Tutti gli articoli relativi a: cultura

“Io sto con Platone”, di Massimo Gramellini

Secondo il vescovo di Senigallia monsignor Odo Fusi Pecci, il cattolico Vendola non è un vero cattolico ma un pervertito, perché le relazioni omosessuali sono contrarie al piano di Dio, che ci ha creati uomo e donna per mettere al mondo dei figli. Si potrebbe ribattere che con un piano simile avrebbero qualche problema anche i preti. Ma si avvicina il Natale e mi accontento di regalare idealmente al vescovo un testo anteriore e complementare ai Vangeli, il Simposio, scritto dal pensatore più spirituale di ogni epoca, Platone. Fra le tante cose, tutte mirabili, il filosofo greco racconta il mito dell’androgino. Gli esseri umani delle origini appartenevano a tre generi: il maschio, la femmina e l’androgino, provvisto di entrambi gli organi riproduttivi. Ma gli uomini fecero arrabbiare gli dei e Giove decise di punirli affettandoli in due. Da allora l’androgino vaga in cerca della sua metà di sesso opposto. E la stessa cosa fanno – con grande dispetto del monsignore – il maschio e la femmina dimezzati, che trovano pace solo nel riunirsi alla metà …

“Infibulazione, la condanna dell’Onu”, di Pietro Del Re

Non più mutilazioni genitali femminili, basta con una barbara consuetudine che ogni anno, in una trentina di Paesi, mette a rischio la vita di milioni di ragazze. Lo ha deciso l’assemblea generale dell’Onu, adottando per consenso la risoluzione di messa al bando universale di questa pratica efferata. È una vittoria delle donne e dei diritti umani, perché l’orrendo “taglio rituale” perpetua quella relazione di diseguaglianza tra l’uomo e la donna, non solo nei Paesi di origine ma anche in quelli di immigrazione. Si stima che 140 milioni di donne siano state sottoposte a questa tortura, negazione della dignità della persona, inibizione della sessualità femminile e gravi rischi per la salute. «Hanno vinto il coraggio e la tenacia, e la convinzione che non tutte le tradizioni sono giuste. Ci sono tradizioni nefaste, come questa, che vanno superate», ha commentato la vicepresidente del Senato, Emma Bonino, che da anni si batte in prima persona contro le mutilazioni. La risoluzione esorta gli Stati membri dell’Onu a intraprendere «tutte le misure necessarie e a varare leggi che proteggano le …

“Anno 2012, la rivincita della vecchia televisione”, di Ilvo Diamanti

IL 2012 è l’anno di Monti. Non solo dal punto di vista politico, ma anche dell’informazione. Del rapporto fra gli italiani e i media. L’intreccio fra Rai e Mediaset, quasi indissolubile al tempo del governo Berlusconi, si è allentato. RaiSet si è spezzata. Almeno, agli occhi degli italiani. È ciò che emerge dal sondaggio di Demos-Coop, per l’Osservatorio sull’informazione, pubblicato oggi. Lo dimostra, anzitutto, la fiducia nel Tg1, il notiziario “istituzionale”. Durante la direzione di Augusto Minzolini aveva subito un pesante declino. Dal 2007 (quand’era direttore Gianni Riotta) al 2011, infatti, era collassata: dal 69 per cento al 50. Nell’ultimo anno è risalita al 56 per cento. Peraltro, il suo pubblico si è, politicamente, riavvicinato al Centro. Dopo essere scivolato fortemente a destra, negli ultimi anni. È interessante notare come gli altri tg cresciuti maggiormente, sotto il profilo della fiducia, nel corso del 2012, siano il Tg2 e, ancor più, il Tg4. Che, evidentemente, ha “beneficiato” dell’allontanamento di Emilio Fede: quasi 9 punti in più rispetto a un anno fa. Tutti gli altri notiziari hanno …

“Spostato Sanremo i comici fanno paura”, di Francesco Merlo

La comicità disinnescata come un ordigno militare. Il festival è stato alla fine spostato a dopo le elezioni perché le battute di Luciana Littizzetto e la perfida bonomia di Fabio Fazio spaventavano Silvio Berlusconi più di Bersani e più dei giudici. Sanremo gli sembrava come il congresso dei Soviet o la comune di Parigi, il palcoscenico della sua sconfitta. Con un foglio d’ordine, Berlusconi ha dunque trasformato il consiglio di amministrazione della Rai che, con la complicità del governo dei tecnici, ancora controlla come una caserma, in un plotone di esecuzione contro le canzonette. Ed è davvero un provvedimento militare inedito nella storia della televisione italiana di intrattenimento che in passato ha censurato Dario Fo, Zavattini e Mastelloni, vale a dire la sovversione l’invettiva e la blasfemia, ma non aveva mai trattato il festival dell’identità nazionalpopolare, la vetrina della “casalinghità” italiana e il contorno spiritoso della gara canora come un territorio occupato dove si annidano i nemici più subdoli, insomma come Israele tratta la Striscia di Gaza. E chi l’avrebbe mai detto che proprio Berlusconi, …

“La politica è bella”, di Sara Ventroni

Benigni accende i puri di cuore e manda in subbuglio la bile degli atei devoti. Saltimbanco senza padroni, sarto senza fettuccia e senza gesso, Benigni ha cucito un abito semplice e solenne, uno scampolo di parole sgargianti per la nostra nuda Costituzione. La sua eresia è questa: la politica è bella come la vita. Roberto l’ha vestita con la discrezione che si deve alla più bella del mondo. Non ha voluto esagerare con i fronzoli. Ce l’ha presentata senza trucco, scarna ed essenziale, così come si è svegliata, il 22 dicembre del 1947. Il testo dei padri e delle madri costituenti non suona le note trionfali di Beethoven ma ha la cadenza popolare di una laus semplice, frugale, potente come il verbo fatto carne. Un inno alla gioia. Una lode al creato intelligente. Un canto alle donne e agli uomini che hanno intelletto d’amore. Benigni, questa volta, invece di strizzare l’occhio ai milioni di cittadini che già lo amano, si è asciugato le labbra disidratate, ha tamponato la fronte madida di sudore per parlare, guardando …

“Quando la società è orfana dello Stato”, di Barbara Spinelli

Mario Monti contro Silvio Berlusconi? Ancora una volta, quel che accade in Italia si decide a Milano: nelle sue istituzioni politiche, nelle sue università, nelle sue aziende, nelle personalità che di qui partono, a intervalli regolari, per conquistare Roma. «Milano è la chiave d’Italia», la clef d’Italie, diceva Margherita d’Austria, zia di Carlo V, quando la caduta del Ducato di Milano mise fine alle libertà dell’Italia nel Cinquecento. Fu chiave e resta tale non tanto per la geografia, quanto per le virtù e i vizi che la città ha mostrato di possedere, prima dell’Unità e fino ai giorni nostri: virtù d’impegno civile, vizi di estraneità allo Stato. Sia Berlusconi che Monti di questa città sono figli, di qui son salpati per Roma: il primo poggiando sulle sue aziende e su Milano 2, il secondo sul vivaio di economisti della Bocconi. Monti si ritiene alternativo all’inventore di Forza Italia, e certo non ha ingombranti interessi privati da anteporre a quelli pubblici. Ha una levatura e un respiro europeo del tutto assenti nel Cavaliere. Ma è alternativo …

“La carta del desiderio”, di Concita De Gregorio

Provateci voi, che siete così bravi a criticare, a stare da soli per due ore e rotti a tenere milioni di persone incollate davanti alla tv a parlare di Costituzione e di Italia una e indivisibile. Scrivi Umberto, sì si chiamava Umberto anche Terracini, buonasera cardinali, se per caso vi metteste in ascolto adesso ci sarebbe l’articolo 7, lo Stato e la Chiesa sono indipendenti e sovrani, non vorrei dire niente di rivoluzionario, ci sarebbe il principio di laicità, anche Dante era laico, era cristiano ma laico, diceva al Papa non mischiare la politica coi precetti religiosi, dividi, se no sarebbe come usare Dio e metterlo al servizio della Chiesa, e invece è la Chiesa al servizio di Dio. Provateci voi a dire che il bisogno si placa ma il desiderio mai, che la Costituzione è la legge del desiderio, le leggi fanno paura ma la Costituzione invece ti protegge, è come una mamma che ti dice vieni qui che t’è successo?, ti lega all’albero della nave come Ulisse che non voleva sentire le sirene …