Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Stampa a Statuto Speciale", di Massimo Gramellini

Il nuovo governatore di Sicilia intende sfoltire l’ufficio stampa della Regione dove lavorano ventuno giornalisti, tutti con la qualifica di redattore capo e uno stipendio fino a seimila euro al mese. Uno di loro è distaccato a Bruxelles per curare le relazioni fra Palermo e il resto d’Europa, ma il presidente Crocetta – a lungo eurodeputato in quelle uggiose contrade – giura di non averlo mai incontrato. Forse frequentavano Europe diverse. Nei giornali, come in qualunque altro consesso giornalistico governato dalla logica, la qualifica di capo redattore presuppone per ragioni semantiche l’esistenza di uno o più redattori che lavorino alle dipendenze del capo. Alla Regione Sicilia, invece, ciascuno è capo redattore di se stesso e, capeggiandosi, redige. Una bella responsabilità. Che però adesso Crocetta ritiene di potere affidare a un numero più ridotto di persone. L’ufficio stampa del Piemonte ospita nove giornalisti professionisti, quello della Campania anche meno. Naturalmente la Sicilia è un posto meraviglioso e merita più sforzi di qualsiasi altro. Però ventuno a nove è un bel distacco. E anche questa storia delle …

"I predatori dei libri antichi rubano mille volumi al mese", di Conchita Sannino

Pesano come carta, valgono come oro. Vengono da lontano, anche dall’Anno Mille. Ma sono diventati il business del futuro, anche se parlano lingue sepolte, il latino, il greco, il fiorentino dei dotti, anche il cinese. Pezzi richiestissimi dalle élite mondiali: perché viaggiano, da un capo all’altro del pianeta, come “titoli” senza scadenza, bottini a sei zeri che non lasciano tracce. Ssono i volumi antichi, gli oggetti del desiderio al centro di un traffico in costante ascesa, nel cuore dell’Europa. Pagine miniate, atlanti, codici, anche breviari di santi. Si rubano facilmente, se ne perdono in fretta le impronte. E i trafficanti corrono — nella quasi totalità dei casi — zero rischi. Perché quei libri non hanno bisogno di finire in un’intercapedine, non «puzzano», non destano sospetti, non portano le stimmate di capitali nascosti alle Cayman. Negli aeroporti, non fanno impazzire i cani antidroga, non rischiano la scure dell’antiriciclaggio come altre più volgari partite di giro. O refurtive. Siamo già ad un picco: 6mila sottrazioni di volumi solo nei soli primi sei mesi del 2012. È l’annus …

“I predatori dei libri antichi rubano mille volumi al mese”, di Conchita Sannino

Pesano come carta, valgono come oro. Vengono da lontano, anche dall’Anno Mille. Ma sono diventati il business del futuro, anche se parlano lingue sepolte, il latino, il greco, il fiorentino dei dotti, anche il cinese. Pezzi richiestissimi dalle élite mondiali: perché viaggiano, da un capo all’altro del pianeta, come “titoli” senza scadenza, bottini a sei zeri che non lasciano tracce. Ssono i volumi antichi, gli oggetti del desiderio al centro di un traffico in costante ascesa, nel cuore dell’Europa. Pagine miniate, atlanti, codici, anche breviari di santi. Si rubano facilmente, se ne perdono in fretta le impronte. E i trafficanti corrono — nella quasi totalità dei casi — zero rischi. Perché quei libri non hanno bisogno di finire in un’intercapedine, non «puzzano», non destano sospetti, non portano le stimmate di capitali nascosti alle Cayman. Negli aeroporti, non fanno impazzire i cani antidroga, non rischiano la scure dell’antiriciclaggio come altre più volgari partite di giro. O refurtive. Siamo già ad un picco: 6mila sottrazioni di volumi solo nei soli primi sei mesi del 2012. È l’annus …

"Parlare delle differenze per fare della scuola un ambiente migliore", di Delia Vaccarello

Tre su quattro hanno subito una discriminazione in quanto gay o lesbiche. Uno su due a scuoala. Gli studenti sanno del rischio che corrono i compagni omosessuali, eppure fanno fatica ad empatizzare con loro, condividendo molti stereotipi radicati nell’opinione comune. A fotografare i danni procurati dal pregiudizio sono i risultati del progetto Niso cofinanziato dalla Commissione Europea all’interno del «Programma Fundamental Rights and Citizenship» e coordinato dalla Provincia di Roma. Tramite un questionario somministrato a 391 persone della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bi- sex, trans) e 741 studenti la ricerca ha saggiato la portata delle discriminazioni e il peso degli stereotipi. Non solo, ha messo a confronto le testimonianze delle vittime con la percezione che gli studenti hanno delle aggressioni. Così emerge che le discriminazioni scelgono il bersaglio a seconda dei luoghi: i maschi gay vengono presi più di mira a scuola (43 per cento), le lesbiche in famiglia (37 per cento). E i loro compagni non ne sono ignari. Il gruppo degli studenti mostra di sapere che per gli omosessuali la scuola e i …

"Stop alla legge sulla diffamazione. Ostruzionismo PD", di Natalia Lombardo

Non solo un «bavaglio», il testo di legge sulla diffamazione sta diventando una vera museruola per la stampa, per di più rappezzata in mille modi. Un «pasticcio», a detta di molti senatori, una «legge mostro» per il Pd D’Ambrosio. Il ddl comunque ieri è stato rinviato in commissione Giustizia dopo che la discussione nell’aula del Senato si era impantanata sulla durata e le modalità dell’interdizione dalla professione, chiesta in modo più restrittivo dai pidiellini Balboni e Mugnai (uno degli avvocati berlusconiani). In un clima delirante, hanno riformulato la proposta ben sette volte, con sofismi tra «lo stesso reato» o il «reato della stessa indole» sul quale avrebbe dovuto decidere un giudice. Il rinvio è «un passo avanti», per il Pd, dopo che la stessa richiesta di un ripensamento sul ddl era stata bocciata per un voto lunedì. Ieri pomeriggio in commissione Giustizia i democratici hanno messo in atto una forma di ostruzionismo, prolungando i tempi della discussione, perché l’intero testo sia rivisto e non solo l’articolo 1. In realtà Domenico Nania, che presiedeva l’aula, sostiene …

Giornalisti, perché i cittadini non tifano per noi", di Cesare Martinetti

Le convulsioni trasversali che attraversano la politica nell’imbarazzato e imbarazzante dibattito sulla diffamazione a mezzo stampa sono da considerarsi un altro capitolo del disfacimento della seconda Repubblica. Ora siamo alla resa dei conti, al duello finale: questo rappresenta il disegno di legge che lunedì sarà votato in Senato. La burocratica e caricaturale contabilità di spazi e di risarcimenti che i giornali devono dedicare alle riparazioni di diffamazioni ed inesattezze non costituiscono una difesa dell’onorabilità dei cittadini, ma tradiscono l’incapacità di vivere responsabilmente un’idea liberale del rapporto tra stampa e pubblici poteri. Affermare per legge l’obbligo alla rettifica di affermazioni ritenute diffamatorie o semplicemente errate senza la possibilità di replica quando anche si potesse dimostrare la verità di quanto è stato scritto, l’obbligo di pubblicazione delle rettifiche nella parte alta della pagina, senza limite di spazio a disposizione di chi si ritiene diffamato, è irrealistico, irragionevole. Nella sostanza una minaccia rivolta contro i giornali, giornalisti ed editori dettata dal risentimento e dalla voglia di vendetta. Ciò detto sarà bene non cadere nell’errore opposto e rendere a …

Senza le piccole librerie storiche le città italiane perdono l'identità", di Aldo Cazzullo

Arrivi a Firenze, fai un giro di librerie, e non le trovi più. Nel tempo hanno chiuso Marzocco, Martelli, Le Monnier, la libreria del Porcellino, quella dell’Editrice fiorentina, Seber, Sp44, Aleph, la Cima (la prima ad aprire una caffetteria); e ora sta chiudendo pure Edison. Praticamente la città che ha inventato la lingua e la letteratura italiana è rimasta con due sole librerie «omnibus», rivolte a tutti i lettori: entrambe di catena, per quanto gestite con amore; e una attaccata all’altra. Arrivi a Napoli, sali al quartiere borghese, il Vomero, e vedi che di librerie non ce ne sono più: chiusa la storica Guida, sta chiudendo pure la Fnac; mentre la Treves ha sbarrato l’antica sede di via Roma per riaprirne un’altra, molto più piccola. Accade in tutta Italia. A Venezia chiude la libreria di calle Vallaresso, a un passo da San Marco. A Verona chiude la storica Barbato di via Mazzini, la spina dorsale della città, per riaprire in periferia. E gli esempi potrebbero continuare. Molte librerie indipendenti sono in grande difficoltà. La crisi …