Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Il velo caduto in via Bellerio", di Roberto Saviano

Può accadere che si chiuda l´inchiesta Infinito, e che dimostri come la ´ndrangheta abbia alleati nell´imprenditoria lombarda. Può accadere che emerga che la Asl di Pavia, non quella di una desolata provincia del sud Italia, fosse infiltrata dai clan. Può accadere che si chiuda l´inchiesta Aspide che traccia la presenza della camorra casalese in Veneto e dimostri come le imprese in difficoltà venissero risollevate da capitali criminali. Può accadere che la maggior azienda di pasticceria industriale al nord sia salvata dalla crisi con i capitali del clan Fabbrocino. Capita che i politici del Pirellone sotto inchiesta quasi non si contano più . Capita che il sistema Lega-Pdl – sistema, così viene definito, magari non è un caso – secondo la Procura di Milano, si spartisca pro quota le tangenti della provincia di Milano, creando anche fondi neri con trasferimento di denaro all´estero. Capita che tutto questo avvenga sotto gli occhi imperturbabili di Roberto Formigoni, rieletto governatore per la quarta volta (oggi per legge sarebbe tre il numero massimo) con una lista con 618 firme falsificate. …

"Da Roma ladrona a Padania ladrona", di Giovanni Cerruti

Il 16 marzo una mano e un pennello ignoti, forse ben informati, di sicuro preveggenti, avevano sfregiato l’enorme scritta che sta sullo sfondo del pratone di Pontida. Era bastata una lettera: da «Padroni in casa nostra» a «Ladroni in casa nostra». Dei maneggi del tesoriere Francesco Belsito già si sapeva, già si temeva. Ma nessuno poteva immaginare che si arrivasse a tanto, a quest’inchiesta su otto anni di bilanci allegri, a questi sospetti, e pesanti, sui quattrini dirottati dalle casse del partito «alle esigenze personali di familiari del leader della Lega Nord». C’era una volta Roma Ladrona, ora tocca a Gemonio. Basta leggere le pagine della Procura e si può capire l’impaccio della Lega. Otto anni di baldoria con la cassa, proprio da quel 2004 del coccolone, da quando Umberto Bossi non è più quell’Umberto Bossi. E, attorno, quella famiglia allargata che già un anno dopo era definita «Cerchio Magico». La moglie Manuela, i figli allora ragazzini, l’immancabile Rosi Mauro più un paio di favoriti di turno con relativi clienti. Bossi, in questo come Bettino …

Pompei, l’Europa manda il denaro. Non sprechiamolo", di Luca Dal Fra

Cosa si muove sotto a Pompei? Dopo i commissariamenti scandalo, i crolli delle domus, le pletoriche dichiarazioni, sul sito flegreo è calato il silenzio, appena increspato da qualche presunto o reale piccolo cedimento. Negli ultimi giorni invece, come si trattasse del Vesuvio, si assiste a una ripresa delle attività. Giovedì scorso la Commissione europea ha dato il via libera alla seconda fase del finanziamento, già deliberato, di 105 milioni di euro per il piano di restauri dell’area archeologica, aprendo la strada ai bandi per gli appalti. Una buona notizia, subito seguita dalla decisione del Governo italiano di nominare Fernando Guida quale prefetto anticamorra per vigilare sulla legalità dei lavori e degli appalti di Pompei. In un’intervista al Corriere del Mezzogiorno del primo aprile, Guida promette certificati antimafia e bonifici on line per tutti come arma per sconfiggere le infiltrazioni della criminalità organizzata, cose in gran parte già usate dalla pubblica amministrazione. Visto che Pompei già godeva del supporto amministrativo di Invitalia, molti si chiedono se questa ultima iniziativa non sia un commissariamento mascherato: l’interessato nega, …

"Una legge anticorruzione e una per il territorio", di Andrea Scarchilli

Il ministro della giustizia Paola Severino è in questi giorni impegnata nella stesura degli emendamenti governativi al disegno di legge che ha l’obiettivo di costituire un argine contro la corruzione. Negli ultimi mesi, la questione è balzata all’attenzione dell’opinione pubblica per una serie di inchieste giudiziarie che sembrano aver aperto uno squarcio su modalità di amministrazione della cosa pubblica per molti versi affini a quelle scoperchiate da Tangentopoli. L’iniziativa del governo, necessaria, va tuttavia rafforzata sin dalle premesse. Infatti una caratteristica ulteriore delle ultime inchieste, da Bari a Milano, è l’evidenziata disinvoltura con la quale viene gestito il territorio delle nostre città dalla politica. I piani urbanistici, che dovrebbero essere garanzia di una corretta ed equa organizzazione del territorio, nonché ispirati innanzitutto dalle esigenze di fruizione degli spazi pubblici (come i parchi e le piazze serviti da una sistema di mobilità efficiente) da parte dei cittadini, diventano strumenti opachi e continuamente rivisti in peggio (le famigerate varianti) per permettere all’ente di far cassa attraverso i permessi di costruire o, in alcuni casi, per alimentare il …

"Pallottole, incendi e silenzio mi hanno distrutto l´anima ora torno a fare la farmacista", di Attilio Bolzoni

Non posso dire di essere stata lasciata sola. Però alcune istituzioni, alcune associazioni non mi hanno sostenuta Non mi sento più libera di fare serenamente politica. E sì, ho anche un po´ di paura. Voglio essere lasciata in pace. Chi sceglie il sindaco in un piccolo paese della Calabria? «I cittadini, solo loro». E i cittadini di Monasterace chi hanno voluto per due volte? «Me». E allora perché lei si dimette, perché se ne va? «Perché dopo gli attentati non potrei più fare serenamente il mio lavoro, perché qualsiasi decisione dovessi prendere domani mattina non mi sentirei più libera come prima». Paura? «Sì, anche un po´ di paura». Comincia così una chiacchierata con Maria Carmela Lanzetta, il sindaco di Monasterace – il comune più a nord della provincia di Reggio sullo Jonio, 3500 abitanti, i famosi Bronzi di Riace ripescati nel mare di fronte – che ha lasciato poltrona e Comune dopo le quattro fucilate sparate tre notti fa contro la sua auto. Solo l´ultimo attentato, l´ultimo avvertimento. Fucilate di ‘ndrangheta? «Non lo so, non …

"Ammettere i propri errori: solo così si ottiene la fiducia", di Agnes Heller

Chi ha ruoli istituzionali alle volte fa ricorso alla manipolazione e alla retorica ma deve poi saperlo riconoscere Esistono valori che devono essere condivisi come la libertà di parola e la possibilità di intervenire nel dibattito pubblico. Cos´è che caratterizza il concetto politico moderno di verità? La verità politica moderna è confutabile e può essere smentita. Se per la scienza determinate teorie e affermazioni non sono né vere né false, in quanto non sono recepite come affermazioni scientifiche (ad esempio la previsione del giorno del giudizio nel 2220, o l´avvistamento di angeli nell´oceano Pacifico), lo stesso criterio va applicato alla politica. Possiamo sognare ad esempio un mondo senza mercati, o magari senza stati; ma idee del genere non sono politiche, e quindi politicamente non sono né giuste né sbagliate. La verità di un´idea politica può essere rivendicata quando tiene conto della verità dei fatti. Certo, la verità dei fatti è sempre interpretata, e le diverse interpretazioni possono essere contrastanti, ma esiste un centro, un nocciolo duro al quale tutte devono fare riferimento. (…) E´ necessario …

"In nome della madre una storia esemplare", di Sebastiano Vassalli

Quella di Denise, la figlia di Lea Garofalo uccisa e sciolta nell’acido vicino a Milano nel 2009, è una storia esemplare. Non solo è un dramma personale e familiare, ma è anche il nostro dramma. Una storia terribile, quella di Lea Garofalo uccisa e sciolta nell’acido vicino a Milano nell’autunno del 2009. Una storia che mescola vicende personali e legami di ‘ndrangheta in un groviglio così intricato da non essere quasi raccontabile: siamo di fronte ad una di quelle vicende a cui si riferiva Louis-Ferdinand Céline quando diceva che, in letteratura, non darebbero un risultato realistico ma grottesco. Ne verrebbe fuori un pasticcio, una caricatura. Più raccontabile, invece, e a suo modo esemplare, è la storia della figlia di Lea, Denise: che ora ha diciannove anni (ne aveva diciassette all’epoca dei fatti), ed è stata la testimone chiave di un processo che ha condannato all’ergastolo sei imputati. Il padre della ragazza, due suoi zii e altri tre mafiosi. Il dramma di Denise è innanzitutto un dramma personale e familiare: figlia di un padre-mostro e nipote …