Tutti gli articoli relativi a: cultura

Soumaya Gharshallah: La donna che difende la Primavera nel museo di Tunisi, di Stefania di Lellis

Non si vedono neanche gli occhi, coperti da un paio di occhiali anni Ottanta. Solo un velo nero che ondeggia trasportato da ballerine color cuoio tra un atleta romano nudo e una Torah sottovetro. Baya non è l’unica visitatrice di stretta osservanza islamica nei corridoi del Bardo. Il museo fiore all’occhiello della Tunisia, ma anche cruccio della nuova minoranza rumorosa degli ultrà delle fede che assediano il paese, è punteggiato di donne in niqab accompagnate da uomini con barba d’ordinanza. E poi guide velate e studentesse con l’hijab, il copricapo delle musulmane un po’ meno intransigenti. «Vede, per me avere queste donne qui dentro è un successo», spiega Soumaya Gharshallah. Trentacinque anni, un bambino di tre, è l’unica curatrice di museo della Tunisia e una delle poche nel mondo arabo. La chiamano quella del ‘museo plurale’. Aggettivo che suona quasi blasfemo in un paese dove cresce sempre di più la voce di quelli che a chi reclama democrazia e dialogo rispondono con il pensiero unico di Dio. La straordinaria collezione di mosaici romani, paleocristiani, ebraici …

Maria Luisa Spaziani, di Antonio Gnoli

Una nuvoletta di fumo. La sigaretta che le pende dalle labbra, piccola sfida alle convenzioni. Così mi appare sulla porta di casa la poetessa, Maria Luisa Spaziani. La voce roca, e virile – al punto che con singolare autoironia il giorno prima al telefono mi aveva detto «non sono mio marito» – mi invita a entrare. Con inaspettata ammirazione penso a certi suoi versi: se sei lontano, se pallidi suoni/dalla terra promessa mi raggiungono,/ ah, si gonfi la vela, prenda slancio/lei, la parola, l’unico mio Dio. «Amo la parola, mi accompagna e a volte mi perseguita», dice appoggiandosi a un bastone a tre zampe. Fatica a camminare nell’ampio salotto colmo di libri e di carte. Si è da poco lussata tre dita di un piede. «Ero a Cortina, avevo appena finito di scrivere una poesia dedicata a un albero. Esco, passeggio e poi inciampo violentemente contro le radici di un abete ed ecco il risultato». Guardo il piede, avvolto da una comoda pantofola. Poi dico scherzando che forse l’albero si è vendicato dei versi che …

Ripartire dall'articolo 9 della Costituzione, di Matteo Orfini

Caro direttore, «la cultura non è al centro della campagna elettorale» è il lamento che in questi giorni si leva sempre più spesso. Una considerazione più che fondata, che purtroppo non riguarda solo la politica: quanto abbiamo dovuto aspettare perché il sistema dell’informazione si accorgesse della tragedia di Sibari? Per questo, la proposta-appello lanciata da Roberto Esposito e Ernesto Galli della Loggia per l’istituzione di un ministero della Cultura, in luogo dell’attuale ministero dei Beni culturali, va salutata con favore, se può servire a smuovere l’opinione pubblica. Certo, il problema non può essere ridotto a mera questione nominalistica: Esposito e Galli della Loggia osservano giustamente che l’Italia attraversa una crisi che è, nel profondo, una crisi culturale, e che c’è bisogno di ridefinire «un’idea di Paese». Questo però è un problema che investe la politica nel suo complesso, e da cui il Pd si sente investito in tutte le sue articolazioni. Ci vuol più di un ministero (e di un ministro, attualmente vacante), ci vuole un governo che ne sia consapevole, ed è il governo …

La Babele italiana, di Vladimiro Polchi

«Limba român?». Un milione di persone oggi in Italia può rispondere «sì» a questa domanda: «Parli romeno?». «No, jo, unë jam shqiptare», risponderebbe invece il mezzo milione di albanesi. Senza l’italiano come lingua comune, difficilmente si capirebbero i cinque milioni di migranti del Bel Paese. L’Italia dei cento idiomi è come una coperta d’Arlecchino, con tante pezze colorate quante sono le lingue parlate: arabo, inglese, cinese. La star? Il romeno, senza dubbio, forte appunto del suo milione di “parlanti”. In questi giorni dall’Inghilterra arriva la notizia che la seconda lingua più parlata sull’isola (dopo l’inglese ovviamente) è il polacco, grazie alla folta comunità di immigrati. L’italiano è al dodicesimo posto, dopo il tamil e il turco, prima del somalo. E in Italia? Nel nostro Paese le lingue straniere entrano attraverso tre porte: quelle aperte da minoranze linguistiche, comunità di immigrati e corsi di lingua per italiani. Il primo canale è appunto quello delle 12 minoranze riconosciute e tutelate dalla legge 482/1999: albanese (parlato da circa 50 comunità nell’Italia meridionale), catalano, greco, sloveno, croato, francese, franco- …

Primarie cultura, più fondi dal governo che verrà di Edoardo Sassi

Oltre centomila persone hanno risposto all’appello denominato «Primarie della Cultura», lanciato meno di un mese fa online (era il 7 gennaio) dal Fai, Fondo Ambiente Italiano, fondazione privata senza scopo di lucro che dal 1975 si occupa di salvaguardare, tutelare, restaurare, promuovere i beni archeologici, storici, artistici e paesaggistici in Italia, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione. Centomila persone in poco più di venti giorni, che tramite Internet hanno voluto dir la loro su una possibile, futura agenda del governo che verrà, in tema di difesa dei beni culturali. L’idea del Fai è stata infatti quella di sottoporre ai candidati politici delle prossime elezioni alcune priorità emerse su quindici tematiche proposte dal sondaggio, indirizzato a chiunque tra i votanti avesse a cuore la cultura. La consultazione popolare ha in sostanza ribadito quelle che sono, da tempo ormai, le priorità dello stesso Fai, istituzione fondata ormai quasi quarant’anni fa da Giulia Maria Crespi, oggi presidente onoraria della Fondazione di cui è vicepresidente Marco Magnifico (l’ultima presidente, Ilaria Borletti Buitoni, si è invece dimessa dopo la sua …

Quel luogo leggendario distrutto dall'inerzia, di Salvatore Settis

Coperta dal fango del fiume Crati, Sibari patisce per la seconda volta nella sua storia millenaria il supremo oltraggio dell’oblio: la prima fu per la ferocia della guerra, la seconda (oggi) per l’inerzia delle istituzioni. Modello di ricchezza e di cultura urbana avanzata (o di “lusso”), Sibari fu per due secoli (il VII e il VI a. C.) la più opulenta città dell’Occidente greco, lasciandosi dietro una scia di narrazioni, spesso leggendarie. Aveva, dicono le fonti antiche, un perimetro di 50 stadii (quasi 10 km), e 300.000 abitanti; ne dipendevano quattro popoli e 25 città. Nelle feste, si snodava una processione di 5000 cavalieri. Batteva moneta, emanava leggi, assicurava il contatto fra le colonie greche d’Anatolia (specialmente Mileto) e gli Etruschi. Lotte intestine e la rivalità della vicina Crotone portarono nel 510 a. C. le truppe di Sibari a una rovinosa disfatta. I Crotoniati misero a ferro e fuoco la città, e sulle rovine fumanti deviarono le acque del Crati, per distruggerne anche la memoria. Pochissimo si salvò delle meraviglie d’arte che vi erano raccolte: …

I filantropi? Sono donne, di Elisa Bortoluzzi Dubach e Santa Nastro

Altro che quote rosa. Se parliamo di filantropia le donne la sanno lunghissima. Prima di una serie di analisi su un fenomeno che sta modificando la progettualità in ambito sociale e culturale. E che ha visto emergere prepotentemente la figura della “filantropa” come protagonista indiscussa dell’impegno a beneficio collettivo. La crisi globale ha messo in discussione molte delle certezze, in termini di raccolta fondi e sviluppo di progetti con finalità culturali e sociali. L’opinione comune è ormai concorde su quello che di fatto ormai è diventato un leitmotiv: il settore pubblico ha perso la centralità che gli spettava, mentre all’orizzonte sono apparsi nuovi protagonisti, i filantropi. Ma che cosa significa esattamente filantropia? Non soltanto elargire denaro, ma avere il coraggio di farsi personalmente carico di un progetto, non solo per quanto riguarda il suo finanziamento, ma soprattutto in un’ottica di vero spirito imprenditoriale, nella ricerca di modelli sostenibili per la soluzione dei problemi, nell’entusiasmo per una causa e nel convincimento che in una situazione come quella attuale i filantropi possano fornire impulsi preziosi per la …