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"Tutti i segreti della Siae. Pronto il nuovo Statuto: la Società verso il modello Spa", di Luca del Fra

Paese di Pulcinella, segreti di Pulcinella: è il caso dell’oramai famigerato nuovo statuto Siae, pronto, ma tenuto nascosto. È appunto un segreto di Pulcinella, perché da qualche tempo questo documento circola clandestinamente: tutti lo conoscono ma non possono discuterne non essendo pubblico e ufficiale. Proprio per questo pubblichiamo questa versione ufficiosa sul sito de l’Unità, e lo facciamo il giorno prima dello sciopero dei dipendenti Siae, anche loro soggetti come gli iscritti allo stesso potere non trasparente, che si concretizza nell’attuale gestione commissariale. Così gli iscritti, i dipendenti Siae e quanti vorranno potranno intervenire, commentare, criticare o plaudire. Pubblicamente. A una prima lettura appare lampante come nel nuovo statuto l’assemblea, eletta da tutti gli iscritti, sia ridotta a organo puramente formale, mentre il potere passa nelle mani del «Consiglio di gestione», né più né meno che un CdA. Viene poi accresciuto il potere del voto pesante, per cui all’iscritto – editore o autore – che incassa di più corrisponde un voto che vale di più rispetto agli altri. Il modello, ben noto, è quello delle …

Stefano Rodotà: «Bene le primarie, prevalgano le idee», di Maria Zegarelli

«Apprezzo le aperture fatte da Bersani, le apprezzo molto, anche perché, mi creda, le primarie da sole, senza un vero coinvolgimento della società civile nelle scelte per il bene comune non bastano». Il professor Stefano Rodotà parla da un osservatorio per certi versi privilegiato: in modo «un po’distaccato, ma non indifferente». Un po’ distaccato, spiega, perché da tempo ha deciso di non ricoprire ruoli politici, «il motivo per cui ho rifiutato le proposte di candidatura, anche in Europa, è proprio questo: poter dire la mia in assoluta libertà». Professore, il Pd lancia la sfida: primarie aperte. Secondo lei possono essere uno strumento per riappassionare alla politica e alla partecipazione? «È vero che in questi anni c’è stato un elemento di antipolitica ma a mio giudizio è stato fatto un errore analitico considerando che tutto ciò che era fuori dal circuito ufficiale della politica fosse antipolitca. Non so neanche se si è trattato di un errore o di una convenienza politica per potersene liberare senza fare i conti con quello che si muoveva nella società. Nella …

"Violenza sulle donne. Subito i finanziamenti per il Fondo nazionale", di Delia Murer

Accelerare l’iter per l’adesione dell’Italia alla Convenzione europea sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e ripristinare la dotazione del Fondo nazionale per i progetti di prevenzione e repressione del fenomeno. Sono questi i principali impegni che abbiamo chiesto al governo con una risoluzione, approvata all’unanimità dalla Commissione Affari sociali della Camera. Una risoluzione unitaria, partita dalla volontà delle deputate del Pd, e costruita con lo sforzo di tutte le forze politiche, per lanciare un messaggio chiaro al governo: su questo tema è ora di aprire una fase nuova, di reale attenzione e di efficace contrasto. L’ultima indagine Istat, risalente all’ormai lontano 2006, ha dimostrato che le donne italiane tra i 16 e i 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita sono stimate in 6.743.000. Circa un milione di donne ha subito stupri o tentati stupri e che il 14,3% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner. Nella quasi totalità dei casi, le violenze non sono denunciate: il 96% delle …

"Ora Hollande ha le armi per trattare sugli eurobond e i “niet” della Merkel", di Bernardo Valli

A fianco dell’emergenza, che nelle ultime ore ha condotto all’eccezionale concessione di cento miliardi alle banche spagnole, la cancelliera ha suggerito, e non era la prima volta, di varare un cantiere di riforme istituzionali essenziali. Riforme destinate a centralizzare i meccanismi di armonizzazione, di controllo, di gestione e di valutazione delle politiche di bilancio. Le quali implicherebbero un sostanziale trasferimento di sovranità da parte degli Stati della zona euro. Angela Merkel non propone all’Europa una brusca svolta federalista, e ancor meno un super Stato federale, ma certo un passo avanti nell’integrazione. E questo, al di là della non esclusa intenzione di allungare i tempi per una vera politica di crescita, è un chiaro impegno europeista della cancelliera. Non si vuole rafforzare un’Unione essendo rassegnati a un suo naufragio provocato dal fallimento dell’euro. La proposta della Merkel ha sollevato tra gli economisti indipendenti qualche obiezione per l’implicita nascita di un’Europa a due velocità, ma ha suscitato un’ampia approvazione tra coloro che, come il governatore della Banca centrale europea, ritengono che la gestione della moneta unica suppone …

"«Zoccoli duri» più piccoli. Urgono scelte coraggiose", di Carlo Buttaroni

Com’era prevedibile, passate le amministrative, è iniziato il secondo tempo di una partita il cui fischio finale coinciderà con le elezioni politiche della prossima primavera. Nei prossimi mesi, tutto può ancora accadere e gli scenari sono molto diversi tra loro. E l’evoluzione potrà essere in meglio o in peggio: iniziamo dal quadro peggiore, cercando in questo modo quasi di esorcizzarlo. Esso è rappresentato da un arroccamento istituzionale delle forze politiche, con la grande maggioranza dell’opinione pubblica schierata da una parte – quella del non voto o del voto di protesta e i partiti dall’altra. Sarebbe un autogol incredibile da parte di questi ultimi, segno della mancata percezione ed elaborazione dei segnali provenienti dagli elettori. La prospettiva positiva, invece, propria di chi fa del bene comune la mission indiscussa, è sicuramente rappresentata, da un lato dal rientro in campo delle forze politiche, rinnovate nelle persone, nelle forme e nei modi, e, dall’altro, dagli elettori consapevoli che possono tornare a scegliere rispetto a offerte politiche chiare e praticabili. Naturalmente in all’interno di questi scenari, non bisogna sottovalutare …

Torri e chiese, i sindaci: «Subito le verifiche». di Chiara Affronte

Campanili, chiese, torri. l’Emilia Romagna ne è costellata e le cittadine colpite duramente dal terremoto ne sono un esempio. Queste torri simbolo con gli orologi fermi all’ora delle scosse e questi monumenti rischiano di diventare un problema vero per la ricostruzione. Così, oltre al dolore nel vedere sbriciolarsi davanti a se’ la propria identità di cittadini, oggi queste stesse città trovano nei monumenti storici un ostacolo per la ripartenza. Luisa Turci, sindaco di Novi, la cittadina che il 3 giugno ha perso la sua torre con l’orologio, lo dice chiaramente: «un esempio: una casa agibile non può essere abitata perché le pende sopra un campanile che sta per crollare; i proprietari sono arrabbiatissimi perché i giorni passano e nessuno sta facendo nulla». Le zone rosse della città colpite dal terremoto coincidono con i loro centri storici costellati di monumenti vincolati dalla soprintendenza per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna. Zone che potrebbero e dovrebbero essere mano a mano ristrette per ripartire perché da un monumento vincolato dipende la rimessa in agibilità di molti altri edifici. …

"Anticorruzione, la migliore riforma possibile", di Carlo Federico Grosso

Se il governo chiederà davvero la fiducia sul ddl anticorruzione, e se la Camera l’approverà, ci troveremmo di fronte ad un’ulteriore «tacca» che l’esecutivo potrebbe inserire nel suo carnet di provvedimenti positivamente assunti nell’interesse del Paese. La riforma non è, in astratto, la migliore possibile. Di fronte al dilagare della corruzione sarebbe stato opportuno essere più drastici: ripristinando la vecchia durata della prescrizione, vergognosamente accorciata dalla legge ex Cirielli; reinserendo (o inserendo ex novo) reati utili a colpire le provvigioni di denaro «nero», usuale premessa per l’esecuzione di operazioni corruttive (recupero di reati quali il falso in bilancio, repressione più pesante delle false fatturazioni, introduzione del reato di autoriciclaggio); prevedendo minimi di pena più elevati; disciplinando in maniera più incisiva talune fattispecie (pur opportunamente introdotte nel nuovo testo legislativo) come la corruzione tra privati e il traffico d’influenze. In concreto, l’articolato proposto costituisce tuttavia uno dei testi «migliori» praticabili nell’attuale, difficile, contesto politico. Esso adempie, finalmente, agli impegni internazionali assunti dallo Stato italiano (Convenzione contro la corruzione delle Nazioni Unite, Convenzione di Strasburgo); rispetto alla …