Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Gli strani «tecnici» del ministro Ornaghi", di Vittorio Emiliani

Se possedeste un castello o un quadro antico, per restaurarlo, interpellereste uno psicologo esperto in marketing o magari un politologo? In entrambi i casi i vostri congiunti telefonerebbero allarmati al medico di fiducia e, nel caso insisteste, al 113. È invece proprio quello che accadrà al patrimonio storico-artistico-paesaggistico della Nazione (art. 9 della Costituzione) dopo le nomine effettuate dal ministro «competente» Lorenzo Ornaghi per il Consiglio Superiore: come «vice» esecutivo, un filosofo del diritto, Francesco De Sanctis (prima di lui, Salvatore Settis e Andrea Carandini), quali consiglieri, una docente di Scienze Politiche (Gloria Pirzio Ammassari), uno storico contemporaneo (Enrico Decleva, Rettore della Statale a Milano, dove Ornaghi lo è della Cattolica), il preside della facoltà di Psicologia, e dàgli, della Cattolica (Albino Claudio Bosio) e finalmente uno storico dell’arte, Antonio Paolucci, peraltro direttore dei Musei Vaticani e quindi dipendente di quello Stato. Col che il tasso di «pietas religiosa» (almeno quello) è alto e garantito. Del resto, dal CdA del Teatro alla Scala il medesimo Ornaghi aveva lasciato fuori, fra vibrate proteste, un esperto di …

"Il paese di Google", di Nadia Urbinati

LA Casa Bianca è in rotta di collisione con YouTube. L’oggetto del contendere è la limitazione della libertà di parola e di espressione (free speech), il primo pilastro del diritto civile moderno sul quale si reggono le democrazie costituzionali. Google ha deciso di non tenere conto della richiesta della Casa Bianca di riconsiderare l’opportunità di tenere in circolazione il video anti-Islam che ha scatenato la violenza e le manifestazioni anti-americane e anti-occidentali in tutto il mondo arabo. Google si appella all’auto-governo. Google ha precisato di aver già operato affinché il video non violi i termini della legge Americana sullo hate speech (discorso che infiamma odio) e di aver predisposto che il video venga oscurato in alcune regioni del mondo, per esempio l’Egitto, la Libia, l’India e l’Indonesia. Oscuramento temporaneo però, per ragioni di opportunità e prudenza, non censura permanente. La decisione di Google si basa su una carta diciamo così costituzionale che la compagnia ha adottato nel 2007 per risolvere decisioni controverse. La carta dice che la compagnia nel prendere decisioni sulla pubblicazione di materiale …

"Il paese di Google", di Nadia Urbinati

LA Casa Bianca è in rotta di collisione con YouTube. L’oggetto del contendere è la limitazione della libertà di parola e di espressione (free speech), il primo pilastro del diritto civile moderno sul quale si reggono le democrazie costituzionali. Google ha deciso di non tenere conto della richiesta della Casa Bianca di riconsiderare l’opportunità di tenere in circolazione il video anti-Islam che ha scatenato la violenza e le manifestazioni anti-americane e anti-occidentali in tutto il mondo arabo. Google si appella all’auto-governo. Google ha precisato di aver già operato affinché il video non violi i termini della legge Americana sullo hate speech (discorso che infiamma odio) e di aver predisposto che il video venga oscurato in alcune regioni del mondo, per esempio l’Egitto, la Libia, l’India e l’Indonesia. Oscuramento temporaneo però, per ragioni di opportunità e prudenza, non censura permanente. La decisione di Google si basa su una carta diciamo così costituzionale che la compagnia ha adottato nel 2007 per risolvere decisioni controverse. La carta dice che la compagnia nel prendere decisioni sulla pubblicazione di materiale …

"La Rai in profondo rosso perdite per 200 milioni. Gubitosi: situazione grave", di Goffredo De Marchis

Una dolorosa operazione verità scopre il gigantesco buco della Rai. Peggiore di qualsiasi previsione, anche delle prime cifre fornite informalmente dal direttore generale Luigi Gubitosi. La perdita prevista per il 2012 raggiunge la cifra di 200 milioni. La semestrale presentata ieri dai vertici dell’azienda al consiglio di amministrazione è un bagno di sangue, che colpisce al cuore del gruppo se confrontata con i successi di ascolto di Viale Mazzini: in testa nel prime time con il 41,7 per cento di share, prima nell’intera giornata con il 40,3 per cento di share. Mediaset stracciata nella sfida del pubblico. Punte clamorose con la semifinale Italia-Germania degli Europei (23 milioni di spettatori, 80% di share) e con il festival di Sanremo (11 milioni di spettatori medi e 48% di share). Ma nell’esposizione nuda e cruda dei numeri fatta da Gubitosi naufragano le previsioni scoppiettanti illustrate dal predecessore Lorenza Lei alla commissione di Vigilanza il 29 febbraio: «Chiuderemo in sostanziale pareggio». Invece la Rai perde nel primo semestre 129 milioni con la prospettiva di sfondare quota 200 alla fine …

"La Rai in profondo rosso perdite per 200 milioni. Gubitosi: situazione grave", di Goffredo De Marchis

Una dolorosa operazione verità scopre il gigantesco buco della Rai. Peggiore di qualsiasi previsione, anche delle prime cifre fornite informalmente dal direttore generale Luigi Gubitosi. La perdita prevista per il 2012 raggiunge la cifra di 200 milioni. La semestrale presentata ieri dai vertici dell’azienda al consiglio di amministrazione è un bagno di sangue, che colpisce al cuore del gruppo se confrontata con i successi di ascolto di Viale Mazzini: in testa nel prime time con il 41,7 per cento di share, prima nell’intera giornata con il 40,3 per cento di share. Mediaset stracciata nella sfida del pubblico. Punte clamorose con la semifinale Italia-Germania degli Europei (23 milioni di spettatori, 80% di share) e con il festival di Sanremo (11 milioni di spettatori medi e 48% di share). Ma nell’esposizione nuda e cruda dei numeri fatta da Gubitosi naufragano le previsioni scoppiettanti illustrate dal predecessore Lorenza Lei alla commissione di Vigilanza il 29 febbraio: «Chiuderemo in sostanziale pareggio». Invece la Rai perde nel primo semestre 129 milioni con la prospettiva di sfondare quota 200 alla fine …

Cinecittà: Commissione Cultura, fermare iniziative della proprietà e fare chiarezza

“Fermare ogni azione e fare chiarezza sullo stato di Cinecittà. – lo chiede Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, a nome della Commissione che si è recata in missione a Cinecittà con una delegazione composta dalla stessa presidente Ghizzoni, da Emerenzio Barbieri (PdL), Gabriella Carlucci (UdC), Maria Coscia (Pd), Paola Goisis (LN), Pierfelice Zazzera (IdV). Siamo rammaricati che la vicepresidenza degli Studios non ci abbia permesso di visitare il sito poiché ne ha impedito l’ingresso insieme ai lavoratori. Prima che il presidente Abete proceda nello sviluppo del piano industriale è necessario che, durante la sua audizione della prossima settimana, venga chiarito il bilancio e lo stato economico e produttivo di Cinecittà Studios, che si indaghi sugli interessi degli investitori coinvolti e che venga esposta il progetto industriale per verificarne la rispondenza alla finalità d’uso originario del sito. Anche il Ministero sarà chiamato a fare la sua parte in merito ad una società di cui è proprietario per il 20%. La Commissione – spiegano – ha presentato due risoluzioni per impegnare il …

Quel triangolo amoroso che può salvare la scuola", di Alessandro D'Avenia

«Alcuni di noi credono di poter cambiare qualcosa. A un certo punto ci svegliamo e ci rendiamo conto di aver fallito». Così dice, riferendosi alla sua professione, Henry Barthes, insegnante di una scuola pubblica americana e protagonista del recente film «Detachment» (Il distacco), interpretato magistralmente da Adrien Brody, il rovescio pessimistico-malinconico del Keating dell’«Attimo fuggente». Uomo di finanza di successo, deluso dalle chimere del mercato, decide di darsi ad un lavoro privo di «consenso» ma con più «senso» per la sua vita e quella altrui. Diventa un supplente. Sì, un supplente per scelta. Non vuole un posto di ruolo, preferisce dover cambiare di frequente scuola e non rimanere troppo «attaccato» alle vite fragili di ragazzi che si aggrappano a lui, in cerca di quel «senso» che altrove non trovano. Consapevole di non essere all’altezza di ciò di cui hanno bisogno in un mondo troppo liquido nelle relazioni e troppo fragile nelle fondamenta culturali, sconsolato dice: «Questi ragazzi hanno bisogno di qualcos’altro. Non hanno bisogno di me». Ma di che cosa hanno bisogno, allora? Lo mostra …