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"L’amore perduto per l’Europa", di Barbara Spinelli

Gli italiani non hanno fiducia nel proprio Stato, nelle proprie istituzioni, ancor meno nei partiti. La cosa era nota da tempo – basta vedere come i partiti governano le regioni, a dispetto di tante promesse di rigenerazione – ma nel frattempo diffidano anche dell’Europa. Nell’articolo pubblicato lunedì su questo giornale, Ilvo Diamanti descrive la progressiva erosione dell’europeismo italiano: la più spettacolare, nell’Unione dei Ventisette. La grande illusione del dopoguerra stinge, vicina a spegnersi. Era una sorta di polizza d’assicurazione («gli italiani preferivano farsi commissariare da Bruxelles piuttosto che farsi governare da Roma ») ma evidentemente non funziona più visto che le istituzioni europee si son fatte arcigne, asservite agli Stati più potenti, abituate a chiamarci, quasi fossimo degenerati in banlieue di traffici illeciti e tumulti, periferia Sud. Non è euroscetticismo, perché lo scettico è filosofo che interroga, mette in questione i misteri di chiese o ideologie. L’avversione italiana è meno argomentativa, meno incalzante, e come vedremo è bellicosa. Somiglia più all’accartocciarsi di un’illusione che era stata troppo supina, troppo poco politica, pervasa da sotterranea apatia. …

"L’amore perduto per l’Europa", di Barbara Spinelli

Gli italiani non hanno fiducia nel proprio Stato, nelle proprie istituzioni, ancor meno nei partiti. La cosa era nota da tempo – basta vedere come i partiti governano le regioni, a dispetto di tante promesse di rigenerazione – ma nel frattempo diffidano anche dell’Europa. Nell’articolo pubblicato lunedì su questo giornale, Ilvo Diamanti descrive la progressiva erosione dell’europeismo italiano: la più spettacolare, nell’Unione dei Ventisette. La grande illusione del dopoguerra stinge, vicina a spegnersi. Era una sorta di polizza d’assicurazione («gli italiani preferivano farsi commissariare da Bruxelles piuttosto che farsi governare da Roma ») ma evidentemente non funziona più visto che le istituzioni europee si son fatte arcigne, asservite agli Stati più potenti, abituate a chiamarci, quasi fossimo degenerati in banlieue di traffici illeciti e tumulti, periferia Sud. Non è euroscetticismo, perché lo scettico è filosofo che interroga, mette in questione i misteri di chiese o ideologie. L’avversione italiana è meno argomentativa, meno incalzante, e come vedremo è bellicosa. Somiglia più all’accartocciarsi di un’illusione che era stata troppo supina, troppo poco politica, pervasa da sotterranea apatia. …

"L'altra Europa delle schiave del sesso", di Luigi Offeddu

I numeri sono allineati sul tavolo davanti a Cecilia Malmström, commissaria europea agli Affari interni: «Tre quarti delle persone vittime del traffico di esseri umani sono oggetto di sfruttamento sessuale. Le donne sono il 79% del totale, e il 12% di queste sono ragazze minorenni. Uomini e ragazzi rappresentano il restante 21%». Questa, dunque, è l’Unione Europea agli inizi del ventunesimo secolo. «E il traffico degli esseri umani è la schiavitù dei nostri tempi — dice la commissaria Ue — soprattutto il traffico delle donne sfruttate per il commercio del sesso. Romania e Bulgaria sono i Paesi più colpiti. I dati sono in aumento. Le cause? Certamente la crisi economica ha reso queste stesse vittime ancora più deboli. E noi avremmo dovuto fare molto di più nel passato, per aiutarle». Non che non sia stato fatto nulla. Una direttiva Ue già approvata, che fissa i principi generali sulla prevenzione di questi fenomeni e sulla protezione delle vittime, dovrebbe entrare in vigore nell’aprile 2013. Ma il tempo corre, e le organizzazioni criminali pure: i casi di …

"L'altra Europa delle schiave del sesso", di Luigi Offeddu

I numeri sono allineati sul tavolo davanti a Cecilia Malmström, commissaria europea agli Affari interni: «Tre quarti delle persone vittime del traffico di esseri umani sono oggetto di sfruttamento sessuale. Le donne sono il 79% del totale, e il 12% di queste sono ragazze minorenni. Uomini e ragazzi rappresentano il restante 21%». Questa, dunque, è l’Unione Europea agli inizi del ventunesimo secolo. «E il traffico degli esseri umani è la schiavitù dei nostri tempi — dice la commissaria Ue — soprattutto il traffico delle donne sfruttate per il commercio del sesso. Romania e Bulgaria sono i Paesi più colpiti. I dati sono in aumento. Le cause? Certamente la crisi economica ha reso queste stesse vittime ancora più deboli. E noi avremmo dovuto fare molto di più nel passato, per aiutarle». Non che non sia stato fatto nulla. Una direttiva Ue già approvata, che fissa i principi generali sulla prevenzione di questi fenomeni e sulla protezione delle vittime, dovrebbe entrare in vigore nell’aprile 2013. Ma il tempo corre, e le organizzazioni criminali pure: i casi di …

"I soldi per una scuola di musica", di Stefano Morselli

Una carica di energia positiva, che ci aiuta a superare i momenti di sconforto, a volte ancora presenti. Gli artisti, gli organizzatori, l’entusiasmo del pubblico ci hanno regalato un evento unico, non solo di musica, anche di unione, di socialità, di solidarietà. Per me è stata una cosa emozionante e un incoraggiamento». Barbara Bernardelli, 39enne sindaco di Reggiolo, era tra gli oltre 150mila che, al campo volo di Reggio Emilia, hanno partecipato al concertone per la raccolta di fondi a favore delle comunità colpite dal terremoto della primavera scorsa. Lei non era una semplice spettatrice, bensì uno dei destinatari, in qualità di sindaco, dei soldi che il concerto e le attività collaterali (merchandising di magliette e accessori vari, diretta Sky, cd e dvd…) metteranno insieme per finanziare progetti di ripristino delle strutture scolastiche in dieci comuni tra le province di Reggio, Modena, Bologna, Ferrara. Nel territorio reggiano, Reggiolo è il paese che ha subito i danni maggiori. Le ripetute scosse hanno reso inagibili gli edifici pubblici, centinaia di abitazioni e di negozi. Hanno trasformato il …

"I soldi per una scuola di musica", di Stefano Morselli

Una carica di energia positiva, che ci aiuta a superare i momenti di sconforto, a volte ancora presenti. Gli artisti, gli organizzatori, l’entusiasmo del pubblico ci hanno regalato un evento unico, non solo di musica, anche di unione, di socialità, di solidarietà. Per me è stata una cosa emozionante e un incoraggiamento». Barbara Bernardelli, 39enne sindaco di Reggiolo, era tra gli oltre 150mila che, al campo volo di Reggio Emilia, hanno partecipato al concertone per la raccolta di fondi a favore delle comunità colpite dal terremoto della primavera scorsa. Lei non era una semplice spettatrice, bensì uno dei destinatari, in qualità di sindaco, dei soldi che il concerto e le attività collaterali (merchandising di magliette e accessori vari, diretta Sky, cd e dvd…) metteranno insieme per finanziare progetti di ripristino delle strutture scolastiche in dieci comuni tra le province di Reggio, Modena, Bologna, Ferrara. Nel territorio reggiano, Reggiolo è il paese che ha subito i danni maggiori. Le ripetute scosse hanno reso inagibili gli edifici pubblici, centinaia di abitazioni e di negozi. Hanno trasformato il …

"Dat: perché sarebbe meglio evitare la legge", di Stefano Semplici

Solo con una robusta dose di ingenuità si poteva immaginare che questa legislatura si sarebbe conclusa senza che si tornasse a discutere del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Non si tratta, a questo punto, di dare ragione a chi sostiene che tanto lavoro non merita di andare sprecato piuttosto che a coloro che denunciano il significato tutto strumentale ed elettorale della pretesa di approvare definitivamente il testo. Gli uni e gli altri recitano la loro parte in un copione scontato. È meglio allora restare sui contenuti del disegno di legge, per capire cosa accadrebbe davvero e trarne un sommesso suggerimento. Il testo contiene una incongruenza palese, che rende impossibile la chiara identificazione della platea dei destinatari. Nell’art. 1 e nel comma 1 dell’art. 3 ci si riferisce ai soggetti incapaci di intendere e di volere e dunque, per citare solo l’esempio più facile, alle centinaia di migliaia di malati di Alzheimer che si trovino in uno stato avanzato della loro malattia. Ma nel comma 5 dello stesso art. 3 si specifica che …