Tutti gli articoli relativi a: attualità

"L’Iva sugli ebook scende dal 22 al 4% La nuova sfida: convincere l’Europa", di Cristina Taglietti – Corriere della Sera 24.12.14

Finalmente anche un ebook è un libro. Anche in Italia, anche per il Fisco. La legge di Stabilità approvata dal Parlamento sancisce, dal primo gennaio 2015, l’applicazione dell’Iva al 4% e non più al 22. Per intenderci: fino al 31 dicembre il libro elettronico continuerà a essere trattato come un «servizio fornito elettronicamente», e quindi con l’aliquota massima; dal primo gennaio sarà trattato come un libro e quindi con l’Iva agevolata del 4%. Per sapere se sarà davvero una vittoria bisognerà aspettare la decisione dell’Ecofin, il Consiglio che raccoglie i ministri dell’Economia dell’Unione Europea, ma l’approvazione del Parlamento italiano ha un sostanziale valore politico. Se l’Ecofin non deciderà di equiparare l’Iva, l’Italia, come la Francia (che l’ha ridotta al 5,5) e Lussemburgo (dov’è al 3%), corre il rischio di incorrere nella procedura di infrazione. «Se sarà avviata — ha dichiarato il ministro Dario Franceschini — ci difenderemo come stanno facendo Francia e Lussemburgo. Ma avvieremo comunque un lavoro di convincimento in sede europea». La battaglia, promossa dagli editori e sostenuta da Franceschini, adesso deve servire …

"Buoni propositi e nuovi racconti", di Luca De Biase – Il Sole 24 Ore 21.12.14

Droni. Robot casalinghi. Intelligenza artificiale. Sensori. Semantica. Macchine per la produzione additiva. La tecnologia non si ferma e non cessa di stupire. Mentre le sue conquiste più mature, quelle che solo un paio d’anni fa apparivano ancora dirompenti, come i social network o i cellulari intelligenti, generano ricchezze enormi e abilitano attività innovative in molti settori connessi. La tecnologia non è un insieme di macchine. È parte integrante della cultura, crea nuove opportunità economiche mentre ne mette in discussione altre, lancia incessantemente sfide alla società. Comprenderla non è saperla usare: è sapersi sintonizzare sulla sua dinamica di sviluppo. Le possibilità che offre non si colgono se non ci si adatta al suo ritmo. Per questo non basta la – pur necessaria – fatica di metterla in funzione: occorre abbeverarsi alle sorgenti dell’ispirazione che motivano a interpretarne le conseguenze. Le preoccupazioni o le speranze che la tecnologia genera si confrontano con l’immagine di futuro che si riesce a coltivare. E questa non discende da un sistema di previsioni codificato ma dall’osservazione attenta dei fenomeni carichi di …

Il bando (forse) ritrovato, di Manuela Ghizzoni 17.12.14

In un passaggio della risposta (che integralmente pongo in calce) alla mia interrogazione sul bando SIR – che avevo definito “perduto” – si legge: “E’ prevedibile che i risultati del bando possano essere resi noti entro il mese aprile 2015. L’intera procedura potrebbe concludersi, quindi, in soli sei mesi dall’ insediamento dei CdS, con una tempistica equiparabile a quella dei bandi del Consiglio Europeo della Ricerca“. Si può essere ottimisti? Credo che dipenda dai punti di vista e certamente non può esserlo quello dei ricercatori coinvolti perchè 16 mesi per definire i vincitori di un bando non rappresentano esattamente tempi olimpionici, pur tenendo conto dei 5 mesi perduti nell’attesa della risposta, peraltro negativa, dell’ERC in merito alla indicazione dei commissari (magari la disponibilità dell’ERC andava verificata prima di emanare il bando). In merito alle nuove modalità di individuazione dei componenti dei Comitati di Selezione abbiamo segnalato che gli esperti sorteggiabili e poi selezionati dal CNGR non coprono tutte le aree scientifiche a cui si riferiscono i 5000 progetti presentati. Sulla questione ci riserviamo di presentare …

"Cosa mangeremo fra 20 anni? Il cibo del futuro si studia all’università", di Carlotta De Leo – Corriere.it 17.12.14

Cosa mangeremo tra vent’anni? Come produrremo il cibo? E quali saranno le tecnologie che influenzeranno di più i diversi settori, dala distribuzione alla sicurezza? In vista di Expo 2015, si arricchisce l’offerta di corsi universitari che focalizzano l’attenzione degli studenti sul futuro dell’alimentazione. Sono appena partite le iscrizioni per il primo master Master in Food Innovation, in collaborazione con l’Institute for the Future di Palo Alto (Stati Uniti) che inizierà in primavera all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ripensare alla catena dell’alimentazione attraverso le tecnologie Il cibo nutre e connette le persone attraverso gli oceani, le culture e le economie in modi sempre più complessi. Ma la rete alimentare mondiale è pericolosamente squilibrata, con milioni di persone che soffrono la fame nei paesi in via di sviluppo e gravi problemi d’obesità in quelli più sviluppati. L’alimentazione poi si intreccia con la questione ambientale e di accesso alle risorse – la scarsità di acqua e di energia – che minacciano di erodere ulteriormente la sicurezza alimentare e la sostenibilità di tutto il sistema. Il cibo è …

"Sono 28 i cervelli italiani al top nell’Ue, ma oltre la metà sceglie un altro Paese per fare ricerca", di Marzio Bartoloni – Scuola24 16.12.14

Ci risiamo. Il nostro Paese si conferma tra i migliori “produttori” di cervelli in Europa, ma non il posto giusto per fare ricerca. Nell’ultimo bando Ue «starting grant» che ha messo in palio 485 milioni per premiare l’eccellenza della scienza europea i nostri ricercatori si sono piazzati al terzo posto con ben 28 progetti. Ma solo una decina di questi faranno ricerca nel nostro Paese, gli altri lo faranno all’estero portandosi dietro anche i finanziamenti, con Inghilterra e Germania tra le destinazioni preferite. Fin qui nulla di strano perché la mobilità dei cervelli è fondamentale. Peccato però che quasi nessuno dall’estero scelga un laboratorio italiano per “spendere” i suoi fondi per fare ricerca: in questo ultimo bando 2014 solo un giovane ricercatore promettente ha scelto infatti l’Italia. Italiani tra i migliori, Italia scelta da pochi  Con uno stanziamento complessivo di 485 milioni, 328 ricercatori europei potranno realizzare i loro progetti, ciascuno con un fondo fino a due milioni, tanto valgono questi starting grant destinati a giovani scienziati che abbiano alle spalle dai 2 ai 7 anni di …

Carpi, Ghizzoni “La partecipazione, vero strumento di democrazia” – comunicato stampa 13.12.14

  Domenica 14 dicembre la deputata modenese del Pd Manuela Ghizzoni sarà ospite al congresso del Circolo Pd Santa Croce di Carpi, convocato per l’elezione del nuovo segretario comunale Pd. Ecco la sua dichiarazione:      «In un momento delicato che riguarda la crisi di rappresentanza dei partiti e mentre a Roma si svolge l’Assemblea nazionale del Pd per discutere sulla complessa situazione attuale – da Mafia capitale alle tensioni interne e nel Paese – noi facciamo la nostra parte, partendo dalla base. Se il fango sembra aver invaso tutto il sistema, come sempre in caso di calamità c’è chi spala. Non sono marziani: sono iscritti, volontari, amministratori, tutte le forze sane, e spesso silenziose, di chi rivendica la voglia e la necessità di fare una buona politica. Diamogli voce, forza e possibilità di lavorare, perché rimangono gli anticorpi più importanti per debellare l’inquinamento e le frustrazioni che ne derivano. Come rappresentanti dei nostri iscritti dobbiamo fare un grande sforzo per non disperdere la partecipazione, strumento fondamentale della democrazia, e ritrovare lo spirito di partito …

"In fuga dalla scienza vittime degli sciamani", di Rosario Sorrentino – Corriere della Sera 13.12.14

Caro direttore, il nostro è un Paese con una lunga tradizione antiscientifica. Gli ingredienti sono vari e affondano le loro radici nell’integralismo cattolico, in quella filosofia ancora impregnata dal neoidealismo di Croce e Gentile e da un dogmatismo laico che mostra tutta la sua insofferenza nei confronti di una scienza che, ai vaniloqui di varia natura, esibisce ricerche e progressi su cui riflettere. Lo stesso termine «cultura» viene utilizzato spesso in senso restrittivo, quasi esclusivo, e c’è chi ancora oggi vagheggia una cultura «alta» di tipo umanistico da contrapporre a una cultura «minore» di tipo scientifico. Gli scienziati poi vengono percepiti, con le loro scoperte, come persone che possono insidiare comode egemonie, privilegi o interessi consolidati. Sono guardati con sospetto e vengono confutati, nelle loro acquisizioni, spesso da persone di scarsa competenza e con modalità ideologiche, a volte pretestuose. I riflessi di tutto ciò rappresentano il vero «brodo di cultura» per quella che considero «l’onda lunga» di un sentimento antiscientifico ancora diffuso nella nostra società. Si percepisce, per esempio, un senso di fastidio nei confronti …