Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Gerico, la prima smart city", di Alberto Melloni

Una teleferica che sale rovente al dirupo del Monastero delle Tentazioni permette di vedere dall’alto gli scavi archeologici sul bordo dell’oasi di Gerico, considerata la più antica città del mondo. È iniziata proprio qui 9500 anni fa una forma di vita — la città — che continua ad essere leva della condizione umana. Il portale Treccani (accessibile gratis come Wikipedia, ma immune dall’ideologismo dei wikiwriters) ricorda le «città» di Ur, Ugarit, Mersinia, Menfi, Harappa, Mohenjo-Daro che dalla fine del calcolitico entrano nella narrazione storica. Più su stanno le città-icona: Atene, che dà linguaggio alla politica come sacralità intrinseca alla vita comune; Sodoma, che, profanata la legge dell’ospitalità, sprofonda nel fuoco di giustizia dell’Altro per antonomasia. Icone fragili, le città erano il tema dell’Expo di Shanghai del 2010, che in un padiglione rappresentava la vita urbana come un tetto che non rovinava sui visitatori perché sorretto da due colonne di volumi: i libri sull’utopia. Da Campanella a Platone, da Confucio alla Bibbia ciò che impedisce ad Atene di diventare Sodoma, insegnava la Cina, è qualcosa di …

"L’agonia infinita di Pompei crolla trave nella Villa dei Misteri", di Conchita Sannino

Forse l’umidità sedimentata nel tempo. Forse un’infiltrazione aggravata dalle ultime piogge. A rovinare sul suolo degli Scavi di Pompei, stavolta, è una pesante trave di castagno che risale agli anni Settanta e non servirà prendersela con Giove Pluvio. Per fortuna capita di notte e non c’è nessuno a rischiare il collo: l’asse di legno marcita, lunga quasi cinque metri, si stacca dalla struttura che sorregge le tegole e vola giù per quasi otto metri sul pavimento dello splendido (solitamente affollato) porticato: è il peristilio con affreschi della famosa Villa dei Misteri. Alla propaggine estrema di un parco archeologico, lungo 44 ettari, sorvegliato da pochissimi custodi, penalizzato da sette crolli negli ultimi ventidue mesi. La trave non ha alcun valore, dunque, e non c’è danno alle strutture della domus: eppure non basta questo sollievo a placare le polemiche sugli Scavi a rischio abbandono, e sul tema sicurezza che pende — è il caso di dire — sulla testa di lavoratori e turisti, oltreché su un inestimabile patrimonio. Protestano i sindacati, Legambiente, parlamentari di destra e sinistra. …

"L’agonia infinita di Pompei crolla trave nella Villa dei Misteri", di Conchita Sannino

Forse l’umidità sedimentata nel tempo. Forse un’infiltrazione aggravata dalle ultime piogge. A rovinare sul suolo degli Scavi di Pompei, stavolta, è una pesante trave di castagno che risale agli anni Settanta e non servirà prendersela con Giove Pluvio. Per fortuna capita di notte e non c’è nessuno a rischiare il collo: l’asse di legno marcita, lunga quasi cinque metri, si stacca dalla struttura che sorregge le tegole e vola giù per quasi otto metri sul pavimento dello splendido (solitamente affollato) porticato: è il peristilio con affreschi della famosa Villa dei Misteri. Alla propaggine estrema di un parco archeologico, lungo 44 ettari, sorvegliato da pochissimi custodi, penalizzato da sette crolli negli ultimi ventidue mesi. La trave non ha alcun valore, dunque, e non c’è danno alle strutture della domus: eppure non basta questo sollievo a placare le polemiche sugli Scavi a rischio abbandono, e sul tema sicurezza che pende — è il caso di dire — sulla testa di lavoratori e turisti, oltreché su un inestimabile patrimonio. Protestano i sindacati, Legambiente, parlamentari di destra e sinistra. …

"Perché siamo indifferenti a chi viola regole e leggi", di Giovanni Belardelli

Perché spesso siamo indifferenti verso chi non rispetta le regole? È come se nella patria del diritto (scritto) avesse preso corpo una singolare forma di common law, in virtù della quale molti decidono che una certa norma può essere ignorata. Del resto, non c’è forse un’idea del genere dietro comportamenti diffusi come l’elevata evasione fiscale o quella mancata osservanza dei vincoli edilizi che ha provocato la distruzione del paesaggio italiano? L’episodio dei lavori «gonfiati» dell’Aquila (Corriere, 6 settembre) fa sorgere interrogativi radicali su ciò che è o sta diventando il nostro Paese. Ecco i fatti: da una verifica della Guardia di finanza è risultato che nel capoluogo abruzzese alcuni proprietari di case si sarebbero accordati con un’impresa per dichiarare lavori non effettuati (il totale rifacimento del tetto invece della risistemazione solo parziale, l’installazione di ponteggi in realtà mai avvenuta e così via) ottenendo in tal modo un maggiore rimborso da parte dello Stato. Ciò che fa dell’episodio qualcosa di diverso dal «solito» scandalo sul dopo terremoto è la dimensione della truffa: su 73 pratiche esaminate, …

"Perché siamo indifferenti a chi viola regole e leggi", di Giovanni Belardelli

Perché spesso siamo indifferenti verso chi non rispetta le regole? È come se nella patria del diritto (scritto) avesse preso corpo una singolare forma di common law, in virtù della quale molti decidono che una certa norma può essere ignorata. Del resto, non c’è forse un’idea del genere dietro comportamenti diffusi come l’elevata evasione fiscale o quella mancata osservanza dei vincoli edilizi che ha provocato la distruzione del paesaggio italiano? L’episodio dei lavori «gonfiati» dell’Aquila (Corriere, 6 settembre) fa sorgere interrogativi radicali su ciò che è o sta diventando il nostro Paese. Ecco i fatti: da una verifica della Guardia di finanza è risultato che nel capoluogo abruzzese alcuni proprietari di case si sarebbero accordati con un’impresa per dichiarare lavori non effettuati (il totale rifacimento del tetto invece della risistemazione solo parziale, l’installazione di ponteggi in realtà mai avvenuta e così via) ottenendo in tal modo un maggiore rimborso da parte dello Stato. Ciò che fa dell’episodio qualcosa di diverso dal «solito» scandalo sul dopo terremoto è la dimensione della truffa: su 73 pratiche esaminate, …

"Povera Chiesa in povero Stato", di Giovanni Valentini

Il pensiero cattolico ha visto con fastidio costante (…) l’idea dello Stato che è sovrano sia quanto ai mezzi sia quanto ai fini dell’azione collettiva. (da “Dal Risorgimento al Fascismo” di Domenico Fisichella — Carocci, 2012 — pag. 127). Non s’era ancora spenta la commozione per la scomparsa di monsignor Martini, padre spirituale del cattolicesimo progressista e pastore di una Chiesa moderna, che s’è riaccesa la polemica sul regime fiscale degli immobili ecclesiastici su cui il governo ha buttato subito acqua sul fuoco. Forse l’accostamento tra i due eventi può apparire inopportuno o irriguardoso, mentre la figura dell’ex arcivescovo di Milano — uomo del dialogo e grande comunicatore — merita certamente rispetto anche da parte dei laici. Ma sul piano mediatico la coincidenza ripropone la questione del rapporto fra il potere temporale e il potere spirituale della Chiesa, all’origine della “diversità” culturale di Martini all’interno della gerarchia ecclesiastica. E quindi, il problema storico delle relazioni fra lo Stato italiano e il Vaticano. Pochi giorni dopo essere stato nominato cardinale, il 6 febbraio del 1983 Carlo …

"Povera Chiesa in povero Stato", di Giovanni Valentini

Il pensiero cattolico ha visto con fastidio costante (…) l’idea dello Stato che è sovrano sia quanto ai mezzi sia quanto ai fini dell’azione collettiva. (da “Dal Risorgimento al Fascismo” di Domenico Fisichella — Carocci, 2012 — pag. 127). Non s’era ancora spenta la commozione per la scomparsa di monsignor Martini, padre spirituale del cattolicesimo progressista e pastore di una Chiesa moderna, che s’è riaccesa la polemica sul regime fiscale degli immobili ecclesiastici su cui il governo ha buttato subito acqua sul fuoco. Forse l’accostamento tra i due eventi può apparire inopportuno o irriguardoso, mentre la figura dell’ex arcivescovo di Milano — uomo del dialogo e grande comunicatore — merita certamente rispetto anche da parte dei laici. Ma sul piano mediatico la coincidenza ripropone la questione del rapporto fra il potere temporale e il potere spirituale della Chiesa, all’origine della “diversità” culturale di Martini all’interno della gerarchia ecclesiastica. E quindi, il problema storico delle relazioni fra lo Stato italiano e il Vaticano. Pochi giorni dopo essere stato nominato cardinale, il 6 febbraio del 1983 Carlo …