Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Da Dante alla Costituzione, l’Italia migliore”, di Toni Jop

Storicamente scoscesi di un collettivo, il nostro, che fa una dannata fatica a riconoscersi come tale, e più sono visibili le crepe che corrono nel nostro presente italiano, attraversando i territori della cultura e della politica, sfidando il preconcetto della identità semplice, univoca. Così, il gran lavoro svolto da un saltimbanco di rango, come Benigni, in questi anni recenti appare insieme una indicazione di percorso e uno sguardo piantato in uno specchio che tuttavia spesso vorremmo evitare. Una lezione e uno specchio: in fondo, stanno qui, in questa oscillazione, la natura della sua arte, il senso del suo parlare, il linguaggio del suo corpo instabile; non c’è gran differenza, a ben vedere, tra questo Benigni che dopo aver visitato la Divina Commedia, agli albori della nostra lingua e se vogliamo del collettivo che ha comunque marcato, si tuffa nella Costituzione, nella «bellezza» assoluta della carta dei principi che ci tengono assieme e ci difendono dalla prepotenza, e il vecchio, vibrante Arlecchino che medita di mangiare una mosca, perché la fame è tanta, costituente di un …

“La tre giorni di Berlusconi in tv”, di Francesco Merlo

Domenica su “Canale 5” era il timido fidanzato della Pascale. Stasera, come il principe che visita i suoi feudi, torna a “Porta a Porta” dove troverà un Vespa dolcemente impertinente. E ieri sera, intervistato su “Rete 4” in un imbarazzante salottino da barbiere in pensione, era il competitor di Beppe Grillo «contro l’Imu», «contro la congiura della finanza tedesca e dei fondi americani», «contro l’austerity» di Monti. Davvero non si era mai visto un “indignato” che si impupa di tutto punto per denunziare «gli sprechi», «la Costituzione» e «la povertà dei salari». Tronfio e posticcio come il panzuto padre di Gianluca, quello dei Soliti Idioti, parlava però come uno degli arrabbiatissimi blogger che denunziano Formigoni e Verdini, er Batman, Scajola e ovviamente lo stesso Berlusconi, vale a dire «gli intollerabili politici che – ha proprio detto così – profittano della cosa pubblica». Così Berlusconi mette in pentola i grassi rimasugli della “struttura Delta” e chissà quanto sta soffrendo Emilio Fede che non può partecipare alla malinconia di questi botti finali, all’ultimo bollito. Di sicuro non …

Per le fondazioni liriche riforma a rischio «stecca», di Antonello Cherchi

Tempo di prime per la lirica. Ci sono i grandi teatri che hanno aperto la stagione e c’è il regolamento sulle fondazioni che si prepara a debuttare in uno dei prossimi consigli dei ministri. Previsto dall’ultima riforma del settore, arrivata in tutta fretta nel 2010 con il decreto legge 64 poi convertito nella legge 100, il provvedimento, che andrà mercoledì alla riunione del preconsiglio, è frutto di un’ampia delega riservata al Governo per rivedere l’assetto ordinamentale e organizzativo delle quattordici fondazioni lirico-sinfoniche. E arriva a un passo dal termine ultimo, quel 31 dicembre 2012 trascorso il quale sarebbe tutto da rifare. Diventa, dunque, imperativo che Palazzo Chigi licenzi il testo prima della fine dell’anno. Solo così i tempi della delega saranno rispettati e il regolamento potrà iniziare l’elaborato iter che prevede il passaggio presso la conferenza unificata, il parere del Consiglio e quello delle commissioni parlamentari, per poi ritornare al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Tabella di marcia ancora più pressante considerata la crisi di Governo e lo scioglimento anticipato delle Camere. I tempi …

L’appello: democrazia paritaria i partiti decidano

E’ molto viva nel paese l’esigenza di un forte rinnovamento della “ politica”, unita purtroppo a una disaffezione al voto e a una critica generalizzata agli esponenti politici. Non v’è dubbio che le donne hanno un diritto imprescindibile a una rappresentanza che rifletta il loro ruolo nella società attuale, alla quale partecipano a tutti i livelli e in tutti gli aspetti, anche se la politica le tiene troppo spesso fuori dai luoghi decisionali. Inoltre, le donne si sono rivelate meno coinvolte nelle pratiche di scambio e di corruzione sempre più diffuse. Per il duplice lavoro sia nel mondo professionale sia nella cura e educazione dei figli, sono portatrici di un diverso punto di vista sul mondo del lavoro, sui bisogni delle famiglie, sulla emarginazione dei giovani, più in generale sui problemi che oggi angustiano la comunità sociale, essenziali per salvare la convivenza civile e ridisegnare una società a misura di donne e di uomini, che promuova salute, cultura, relazioni pacifiche, qualità della vita, godimento dei diritti. Più donne nella politica e nelle istituzioni significa dunque …

“Non passa la vendita dei beni mafiosi”, di Jolanda Buffalini

«Non si può abbattere l’emblema dell’antimafia senza una ponderazione adeguata dell’importanza del provvedimento, senza approfondire con la magistratura inquirente, con le associazioni e i sindacati che si sono fatti carico in prima persona della gestione dei beni confiscati alla mafia», Silvia Della Monica, capogruppo Pd al Senato in commissione giustizia, è soddisfatta del lavoro notturno che ha portato alla approvazione degli emendamenti del Pd a quello del governo sui beni sequestrati e confiscati alle mafie. La materia, complicata e importante perché mira, restituendo ai cittadini i proventi di attività illegali, a dimostrare la forza dello Stato, ha bisogno di riforme ma, dice la senatrice, «devono e essere condivise e non inquinate da polemiche, mentre il provvedimento sembrava dominato dall’idea di battere cassa». Quando giovedì si è diffusa la notizia che un emendamento del ministro Cancellieri alla legge di stabilità introduceva la possibilità di vendere i beni mobili e immobili «se questi non possono essere amministrati senza pericolo di deterioramento o senza rilevante dispendio», nei sindacati e nelle associazioni è scattato l’allarme. La questione della vendita …

Beni culturali: Ghizzoni, legge fermata in Parlamento, Governo ratifichi Convenzione di Malta

“La scelta del PdL di porre termine alla legislatura per interessi di parte ha impedito di portare a compimento norme per l’interesse della collettività e arrestato l’iter della legge per il riconoscimento dei professionisti dei bene culturali, tra i quali gli archeologi. Ora è necessario che il Governo compia un passo decisivo per la ratifica della convenzione di Malta, firmata dall’Italia vent’anni fa, per riuscire a gestire, attraverso la pianificazione territoriale, la tutela del patrimonio archeologico. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati, in occasione della manifestazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Archeologi, in corso a Roma – La proposta di legge per le modifiche al Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio in materia di professioni dei Beni Culturali era finalmente giunta all’esame della Commissione, ma, a causa della prematura chiusura delle Camere, non ci sarà il tempo per farle vedere la luce, così che permarrà il vuoto normativo. La mancanza di una regolamentazione legislativa delle professioni – spiega Ghizzoni – nega, di fatto, un riconoscimento di …

Bersani e l’impegno del Pd: “Quote rose in Parlamento”

Il paese delle donne – spazio alle donne, a partire dal Parlamento. Lo promette il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, in un messaggio inviato oggi alla terza conferenza regionale delle donne democratiche dell’Emilia-Romagna in corso a Bologna. “Ci stiamo cimentando nell’affermazione di una democrazia paritaria come principio ineludibile per rinnovare le istituzioni rappresentative”, scrive Bersani. “Lo stiamo facendo con gesti concreti come dimostra il nostro contributo all’approvazione definitiva alla camera della legge che introduce la doppia preferenza di genere per le elezioni nei comuni o l’impegno che metteremo nel garantire la rappresentanza femminile sia nelle imminenti primarie per la scelta dei prossimi parlamentari del pd, sia nella composizione dei gruppi della camera e del senato nella prossima legislatura”, assicura il candidato premier del centrosinistra. “Sono convinto- aggiunge Bersani- che l’Italia possa riuscire a uscire sia dalla crisi economica più difficile del dopoguerra sia dagli affanni che riguardano la credibilità della politica e della rappresentanza democratica se punterà sulle sue migliori energie anzitutto su quello delle donne”. Non è “possibile che l’Italia sia ancora oggi …