Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Così zio Carlo ha chiesto di essere addormentato", di Giulia Facchini

Quando venerdì il tuo feretro è arrivato in Duomo la prima persona, tra i fedeli presenti, che ti è venuta incontro era un giovane in carrozzina, mi è parso affetto da Sla. D’improvviso sono stata colta da una profondissima commozione, un’onda che saliva dal più profondo e mi diceva: «Lo devi fare per lui» e per tutti quei tantissimi uomini e donne che avevano iniziato a sfilare per darti l’estremo saluto, visibilmente carichi dei loro dolori e protesi verso la speranza. Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell’agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell’importanza della buona morte. Morire è certo per noi tutti un passaggio ineludibile, come d’altro canto il nascere e, come la gravidanza dà, ogni giorno, piccoli nuovi segni della formazione di una vita, anche la morte si annuncia spesso da lontano. Anche tu la sentivi avvicinare e ce lo ripetevi, tanto che per questo, a volte, ti prendevamo affettuosamente in giro. Poi le difficoltà fisiche sono aumentate, deglutivi con fatica e quindi mangiavi sempre meno e spesso catarro e muchi, …

"Oltre il passato senza indulgenza", di Ilvo Diamanti

Non è facile orientarsi, in questi tempi strani. In questo Paese strano. Dove nulla comincia e nulla finisce davvero. Non è facile capire di che si discuta. Le questioni, gli eventi, gli attori. Dissociati dal contesto originale. Oppure, ricollocati in un contesto diverso. Le polemiche sulla trattativa fra Stato e mafia. Ha coinvolto il presidente Napolitano e i magistrati di Palermo. Anche se i fatti di cui si discute sono avvenuti vent’anni fa. Nel 1992. Il crinale fra la Prima e la Seconda Repubblica. Quando Falcone e Borsellino vennero massacrati, insieme alla scorta, in due diversi attentati. A pochi mesi di distanza. Episodi tragici, parte di una strategia concepita da «menti raffinate» che tendeva a «mantenere l’esistente ed a fermare la spinta al cambiamento », ha osservato Piero Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia. Il quale ha aggiunto che, come nel 1992, oggi sarebbe in atto «una ulteriore destabilizzazione (…) contro la magistratura e contro il capo dello Stato». Vent’anni dopo, dunque, la storia si ripete. Stessi attori, stesse questioni, con volti e nomi – …

"Oltre il passato senza indulgenza", di Ilvo Diamanti

Non è facile orientarsi, in questi tempi strani. In questo Paese strano. Dove nulla comincia e nulla finisce davvero. Non è facile capire di che si discuta. Le questioni, gli eventi, gli attori. Dissociati dal contesto originale. Oppure, ricollocati in un contesto diverso. Le polemiche sulla trattativa fra Stato e mafia. Ha coinvolto il presidente Napolitano e i magistrati di Palermo. Anche se i fatti di cui si discute sono avvenuti vent’anni fa. Nel 1992. Il crinale fra la Prima e la Seconda Repubblica. Quando Falcone e Borsellino vennero massacrati, insieme alla scorta, in due diversi attentati. A pochi mesi di distanza. Episodi tragici, parte di una strategia concepita da «menti raffinate» che tendeva a «mantenere l’esistente ed a fermare la spinta al cambiamento », ha osservato Piero Grasso, capo della Direzione nazionale antimafia. Il quale ha aggiunto che, come nel 1992, oggi sarebbe in atto «una ulteriore destabilizzazione (…) contro la magistratura e contro il capo dello Stato». Vent’anni dopo, dunque, la storia si ripete. Stessi attori, stesse questioni, con volti e nomi – …

"Il cortocircuito dell’insulto", di Nadia Urbinati

Beppe Grillo è sceso in campo contro gli “aizzatori di professione” nei suoi confronti e nei confronti del MoVimento 5 Stelle, denunciando il linguaggio “fragoroso” e “indecente” che non alimenta la discussione sulle cose, ma ha per obiettivo l’insulto, l’isolamento, la distruzione dell’avversario. Odio e violenza verbali hanno scandito la nostra storia politica in questi anni di transizione. Anni di transizione incompiuta dalla democrazia dei partiti di massa a qualcosa di cui nessuno sa ancora vedere i contorni, da quando odio e violenza erano domati all’interno di narrative ideologiche che consentivano a chi le condivideva di imbastire discorsi, nei quali gli avversari non erano le persone ma le idee per le quali le persone si spendevano. La politica delle idee è una politica di civiltà perché induce i cittadini a trascendere la dimensione personale — a comportarsi e sentirsi come rappresentanti delle idee che condividono; ad avere avversari, mai nemici da distruggere. Dalla fine dei partiti tradizionali questa civiltà della rappresentanza, della separazione tra dimensione personale e dimensione politica è decaduta. L’antipolitica è una conseguenza …

"Il cortocircuito dell’insulto", di Nadia Urbinati

Beppe Grillo è sceso in campo contro gli “aizzatori di professione” nei suoi confronti e nei confronti del MoVimento 5 Stelle, denunciando il linguaggio “fragoroso” e “indecente” che non alimenta la discussione sulle cose, ma ha per obiettivo l’insulto, l’isolamento, la distruzione dell’avversario. Odio e violenza verbali hanno scandito la nostra storia politica in questi anni di transizione. Anni di transizione incompiuta dalla democrazia dei partiti di massa a qualcosa di cui nessuno sa ancora vedere i contorni, da quando odio e violenza erano domati all’interno di narrative ideologiche che consentivano a chi le condivideva di imbastire discorsi, nei quali gli avversari non erano le persone ma le idee per le quali le persone si spendevano. La politica delle idee è una politica di civiltà perché induce i cittadini a trascendere la dimensione personale — a comportarsi e sentirsi come rappresentanti delle idee che condividono; ad avere avversari, mai nemici da distruggere. Dalla fine dei partiti tradizionali questa civiltà della rappresentanza, della separazione tra dimensione personale e dimensione politica è decaduta. L’antipolitica è una conseguenza …

"Il populismo sanitario", di Pietro Greco

Nel suo monologo sul palco, non privo di inesattezze fattuali, Beppe Grillo fa proprie in un colpo solo tutte le cosiddette «teorie alternative dell’Aids». Sostiene che il virus Hiv non esiste. E che se esiste non è causa né necessaria né sufficiente per generare la Sindrome da immunodeficienza acquisita, l’Aids appunto, i cui fattori scatenanti sarebbero altri: il sangue infetto (ma da cosa?) e/o la droga e/o il farmaco Azt usato proprio nella cura della sindrome. La malattia e le relative terapie sarebbero un’invenzione delle grandi multinazionali. Insomma, Grillo evoca la tesi che l’Aids è il frutto di un «grande complotto» messo a punto per propalare una remunerativa «bufala». Sono argomentazioni utilizzate in passato da un noto ed esperto microbiologo dell’università della California, Peter Duesberg (che non ha mai vinto il Nobel) e da Gary Mullis, il chimico – non esperto di virologia – che ha messo a punto la Polymerase Chain Reaction (Pcr), la tecnologia che consente di clonare in maniera praticamente illimitata poche molecole o pochi frammenti di molecole di Dna. La Pcr …

"Il populismo sanitario", di Pietro Greco

Nel suo monologo sul palco, non privo di inesattezze fattuali, Beppe Grillo fa proprie in un colpo solo tutte le cosiddette «teorie alternative dell’Aids». Sostiene che il virus Hiv non esiste. E che se esiste non è causa né necessaria né sufficiente per generare la Sindrome da immunodeficienza acquisita, l’Aids appunto, i cui fattori scatenanti sarebbero altri: il sangue infetto (ma da cosa?) e/o la droga e/o il farmaco Azt usato proprio nella cura della sindrome. La malattia e le relative terapie sarebbero un’invenzione delle grandi multinazionali. Insomma, Grillo evoca la tesi che l’Aids è il frutto di un «grande complotto» messo a punto per propalare una remunerativa «bufala». Sono argomentazioni utilizzate in passato da un noto ed esperto microbiologo dell’università della California, Peter Duesberg (che non ha mai vinto il Nobel) e da Gary Mullis, il chimico – non esperto di virologia – che ha messo a punto la Polymerase Chain Reaction (Pcr), la tecnologia che consente di clonare in maniera praticamente illimitata poche molecole o pochi frammenti di molecole di Dna. La Pcr …