Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Il tempo ti ringiovanisce” e con il compleanno di Grillo ritorna il culto del Capo, di Filippo Ceccarelli

Dieci giorni fa Grillo è andato al Quirinale, in giacca e cravatta, ma poi al Senato si è voluto cambiare, indossando una bella camiciona a scacchi con cui ha tenuto una conferenza stampa. In quel frangente si è notato che nei corridoi l’ex presidente del gruppo 5Stelle, Vito Crimi, recava un prezioso involucro a mano, contenente i panni del Fondatore. Ieri, genetliaco di Grillo (65 anni), il medesimo, servizievole senatore Crimi ha inteso rendere pubblici i suoi auguri con il seguente tweet: “65 anni fa nacque una persona speciale… che 8 anni fa ha cambiato le nostre vite, che ha dato il LA a una rivoluzione culturale ineluttabile e inarrestabile… Benché la sua età anagrafica cresca, la sua età biologica recupera di anno in anno stando in mezzo alla gente che gli vuol bene. Grazie di cuore Beppe… grazie”. Ma non è Crimi il soggetto principale di questo testo, che pure per il suo accesso messianismo e per certe problematiche alla Scapagnini su età anagrafica e biologica, rappresenta comunque un rimarchevole documento. Tanto meno è …

“La rivoluzione. Perchè le primavere non cambiano il mondo”, di Roberto Esposito

Da qualche tempo il mondo è battuto dal vento della rivolta. Non un unico incendio, ma tanti fuochi che si accendono come per contagio reciproco. È una catena cui si aggiunge ogni mese un nuovo anello. Da Rio a Istanbul, da Il Cairo a Damasco, da Atene a Los Angeles, folle sempre più numerose si rovesciano nelle piazze sfidando il potere. Certo, l’entità della ribellione e le sue occasioni di innesco sono differenti. Si va dalla aperta guerra civile in Siria alla protesta contro i rincari dei trasporti in Brasile, dalla lotta al regime islamico in Egitto al rifiuto delle politiche di austerità in Europa e in America. E tuttavia, pur nella profonda diversità dei problemi e dei contesti, qualcosa di comune sembra unire queste piazze ribelli. Se finora si è globalizzata la finanza, oggi a farsi globale appare anche la rivolta. A collegare tra loro tali sommosse è per ora un elemento negativo, vale a dire l’indeterminazione politica, l’inidoneità a costruire istituzioni stabili, la continua reversibilità. A pochi mesi dalla destituzione di Mubarak, le …

“Dalla «saldatura» tra cultura e territori la molla per ripartire”, di A. Bonomi

In un capitalismo che trasforma conoscenza, relazioni, il sentire e l’intelligenza personale e collettiva nei suoi mezzi di produzione più rilevanti, il tema dell’intreccio tra economia della cultura e capitalismo manifatturiero è la filigrana attraverso cui leggere la natura di transizione della crisi, con la coesistenza tra diversi modi di produzione, diversi modi di concepire lo sviluppo, l’emergere di nuovi gruppi sociali e (forse) future élite. È questa la fotografia scattata dall’ultimo rapporto di Unioncamere-Symbola sull’industria culturale italiana, il 5,4% della nostra economia con 458mila imprese e quasi un milione e 400mila addetti tra industrie creative, culturali, patrimonio storico-artistico e arti visive a cui si affianca il sistema culturale della Pa e il non profit di associazioni e fondazioni. Numeri che indicano una resilienza del capitalismo nostrano, un vitalismo che non si è ancora spento. Tracce quantitativamente ancora deboli ma qualitativamente importanti soprattutto per il significato che rivestono. In primo luogo dal punto di vista della composizione sociale. Le filiere della cultura sono uno dei vettori dell’emergere di una nuova composizione demografica più adatta a …

“Quanto ci costa l’irresponsabilità”, di Piero Ignazi

La politica ha salvato il ministro degli interni Angelino Alfano, ma non lo ha sollevato né assolto dalla sua responsabilità. I ministri sono sempre responsabili politicamente degli atti della loro amministrazione. Un principio, questo, che emerge alla fine del XVIII secolo in terra americana dove i padri fondatori introdussero nei Federalist Papers (art. 65) il concetto di “responsabilità”. Il principio venne poi sancito in Francia nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 (art. 15) laddove si asserisce solennemente che «la Società ha il diritto di chiedere conto ad ogni agente pubblico della sua amministrazione ». Quindi, poiché ogni atto del governo è compiuto in nome del ministro, questi deve assumerne la responsabilità di fronte al Parlamento e di fronte all’opinione pubblica. Se sono stati commessi errori il ministro può prendere provvedimenti disciplinari e sanzionatori nei confronti dei funzionari, ma ciò, come scrivono i costituzionalisti anglosassoni, «non lo assolve dalla responsabilità politica». A meno che il governo intero non si assuma collettivamente l’onere dell’azione compiuta. È esattamente quanto ha fatto Enrico Letta. Pur …

“L’eredità di Borsellino”, di Pietro Grasso

Ricordo come fosse ieri quel 19 luglio del 1992, quando appresi dell’uccisione. Erano trascorsi poco meno di due mesi dalla morte di Falcone e l’Italia perdeva nuovamente un valoroso magistrato, un fedele servitore dello Stato. Paolo Borsellino ha sacrificato la sua vita perchè la nostra fosse migliore; ha vissuto e lavorato per la giustizia, considerandola non solo una professione, ma prima di tutto una missione. Oggi voglio ricordare non solo il magistrato con il quale ho avuto la fortuna di lavorare, ma anche l’uomo che ho avuto il privilegio di conoscere e di apprezzare nelle sue qualità più intime e personali. Ricordo benissimo l’anno in cui conobbi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: era il 1979. Ero stato chiamato a collaborare al maxiprocesso e mi sentii onorato e emozionato, perché sapevo che da loro avrei imparato tanto. Delle numerose giornate passate a studiare gli atti non posso dimenticare l’affetto e il sostegno di Paolo, il suo entusiasmo, la tenacia con la quale affrontava ogni giorno il suo lavoro, pur sapendo che questo gli sarebbe costato la …

“Kyenge, Calderoli indagato a Bergamo”, da Il Sole 24 Ore

Nel «caso Calderoli» interviene la magistratura. Al vicepresidente leghista del Senato è costato l’apertura di un procedimento penale l’aver paragonato a un orango il ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge sabato scorso dal palco di una festa del Carroccio a Treviglio, nella Bassa bergamasca. Calderoli è infatti indagato dalla Procura di Bergamo per diffamazione aggravata dall’odio razziale in seguito a un esposto del Codacons. Il procuratore di Bergamo, Francesco Dettori, ha raccolto tutti gli articoli di stampa sul comizio e ha acquisito l’audio del discorso, aprendo quindi il fascicolo, affidato ai due sostituti che dovranno valutare se le parole pronunciate dal parlamentare leghista («quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di un orango») siano da considerare diffamatorie. L’ex ministro leghista, dopo la bufera politica e mediatica da lui scatenata, si è scusato pubblicamente e privatamente con Kyenge, alla quale ha anche inviato un mazzo di fiori. Episodio confermato dal ministro per l’Integrazione: «Mi ha porto le scuse e le ho accettate – ha detto …

“Uno sguardo generoso”, di Walter Veltroni

Da dove comincio, ora che devo parlare di Vincenzo? Dal suo amore per la letteratura o da quello per il cinema, da Roma o dal teatro, dalla musica o dalla politica? Che vita meravigliosa ha vissuto il mio amico Vincenzo! La dea della fortuna, vestita da dna, gli aveva regalato un’intelligenza da fuochi d’artificio e il volto bello di un senatore romano. Gliel’ho detto mille volte: «Tu hai Roma scritta in faccia». E poi la vita, agghindata dal caso, lo ha fatto incontra- re con Pier Paolo Pasolini che nella sua esistenza ha lasciato segni indelebili. Era- no legati da un filo invisibile, uno di quelli che a inventarli non ci si riesce. Il giorno in cui Vincenzo è nato, il due novembre, è lo stesso in cui Pier Paolo è stato ucciso. Per tutto il suo tempo Vincenzo ha viaggiato, tutta la vita ha viaggiato. Ha conosciuto porti dove non è stato, persone che non ha mai visto. È stato in tempi antichi, che non ha vissuto. La sua vita ne ha contenute mille …