni dell’Italia Centrale ma anche del Centro-Sud adriatico. Un fenomeno socioeconomico che ha improntato l’identità nazionale. Dentro e fuori i confini. L’imprenditore, dagli anni Ottanta, ha …

L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema Schulz: "Mai più il ghigno nazista", di Massimo Vanni

“M’inchino di fronte alle vittime di Sant’Anna. E’ per loro che abbiamo la responsabilità di costruire l’Europa e di proteggerla dalla speculazione che fa soffrire i popoli e nutre i nazionalismi”. Lo ha scritto, in italiano, il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, che oggi era in Toscana a commemorare – insieme con autorità italiane e familiari delle vittime – i 560 morti provocati dall’orrore nazista 68 anni fa nel paesino in provincia di Lucca. Ad aprire il corteo che porta all’ossario sul Colle di Cava c’erano, con Schulz, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Stazzema Michele Silicani e le autorità religiose, civili e militari, oltre a tantissimi gonfaloni di comuni. Una giornata dedicata anche al ricordo dei milioni di morti causati dalla ‘follia nazista’. Sotto l’ossario che ricorda l’eccidio, davanti ai pochi superstiti, ai familiari delle vittime e ai tanti gonfaloni dei Comuni il presidente del parlamento europeo parla in tedesco avvalendosi di una traduzione simultanea. E dice : “La limngua che io parlo è la stessa degli …